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5 Luglio 2026
6:00

In Formula 1 esiste il protocollo anti-caldo: come funziona il sistema di raffreddamento dei piloti

Per la prima volta in un Gran Premio europeo, la FIA ha attivato il protocollo Heat Hazard al GP d’Austria: sopra i 31 °C i team devono predisporre il Driver Cooling System, un gilet con tubicini in cui scorre liquido refrigerante collegato alla monoposto, al fine di ridurre la temperatura corporea dei piloti in gara.

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In Formula 1 esiste il protocollo anti-caldo: come funziona il sistema di raffreddamento dei piloti
heat hazard
Generata con AI a scopo illustrativo.

L'enorme ondata di calore che sta interessando l'Europa ha raggiunto anche il mondo dello sport e, nello specifico, la Formula 1. Nel GP d’Austria, disputatosi il 28 giugno 2026 al Red Bull Ring, la Federazione Internazionale dell'Automobile (FIA) ha attivato per la prima volta in Europa il protocollo di Heat Hazard,previsto quando le gare si disputano in condizioni di caldo estremo. Il sistema viene attivato quando la temperatura percepita supera i 31 °C: nel weekend austriaco si sono registrati circa 34 °C. Quando viene dichiarato, la FIA attiva una serie di misure obbligatorie per i team con l’obiettivo di ridurre lo stress termico sui piloti. La principale riguarda l’installazione del Driver Cooling System sulle monoposto, un sistema collegato alla vettura che alimenta un gilet indossato dal pilota attraverso un circuito di tubicini in cui circola un liquido refrigerante. Il sistema serve a limitare l’aumento della temperatura corporea del pilota durante la gara, quando l’abitacolo può raggiungere valori estremi, anche superiori ai 50°C.

L’utilizzo del gilet, però, non è obbligatorio: il pilota può decidere se indossarlo oppure no. In questo caso, per evitare vantaggi competitivi legati alla riduzione del peso, viene aggiunta una zavorra di circa 0,5 kg all’interno della vettura. Il sistema è stato introdotto dopo il GP del Qatar del 2023, una delle gare più impegnative degli ultimi anni con temperature notturne di circa 32° C, in cui diversi piloti hanno sofferto disidratazione, malori e forte affaticamento, alcuni fino al ritiro. L’episodio ha spinto la FIA a introdurre nuove misure di sicurezza.

Cos'è e come funziona il Driver Cooling System della FIA

Il Driver Cooling System è il sistema introdotto dalla FIA per ridurre lo stress termico dei piloti quando viene dichiarato l’Heat Hazard, ovvero quando le condizioni meteo superano la soglia di riferimento di 31 °C di indice di calore. Il protocollo, secondo il regolamento sportivo della Formula 1, viene attivato dalla FIA in base alle previsioni del servizio meteorologico ufficiale, fino a 24 ore prima dell’inizio della gara, e resta valido per l’intero weekend. Una volta dichiarato, rende obbligatorio per tutti i team installare il sistema sulle monoposto fin dalle prove libere.

Il dispositivo è composto da un gilet indossato sotto la tuta ignifuga e da un impianto installato sulla vettura che gestisce la circolazione del fluido refrigerante. Il gilet è attraversato da una rete di 50 metri  di tubicini in cui scorre il liquido, mentre il sistema può includere componenti come ventole e scambiatori di calore per regolarne la temperatura. È vietato l’uso del ghiaccio secco, mentre il raffreddamento del fluido può avvenire tramite aria, acqua o soluzioni acquose con sostanze come cloruro di sodio, cloruro di potassio o glicole propilenico.

L’obiettivo non è raffreddare drasticamente il corpo del pilota, ma rallentare l’aumento della temperatura corporea durante la gara, quando nell’abitacolo si possono superare i 50 °C. In queste condizioni il sistema può incidere sulla resistenza fisica e sulla concentrazione, soprattutto su circuiti molto impegnativi o in gare che si avvicinano al limite delle due ore.

Il sistema è stato introdotto per la prima volta nel Gran Premio di Singapore del 2025, una delle gare più dure per i piloti a causa di alte temperature e forte umidità. L'utilizzo di questo sistema, però, resta facoltativo. Chi sceglie di non indossare il gilet non ottiene vantaggi prestazionali in quanto la differenza di peso viene compensata con una zavorra di circa 0,5 kg nell’abitacolo.

Il giubbotto refrigerante utilizzato dalla Mercedes: come funziona e perché può migliorare le prestazioni

Accanto al Driver Cooling System e ai gilet refrigeranti utilizzati dai piloti in gara, da qualche anno i fan della Formula 1 avranno notato i due piloti della Mercedes, Kimi Antonelli e George Russell indossare dei "giubbotti spaziali" nel pre-gara. Si tratta del sistema Adidas CLIMACOOL, progettato non per essere utilizzato in gara, ma nella fase che precede la partenza. L’obiettivo è il cosiddetto pre-raffreddamento: abbassare la temperatura corporea del pilota prima dello sforzo, così da rallentare l’insorgere dell’affaticamento nelle condizioni estreme della Formula 1.

Questa fase è molto breve e delicata: i piloti hanno infatti una finestra di circa 20 minuti tra la preparazione e l’inizio della gara per raffreddare il corpo e raggiungere una condizione fisiologica ottimale prima di salire in macchina. In F1 questo aspetto è particolarmente importante, perché nell’abitacolo si possono raggiungere temperature comprese tra i 50 e i 60 °C, con una forte perdita di liquidi (fino a 4 kg) e un elevato stress fisico e mentale.

Protocollo Heat Hazard Formula 1 sistemi di raffreddamento
Il pilota Mercedes George Russell indossa la giacca Adidas CLIMACOOL nella fase pre–gara. Il sistema serve al pre–raffreddamento del corpo prima della partenza per aiutare la gestione dello stress termico in condizioni di caldo estremo. Credit: Adidas

A supporto di queste strategie, uno studio pubblicato sul British Journal of Sports Medicine nel 2015 ha rilevato che il pre-raffreddamento può migliorare le prestazioni del 5-6%, mentre il raffreddamento durante l’attività può arrivare fino al 9,9%. Il principio è legato alla termoregolazione: partire con una temperatura corporea più bassa aiuta a ritardare la fatica e mantenere più a lungo concentrazione e reattività.

Il giubbotto Adidas CLIMACOOL combina un sistema di raffreddamento con ventole, materiali isolanti e un gilet refrigerante. L’idea è lavorare in sinergia con il gilet per mantenere più a lungo l’effetto del pre-raffreddamento. Nei test di laboratorio, questa combinazione ha mostrato un effetto quasi doppio nella riduzione della temperatura cutanea e corporea rispetto al solo gilet o al ghiaccio. Secondo gli studi citati da Adidas, partire con una temperatura corporea più bassa può migliorare la concentrazione e le capacità decisionali, oltre a ritardare l’affaticamento. Nei test di resistenza, i miglioramenti possono arrivare fino al 25%.

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