
Il progetto idroelettrico Nam Theun 2 (NT2), in Laos, rappresenta un'opera di ingegneria idraulica senza precedenti, non solo per le sue dimensioni, ma per l'insolito schema di deviazione inter-bacino che ne definisce il funzionamento. Situato sull'altopiano di Nakai, il progetto completato nel 2010 sfrutta un dislivello naturale tra il bacino del fiume Nam Theun e la valle del fiume Xe Bang Fai, con la diga principale sbarra il fiume Nam Theun creando un bacino idrico di 450 km quadrati.
Complessivamente, la centrale ospita ben sei turbine: quattro unità da 250 MW ciascuna e due unità Pelton da 37,5 MW.
Descrizione di Nam Theun 2
Il cuore tecnologico di NT2 risiede nella sua configurazione a "salto idraulico" elevato. La diga principale, una struttura in calcestruzzo a gravità alta 39 metri e lunga 436 metri, sbarra il fiume Nam Theun creando, quindi, un bacino idrico di 450 km quadrati, con una capacità di stoccaggio totale di ben 3,9 miliardi di m3. La particolarità ingegneristica consiste nel fatto che l'acqua non viene rilasciata nel letto originale del fiume, ma convogliata attraverso un canale di adduzione verso una condotta forzata che scende per un salto netto di 348 metri.

Fonte: sito ufficiale
La centrale ospita, inoltre, ben sei turbine: quattro unità Francis da 250 MW ciascuna (dedicate all'esportazione verso la Thailandia tramite una linea a 500 kV) e due unità Pelton da 37,5 MW (per il consumo interno del Laos a 115 kV), per una capacità installata totale di 1.075 MW. Il sistema è progettato per generare circa 6.000 GWh annui. Un elemento critico è il bacino di regolazione a valle della centrale, che stabilizza il flusso prima di immetterlo nel fiume Xe Bang Fai attraverso un canale di scarico lungo 27 km, evitando colpi d'ariete idraulici ed erosione spondale massiva.
L’impatto ambientale del progetto idroelettrico
Dal punto di vista dell'impatto ambientale, la creazione del bacino ha sommerso circa il 40% dell'altopiano di Nakai, con una irreversibile alterazione dell'ecosistema locale. Dal punto di vista ingegneristico, la sfida principale è stata la gestione della qualità dell'acqua a causa della decomposizione della biomassa sommersa si sono avute ingenti concentrazioni di metano e anidride carbonica, a cui si sono aggiunte condizioni di anossia (assenza di ossigeno) nelle acque profonde.

Per gestire le conseguenze di questo problema, è stato implementato un sistema di aerazione forzata presso le paratoie di scarico al fine di aumentare, in modo importante, la concentrazione di ossigeno disciolto prima dell'immissione nel sistema fluviale secondario. Il regime idrologico del fiume Nam Theun, a valle della diga, ha subito una riduzione della portata di circa il 95%, richiedendo il rilascio di un "deflusso minimo vitale" costante di 2 metri cubi/secondo per preservare la biodiversità residua, contro una portata media naturale pre-diga di circa 240 metri cubi/secondo.
L'impatto socio economico
Dal punto di vista politico ed economico, NT2 può considerarsi un modello di Public-Private Partnership (PPP), gestito dalla Nam Theun 2 Power Company (NTPC), i cui azionisti includono EDF e il governo del Laos. Il progetto è stato concepito come il principale motore di valuta estera per il Paese: circa il 95% dell'energia prodotta, infatti, viene venduta all'autorità elettrica thailandese (EGAT) grazie ad un accordo di concessione della durata di 25 anni. Dal punto di vista finanziario, il costo complessivo dell'opera ha richiesto un investimento stimato in 1,3 miliardi di dollari. Dal punto di vista sociale, invece, il progetto ha comportato il reinsediamento forzato di circa 6.300 persone appartenenti a molteplici minoranze etniche dell'altopiano, rendendosi necessaria la realizzazione di 17 nuovi villaggi dotati di infrastrutture elettriche e sanitarie.