stratovulcano

Gli stratovulcani, o vulcani a cono, sono strutture geologiche formate dalla sovrapposizione di numerosi livelli di detriti e lava solidificata e sono caratterizzate da un rapporto altezza/larghezza maggiore rispetto ai vulcani a scudo – in altre parole, hanno una forma più slanciata. Questa particolare struttura è legata alla chimica del magma: essendo ricco in silice è anche più viscoso, scorrendo poco lateralmente in favore di uno sviluppo verticale. Questa tipologia di vulcano è spesso caratterizzata da eruzioni esplosive la cui potenza può essere variabile: da quelle di lieve intensità (come quelle che solitamente presenta lo Stromboli) a quelle pliniane e sub-pliniane. In Italia alcuni tra i vulcani a cono più famosi sono il Vesuvio e l'Etna, ma quali altri ci sono al mondo? E quali sono le loro caratteristiche?

Caratteristiche degli stratovulcani

Gli stratovulcani, come abbiamo anticipato nell'introduzione, hanno una forma a cono e sono composti dalla sovrapposizione di più colate di lava e detriti accumulatesi eruzione dopo eruzione nel corso delle ere geologiche. Solitamente la lava di questa tipologia di vulcani è ricca in silice, dando vita a magmi dalla viscosità piuttosto alta. Per capire meglio questo concetto possiamo paragonare la lava molto viscosa al miele, mentre la lava poco viscosa all'acqua: la prima scorrerà molto meno rispetto alla seconda, e la stessa identica cosa accade con la lava eruttata dai vulcani.

Sempre a causa della viscosità, si parla spesso di eruzioni "esplosive" per questa tipologia di vulcano. Per visualizzare il meccanismo immaginiamo di prendere una bottiglia di spumante e di agitarla molto forte, finché il tappo non salta via. Nei vulcani a cono succede concettualmente la stessa cosa, dal momento che il magma viscoso tende a formare un tappo nel condotto vulcanico, con un conseguente aumento della pressione dei gas al di sotto. Questa pressione, aumentando sempre più, comporterà prima o poi lo "scoppio del tappo", creando un'eruzione tanto più violenta quanto più alta sarà la pressione raggiunta.

Esempi di stratovulcani

Vediamo ora alcuni tra i principali stratovulcani, sia italiani che di altri Paesi del mondo.

Vesuvio

Vesuvio, vulcano
in foto: Foto satellitare del Vesuvio. Il vulcano più piccolo è il Vesuvio, l’anello che lo circonda è la caldera del Monte Somma.

Il Vesuvio (o per meglio dire il Somma-Vesuvio) è uno stratovulcano alto circa 1280 metri e caratterizzato da eruzioni esplosive – come quella che coinvolse Pompei nell'autunno del 79 d.C. Viene considerato uno dei vulcani attivi più pericolosi del mondo sia a causa delle sue violente eruzioni, sia per le circa 700 mila persone che vivono alle sue pendici. Proprio per questo motivo è essenziale la prevenzione, così da sapere come gestire un'eventuale futura eruzione del vulcano.

Stromboli

eruzione stromboli 2019

Situato nel Mar Tirreno, lo Stromboli è l'isola più nord-orientale dell'arcipelago siciliano delle Isole Eolie. Emerge dalle acque per circai 924 metri, ai quali se ne aggiungono altri 2000 circa al di sotto del livello del mare. Si tratta di uno degli stratovulcani più attivi al mondo a causa della sua particolare attività eruttiva persistente – definita appunto "stromboliana".

Etna

Etna

L'Etna è il vulcano attivo più alto dell'Europa continentale e si trova nel settore orientale della Sicilia, in provincia di Catania. Al momento misura poco più di 3350 metri sul livello del mare ed è caratterizzato principalmente da eruzioni di tipo effusivo (quindi senza esplosioni e con lave poco viscose), anche se periodicamente possono aver luogo eventi esplosivi di intensità maggiore definiti "parossismi".

Marsili

Marsili satellite
in foto: Immagine satellitare del Marsili (credit: Google Maps).

Il Marsili è il vulcano più esteso d'Europa: misura circa 70 km di lunghezza per 30 di altezza. Si trova sul fondale del Mar Tirreno e la sua vetta è posizionata a circa 500 metri al di sotto del livello del mare. Fortunatamente, come confermato anche da INGV e Protezione Civile, una sua eventuale eruzione non creerebbe molti danni in superficie: il volume d'acqua che la ricopre sarebbe tale da riuscire a dissipare la maggior parte dell'energia.

Hunga Tonga – Hunga Ha'apai

Hunga Tonga-Hunga Ha’apai
in foto: Credit: Google Earth studio

L'Hunga Tonga – Hunga Ha'apai è uno stratovulcano nell'arcipelago di Tonga, nell'Oceano Pacifico meridionale, situato lungo la famosa Cintura di Fuoco. Nonostante si trovi un'area estremamente remota, il suo nome ha iniziato a essere conosciuto a livello internazionale il 15 gennaio 2022 quando una violenta eruzione causò uno tsunami che raggiunse addirittura le coste del Perù, dall'altra parte dell'Oceano.

Cumbre Vieja

Distruzione-La-Palma

Il Cumbre Vieja è uno stratovulcano situato sull'isola di La Palma, alle Canarie, la cui origine è molto probabilmente legata alla presenza di un punto caldo – in inglese hot spot. Anche in questo caso, il Cumbre Vieja è stato reso famoso dalla sua ultima eruzione del 19 settembre 2021, avvenuta dopo ben 50 anni di inattività e durata per 85 giorni.

Anak Krakatoa

anak krakatoa allerta

L'Anak Krakatoa è uno stratovulcano nato dalla caldera del Krakatoa, il cui edificio andò completamente distrutto nella violenta eruzione del 1883. Si trova nello Stretto di Sonda, in Indonesia, e attualmente la sua altezza si aggira attorno ai 150 metri sul livello del mare.

Articolo a cura di
Stefano Gandelli