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28 Gennaio 2022
11:06

Missione UNESCO scopre a largo di Tahiti un’enorme barriera corallina unica nel suo genere

L'enorme roseto sottomarino, trovato a largo di Tahiti a una profondità tra 30 e 70 metri, è una delle più grandi barriere coralline mai scoperte finora.

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Missione UNESCO scopre a largo di Tahiti un’enorme barriera corallina unica nel suo genere
Corallo Pachyseris speciosa

Durante una spedizione effettuata a novembre 2021 a largo di Tahiti, nei mari della Polinesia francese, un team di ricercatori dell'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Educazione, la Scienza e la Cultura (UNESCO) ha scoperto un'enorme barriera corallina finora sconosciuta. La struttura naturale, perfettamente conservata, ha una lunghezza di circa 3 chilometri e si trova tra i 30 e i 70 metri di profondità. Il progetto di mappatura del fondale ha permesso il ritrovamento di una delle barriere coralline più grandi al mondo a quelle profondità.

Ad oggi, conosciamo la superficie della Luna meglio dell'oceano profondo. Solo il 20% dell'intero fondale marino è stato mappato. Questa straordinaria scoperta a Tahiti dimostra l'incredibile lavoro degli scienziati che, con il supporto dell'UNESCO, ampliano la nostra conoscenza su ciò che si trova lì sotto.
Audrey Azoulay, Direttore Generale UNESCO

La particolarità del sito sono le formazioni simili a enormi rose dal diametro di circa 2 m ciascuna, che si estendono come un enorme roseto a coprire il fondale marino. Alexis Rosenfeld, fotografo francese e fondatore del progetto 1 Ocean ha dichiarato che questi coralli "Sono come un'opera d'arte".

Specie e stato di conservazione del roseto sottomarino

Ad una prima analisi il reef non sembra mostrare segni di sbiancamento né di deterioramento. L'ottimo stato di conservazione della barriera potrebbe derivare dalla profondità nella quale si colloca. È probabile, inoltre, che questo sia il motivo per cui la struttura sia rimasta intatta anche a seguito dello tsunami causato dall'eruzione del vulcano Hunga Tonga – Hunga Ha'apai il 15 gennaio scorso. Saranno necessari nuove analisi per comprendere al meglio la biodiversità del sito "incontaminato" e verificarne lo stato di salute.
All'interno del "roseto" le due specie di coralli prevalenti sono Porites rus e Pachyseris speciosa, disposi rispettivamente nella porzione più superficiale e più profonda della barriera, i cui colori virano dal grigio al giallo-bruno.

Il ritrovamento ci fornisce nuove informazioni sull'ecosistema della cosiddetta "zona crepuscolare" dell'oceano, nella quale non si credeva fosse possibile trovare dei coralli. Questi organismi, infatti, sono soliti colonizzare i fondali marini ad una profondità massima di 25 metri ma ora, grazie a questo dato aggiuntivo, sembrerebbe possibile trovarli a profondità superiori. Il capo della Sezione Politica marittima dell'Unesco, il dottor Julian Barbiere, ha affermato che è ragionevole pensare esistano molti altri ecosistemi "di cui non siamo a conoscenza" che dovremo mappare e proteggere.
La zona potrebbe essere scelta per la creazione di un'area marina protetta per mantenerla intatta nel tempo.

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Nicole Pillepich
Redattrice
Credo non esista una parola giusta per definirmi: sono naturalista, ecologa, sognatrice e un po’ artista. Disegno da quando ho memoria e ammiro il mondo con occhio scientifico e una punta di meraviglia. Mi emoziono nel capire come funziona ciò che mi circonda e faccio di tutto per continuare a imparare. Disegno, scrivo e parlo di ciò che amo: natura, animali, botanica e curiosità.
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