1 Febbraio 2023
7:30

L’eruzione del Monte Tambora nel 1815: un evento che ha cambiato il corso della storia umana

Nel 1815 è avvenuta la terribile eruzione del Monte Tambora (Indonesia), una delle più esplosive della storia (VEI-7). Ha modificato il clima dell'emisfero settentrionale della Terra generando negli anni successivi una serie di effetti a catena.

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A cura di Andrea Raboni
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L’eruzione del Monte Tambora nel 1815: un evento che ha cambiato il corso della storia umana

Cratere Monte Tambora | Geopop

Moltissimi fenomeni geologici si verificano continuamente in ogni strato del nostro pianeta, ma pochi di questi ci affascinano come le manifestazioni del vulcanismo. Colossali nubi che invadono i cieli tropicali, colate di lava scintillanti che procedono inarrestabili, scenari a tratti poetici e che ispirano racconti d’altri tempi. Tutto molto bello, ma non prendiamoci in giro. Ciò che fa più impressione sono i botti. Quelli grossi. Quelli grossi per davvero.

Il nostro passato è pieno di fonti che ricordano eruzioni devastanti, entrate a pieno titolo nel registro degli eventi più drammatici della storia umana: il Vesuvio nel 79 d.C., il Krakatoa nel 1883, il Saint Helens nel 1980. Vicende che hanno un loro posto ben definito nella cultura pop e nell'immaginario comune. Ma stranamente si parla sempre molto poco dell’eruzione del Monte Tambora del 1815, avvenuta sull'isola di Sumbawa (Indonesia) e considerata da molti vulcanologi la più devastante della storia o, almeno, la più grande dall’ultima glaciazione, terminata oltre 10.000 anni fa. Ebbe un indice di esplosività (VEI) pari a 7 su 8.

Eruzione notturna vulcano sconosciuto

L'eruzione del Tambora del 1815

Il Tambora è uno stratovulcano, cioè un vulcano che ha avuto origine dal progressivo accumulo e dalla conseguente stratificazione di lava solidificata, cenere e roccia, e si trova in Indonesia, sull’isola (di origine vulcanica) di Sumbawa. Il vulcano, dopo essersi risvegliato dalla quiescenza, cioè uno stato di temporanea inattività, il 5 aprile del 1815 diede avvio a una serie di violenti fenomeni eruttivi durati, nella fase più intensa, cinque giorni, ma terminati del tutto dopo un periodo di più di tre mesi.

La prima grande esplosione, avvenuta il 5 aprile, fu avvertita a centinaia di chilometri di distanza e generò una colonna di fumo e ceneri alta oltre 30 km. Gli ufficiali della Compagnia olandese delle Indie orientali, che al tempo amministrava i territori dell’arcipelago, convinti di aver sentito i colpi di artiglieria di un nemico ignoto armarono le proprie truppe. Solo il giorno seguente e solo dopo aver notato i cieli neri per la cenere e una pioggia di rocce grosse come pompelmi, si resero conto della presenza di un avversario ben più temibile.

Eruzione vulcano con nube

La seconda esplosione, avvenuta qualche giorno più tardi, generò una colonna eruttiva di oltre 40 km, che in poco tempo si riversò sui pendii del vulcano in associazione a catastrofiche colate di materiali magmatici e gas incandescenti (chiamate colate piroclastiche). Le colate di lava, gli tsunami provocati dai terremoti associati alle esplosioni e la pioggia di cenere e pomici cancellarono dalla faccia della Terra interi regni nelle isole indonesiane. Le fonti stimano un numero di vittime superiore a 10.000 considerando le sole esplosioni del Tambora, ma il numero cresce a oltre 100.000 se si considerano le conseguenze della devastazione, delle carestie e delle malattie che investirono l’Indonesia nel periodo successivo. Studi geologici recenti attribuiscono all’eruzione del Tambora un punteggio di 7 (su 8) dell’indice VEI.

Gli effetti dell'eruzione del Tambora

La quantità di materiale emesso durante l'eruzione fu tale da ridurre l’incidenza dei raggi del Sole, o più scientificamente della radiazione solare, sulla superficie della Terra causando un abbassamento delle temperature globali. L’anno successivo, il 1816, fu definito year without a summer (anno senza estate) a causa dell’abbassamento delle temperature. Gli effetti a catena nell’emisfero settentrionale furono molteplici.

1816 anno senza estate

I primi e più diretti furono ovviamente gli effetti sul clima che determinarono eventi meteorologici estremi: gelate improvvise, abbondanti nevicate a latitudini improbabili, piogge torrenziali dove non si sarebbero dovute verificare, alluvioni.

A loro volta i cambiamenti climatici causarono danni all’economia; in particolare, si verificò un calo della produttività agricola: trovare un periodo adatto alla semina diventò complicato, non tutte le piante crescevano e germogliavano a basse temperature, gli eventi estremi danneggiarono le colture. Il calo delle produzioni agricole determinò problemi al comparto zootecnico e l'allevamento diventò meno redditizio a causa della scarsa produzione di foraggio e della ridotta sopravvivenza degli animali alle temperature più rigide. La conseguente mancanza di cibo fu quindi un bel problema per il Nordamerica e per l’Europa, in cui si diffusero problemi di natura igienico-sanitaria come malnutrizione e malattie che a loro volta generarono parecchio malcontento.

monte tambora eruzione danneggiamento agricoltura

Tra le varie conseguenze potrebbe essere coinvolta anche la sconfitta di Napoleone a Waterloo collegata in qualche modo alle piogge torrenziali che seguirono l'eruzione del Tambora e di altri vulcani. Le piogge trasformarono i campi di battaglia in estese paludi che rendevano molto più complicate le manovre di combattimento di cavalleria e artiglieria.

Insomma, l'eruzione del Tambora, oltre alla devastazione causata a livello regionale, generò alterazioni climatiche a breve termine che causarono non pochi danni alle economie dei Paesi nell'emisfero settentrionale. I problemi economici si tradussero in problemi sociali e politici dai quali derivarono intensi flussi migratori, tensioni e rivolte che amplificarono i problemi già esistenti nel complesso quadro geopolitico del tempo. Un evento naturale di tale portata fu quindi in grado di mettere in moto tanti piccoli cambiamenti che, con il passare dei decenni, cristallizzarono fino a diventare tessere nel ramificato mosaico della storia.

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