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3 Luglio 2026
18:30

Il caldo eccessivo può alterare le funzioni del nostro cervello: cosa dice la scienza

Le ondate di calore non colpiscono solo il corpo, ma alterano direttamente le funzioni del cervello. Tra cali di attenzione, picchi di stress e rischi per la salute mentale, ecco cosa succede alla nostra mente quando le temperature salgono secondo le ultime evidenze scientifiche.

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Il caldo eccessivo può alterare le funzioni del nostro cervello: cosa dice la scienza
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Diverse ricerche scientifiche, come quelle condotte dalla Harvard T.H. Chan School of Public Health o le analisi pubblicate su The Lancet Planetary Health, dimostrano che l'ipertermia e lo stress termico compromettono l'efficienza del nostro sistema nervoso centrale. Ma a cosa fanno male le temperature eccessive nello specifico? Il caldo colpisce in modo mirato le nostre funzioni cognitive complesse, ovvero la memoria di lavoro, l'attenzione sostenuta, il problem solving e la capacità di prendere decisioni sensate, oltre ad avere degli effetti sulla salute mentale.

Il meccanismo biologico del caldo sul cervello: termoregolazione e affaticamento cognitivo

Il nostro organismo opera costantemente per mantenere l'omeostasi termica, ovvero una temperatura corporea interna stabile intorno ai 36,5 °C. Quando la temperatura ambientale supera la soglia di tolleranza, il sistema nervoso centrale attiva i processi di termoregolazione.

Il meccanismo principale consiste nella vasodilatazione periferica: il corpo devia il flusso sanguigno e le risorse energetiche verso la pelle per favorire la dispersione del calore attraverso la sudorazione. Questa ridistribuzione emodinamica, tuttavia, comporta una temporanea riduzione del flusso sanguigno ottimale verso il cervello.

Uno degli studi più autorevoli in merito, pubblicato nel 2018 su PLOS Medicine dai ricercatori della Harvard T.H. Chan School of Public Health, ha monitorato un gruppo di giovani adulti residenti in dormitori privi di aria condizionata, con temperature medie interne di circa 26 °C. Nei giorni di canicola, i soggetti hanno mostrato:

  • Un incremento significativo dei tempi di reazione nei test cognitivi.
  • Una percentuale maggiore di errori nei compiti di calcolo e logica rispetto a chi risiedeva in ambienti climatizzati.

A subire il deficit maggiore sono le cosiddette funzioni esecutive complesse: la memoria di lavoro, l'attenzione sostenuta e la capacità di problem solving. Questo quadro clinico è ulteriormente esacerbato dalla deprivazione di sonno e dal riposo notturno disturbato, tipici delle notti tropicali. Inoltre, ricerche condotte su modelli animali indicano che lo stress termico altera la sintesi della serotonina, un neurotrasmettitore fondamentale non solo per la regolazione dell'umore, ma anche per i centri della termoregolazione cerebrale.

Ondate di calore, irritabilità e comportamenti aggressivi

L'associazione tra l'innalzamento delle temperature e l'aumento dei comportamenti impulsivi è un fenomeno che è stato osservato da un punto di vista epidemiologico. Un'ampia revisione pubblicata su The Lancet Planetary Health ha sintetizzato i dati relativi a diverse aree del mondo, evidenziando trend significativi:

  • Aumento dei reati, ogni incremento di 5 °C della temperatura giornaliera è associato a un aumento del 4,5% dei reati di natura sessuale nei giorni immediatamente successivi.
  • Aggressioni fisiche: in Giappone è stata registrata una crescita costante dei trasporti in ambulanza dovuti ad aggressioni in concomitanza con i picchi di calore.

È importante specificare che parliamo di correlazioni statistiche e non di un rapporto di causa-effetto diretto e automatico: i fattori sociali, economici e culturali di ogni territorio giocano infatti un ruolo fondamentale nel mitigare o amplificare questi comportamenti.

Tuttavia, la biologia ci dice che il caldo estremo è a tutti gli effetti un fattore di stress per l'organismo, che risponde aumentando la produzione di cortisolo (l'ormone dello stress). Questo picco ormonale abbassa drasticamente la nostra soglia di tolleranza alla frustrazione, spingendoci a reazioni emotive più immediate e meno filtrate dalla corteccia cerebrale, ovvero l'area del cervello responsabile del ragionamento e dell'autocontrollo.

L'impatto sulla salute mentale e la vulnerabilità dei giovani: gli studi di psichiatria

Se per le persone in salute gli effetti del caldo si limitano a temporanei cali di attenzione o sbalzi d'umore, l'impatto diventa critico per chi soffre già di disturbi psichiatrici. Durante i picchi di temperatura, infatti, i pronto soccorso registrano un aumento costante di accessi per crisi psichiatriche acute.

I dati raccolti durante la storica ondata di calore del 2021 in Canada hanno rivelato che le persone affette da schizofrenia avevano un rischio di mortalità tre volte superiore rispetto alla popolazione generale. Questa forte vulnerabilità dipende sia dalle caratteristiche della patologia, sia dall'effetto di alcuni farmaci che interferiscono con la capacità dell'organismo di sudare e di regolare la propria temperatura.

Un dato molto serio e recente, pubblicato il 24 giugno 2026 sull'American Journal of Psychiatry, riguarda i più giovani. Lo studio mostra che, per ogni grado in più nella temperatura media mensile, il tasso di suicidi tra i 15 e i 24 anni aumenta di circa il 3%: un incremento che è più del doppio rispetto a quello osservato negli adulti. Questa evidenza suggerisce che il cervello dei giovani, essendo ancora in fase di sviluppo, possa essere molto più sensibile e vulnerabile agli effetti dello stress termico ambientale.

Proiezioni a lungo termine: cosa succederà entro il 2100?

Gli effetti del caldo non riguardano solo i singoli giorni di emergenza. Uno studio cinese pubblicato nel 2024 su Ecotoxicology and Environmental Safety ha seguito oltre 53.000 persone per otto anni, dimostrando che l'esposizione prolungata e ripetuta a temperature elevate è associata a un declino più rapido delle capacità cognitive nel corso del tempo.

Incrociando questi dati con i modelli del cambiamento climatico, le proiezioni indicherebbero uno scenario preoccupante per la salute pubblica: se le temperature continueranno a salire ai ritmi attuali, le funzioni cognitive medie della popolazione globale potrebbero subire un calo compreso tra il 5% e il 7% entro il 2100.

I dati scientifici a nostra disposizione dimostrano quindi che il riscaldamento globale e l'intensificazione delle ondate di calore non sono solo una minaccia per l'ambiente o per l'economia, ma rappresentano un rischio diretto per la nostra salute mentale, per le nostre capacità di ragionamento e per il nostro benessere psicologico.

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Giorgia Giulia Evangelista
Head of content development | Creator
Ho una laurea in Matematica e un dottorato in Neuroscienze Computazionali, che mi hanno permesso di realizzare il sogno di diventare scienziata: per anni mi sono dedicata alla ricerca, imparando il rigore del metodo scientifico e la meraviglia di sentirsi piccoli davanti alla vastità della conoscenza. Dopo quasi otto anni all’estero, ho portato questa esperienza anche fuori dai laboratori: come docente, nel mondo delle start-up e nella consulenza. In Geopop ho trovato lo spazio per coniugare la passione per la scienza, la divulgazione scientifica e la creatività. Curiosa dalla nascita, non credo di aver mai superato la fase dei “perché” dei bambini. Amo esplorare il mondo che ci circonda, capire come funziona il cervello e da dove nascono le idee.
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