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Neil deGrasse Tyson, nato il 5 ottobre del 1958, è un astrofisico e tra i maggiori divulgatori scientifici americani: direttore del prestigioso Hayden Planetarium del Museo Americano di Storia Naturale di New York, ha dimostrato in quarant’anni una grande capacità di spiegare e rendere popolare l’astronomia e l’astrofisica con libri, podcast e documentari.

Dal Bronx a Harvard

A nove anni, andando per la prima volta al planetario (lo stesso Hayden che poi avrebbe diretto), scoprì che il cielo era un arazzo di stelle e pianeti tutti da scoprire. Il piccolo astrofisico che era in lui si risvegliò, spronandolo a studiare i misteri del cielo con un primo telescopio piazzato sul tetto del suo condominio – sviluppando un amore che lo portò a studiare tutta la vita.
Tyson si distinse quindi per il talento e l’impegno con cui volle uscire dal quartiere: diplomatosi alla Bronx High School of Science, era già direttore del Physical Science Journal della scuola e capitano della squadra di wrestling. Ottenne una prima laurea in fisica a Harvard, fece un master in astronomia all'Università del Texas (dove divenne professore assistente), uno in astrofisica alla Columbia University, un dottorato di ricerca e un post-dottorato a Princeton. Nonostante questi enormi traguardi, fu discriminato per tutta la vita – anche quando (mentre era professore) veniva più volte fermato dalla polizia nel campus universitario perché nero.

La fama di divulgatore

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in foto: Credit: Norwegian University of Science

Nel corso della sua vita Tyson Ha preso parte a molti programmi divulgativi, come il famoso Cosmos, e in prima persona si è battuto per demolire le fake news sui social. Dal 1995 al 2005 ha scritto diversi saggi per la rivista Natural History, alcuni dei quali sono stati raccolti in Death by Black Hole: And Other Cosmic Quandaries (2007), e nel 2000 ha scritto un'autobiografia, The Sky Is Not the Limit: Adventures of an Urban Astrophysicist.
Libri (numerosi) a parte, Tyson è un noto divulgatore scientifico in televisione e alla radio: nel 2004 è stato ospite della serie televisiva di Origins, spiegando le origini dell'universo, delle stelle, dei pianeti e della vita; dal 2006 al 2011 è stato conduttore della serie televisiva NOVA scienceNOW e, a partire dal 2009, è stato anche conduttore del programma radiofonico settimanale StarTalk.

Ha ricevuto anche numerose lauree honoris causa e diverse onorificenze: nel 2001 è stato insignito della Medal of Excellence della Columbia University, nel 2004 la Medaglia per il servizio pubblico della NASA, poi il Premio Klopsteg Memorial, il Douglas S. Morrow Public Outreach Award – dalla Space Foundation, per i significativi contributi alla diffusione pubblica dei programmi spaziali, e infine il Premio Isaac Asimov nel 2009.

La sua difesa della Nasa

Tyson è un sostenitore dell'espansione delle operazioni della NASA, e ha detto che "l'agenzia più potente sui sogni di una nazione è attualmente sottofinanziata per fare ciò che deve fare".
Ha più volte sostenuto che l’opinione pubblica ha la tendenza a sovrastimare l'ammontare delle entrate assegnate all'agenzia spaziale americana, e in un discorso del marzo 2010 all’Università di Buffalo, ha dichiarato:

Quanto costa la NASA? Mezzo penny per dollaro. Lo sapevate? La gente dice: "Perché stiamo spendendo soldi lassù?". Chiedo loro: "Quanto pensi che stiamo spendendo? " Dicono "Cinque, dieci centesimi per dollaro". È mezzo penny.

Nel marzo 2012, Tyson ha testimoniato davanti al Comitato scientifico del Senato degli Stati Uniti, affermando che: “In questo momento, il budget annuale della NASA è mezzo centesimo su un dollaro fiscale. Per il doppio di questo – un centesimo per dollaro – possiamo trasformare il Paese da una nazione cupa, scoraggiata, stanca della lotta economica, a una in cui ha rivendicato il suo diritto di nascita nel XX secolo per sognare il domani”. Da questo intervento è nata la campagna di visibilità Penny4NASA dell'organizzazione no-profit Space Advocates, che promuove il raddoppio del budget federale destinato alla NASA.

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in foto: Credit: NASA Goddard

Il caso Plutone

Una volta diventato direttore del Planetario Hayden (tra il 1995 e il 1996) ne ha promosso un restauro completo: quando ha riaperto il planetario nel 2000 ha classificato i corpi del sistema solare in gruppi, e Plutone non era classificato né con i pianeti terrestri né con quelli gioviani, ma era raggruppato con gli oggetti celesti della fascia di Kuiper.
Questo sei anni prima che l'Unione Astronomica Internazionale dichiarasse Plutone come pianeta nano! La cosa non piacque, e Tyson fu sommerso da lettere e messaggi. Ha scritto di quell'esperienza in The Pluto Files: The Rise and Fall of America's Favorite Planet (2009), in cui ha attribuito parte dell'attaccamento sentimentale al piano di Plutone a fattori culturali, visto che è l'unico pianeta scoperto da un americano, Clyde Tombaugh.

Plutone (credit: NASA/Johns Hopkins University Applied Physics Laboratory/Southwest Research Institute).
in foto: Plutone (credit: NASA/Johns Hopkins University Applied Physics Laboratory/Southwest Research Institute).

Maggiore visibilità delle persone nere

In un'intervista all'Howard Hughes Medical Institute, Neil deGrasse Tyson ha parlato del suo essere nero e allo stesso tempo uno degli scienziati più conosciuti al mondo: una posizione tanto rara quanto importante per le generazioni future. Prima di una sua intervista con la Fox alla fine degli anni ‘80, ha detto:

Non avevo mai visto in vita mia un'intervista con una persona di colore in televisione per un argomento che non aveva nulla a che fare con l'essere nero. Mi sono reso conto che uno degli ultimi stereotipi prevalenti è che i neri sono in qualche modo stupidi. Mi chiedevo se (la mia presenza) fosse un modo per minare questo stereotipo. Mi sono detto: "Devo solo essere visibile". Ciò avrebbe una forza maggiore sulla società di qualsiasi altra cosa potessi immaginare.

Una visibilità che avrebbe beneficiato tutte le fasce escluse dalla scienza di alto profilo: nel 2005, in una conferenza alla National Academy of Sciences americana, Tyson si è sentito chiedere se le differenze genetiche potessero impedire alle donne di lavorare come scienziate. Ha risposto:

La mia esperienza di vita mi dice che quando non trovi neri nelle scienze, quando non trovi donne nelle scienze, ci sono  forze sociali che glielo impediscono […] Prima di iniziare a parlare di differenze genetiche, devi inventare un sistema in cui ci siano pari opportunità.

Vita privata

Tyson, spesso dichiaratosi agnostico, vive oggi nel quartiere di Tribeca di Lower Manhattan (New York) con sua moglie, la fisica matematica Alice Young, e i loro due figli Miranda e Travis – Miranda è stata nominata come la più piccola delle cinque lune maggiori di Urano!

Nel 2018 quattro donne hanno invece accusato Tyson di molestie sessuali e violenza: le emittenti con cui stava lavorando, National Geographic e Fox (rispettivamente per StarTalk e Cosmos), hanno sospeso i suoi progetti mentre indagavano sulle accuse. Nel 2019 le indagini sono state concluse e sono ripresi i lavori dei vari show. Anche il Museo Americano di Storia Naturale annunciò di aver svolto e terminato un’indagine privata e che Tyson avrebbe continuato a lavorare come direttore del planetario Hayden.

Articolo a cura di
Stefano Gandelli