
Il vulcano Etna torna a farsi sentire con una nuova attività effusiva, iniziata nell'alto settore della Valle del Leone – nell'alta Valle del Bove – a una quota di circa 3.000 metri, con una colata lavica visibile anche nel video realizzato da Emilio Messina. A comunicare l'attività, iniziata intorno alle 13:00 del 26 giugno 2026, è stato l'Osservatorio Etneo dell'INGV, che ha fornito i dettagli sull'evoluzione del fenomeno, osservato anche grazie all'impiego di droni e a un sopralluogo diretto del personale: al momento, non è stato segnalato nessun pericolo per i centri abitati.
In particolare, l'attività è alimentata da una bocca eruttiva posta a una quota di circa 3.030 metri sul livello del mare, dalla quale si è originata una colata lavica che, nella sua parte più avanzata, si è divisa in due flussi principali: il fronte più distale (più distante dal punto di origine) ha raggiunto una quota stimata di circa 2.800 metri. Durante il sopralluogo dell'INGV, al Cratere Voragine non è stata osservata attività esplosiva, ma solo un intenso degassamento.

A seguito delle rilevazioni, il Dipartimento della Protezione Civile ha innalzato il livello di allerta da verde a giallo, che indica attività eruttiva da bassa a media e attività stromboliana frequente dai crateri sommitali, con fenomeni attesi come fontane di lava (con formazione di colonne eruttive e nubi di cenere), colate laviche dai crateri sommitali e collassi di porzioni dei coni sommitali con formazione di flussi piroclastici.
Come evidenziato dalla stessa Protezione Civile, l'allerta gialla indica come possibili impatti:
- Possibile ricaduta di prodotti vulcanici di varie dimensioni, da centimetri a metri, nell’area craterica e in prossimità delle bocche eruttive con possibile interessamento delle aree, strutture e infrastrutture turistiche nell’area sommitale e, in presenza di forte vento, fino alle aree abitate;
- Ricaduta e accumulo di cenere nei settori sottovento, in grado di provocare diffusi disagi nelle aree abitate;
- Sviluppo di colate laviche che interessano zone prive di insediamenti, senza minaccia per le strutture turistiche e le aree abitate;
- Scorrimento di flussi piroclastici in zone prive di insediamenti;
Dal punto di vista sismico, l'INGV ha confermato che l'ampiezza del tremore vulcanico nelle ultime ventiquattro ore si è mantenuta stabile, attestandosi su valori medi. Le localizzazioni del tremore sono rimaste concentrate in corrispondenza del cratere Voragine, a una quota di circa 2.900 metri. Anche l'attività infrasonica si è mantenuta su un livello medio, sia per numero di eventi che per energia, ed è risultata localizzata al Cratere di Nord-Est. Non sono state rilevate variazioni significative nei segnali delle stazioni di monitoraggio delle deformazioni del suolo.
A causa dell'attività effusiva in corso, l'Osservatorio Etneo ha emesso un avviso VONA (Volcano Observatory Notice for Aviation), confermando l'allerta per l'aviazione civile al livello arancione, il livello intermedio. Nel bollettino si specifica che è stata osservata una colata lavica nell'area sommitale del vulcano e che non è stata prodotta alcuna nube di cenere.