
Durante il pomeriggio di ieri, 6 agosto, l'Etna ha ripreso una vivace attività eruttiva. Come confermato dall'ultimo bollettino emesso dall'INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia), l'evento è stato caratterizzato da una forte fase esplosiva e dalla formazione di imponenti fontane di lava, giunte al loro apice di intensità tra le 23:00 di ieri e le 2:00 di questa mattina. I fenomeni si sono concentrati sui crateri sommitali e in particolare sul cratere Voragine.
Oltre ai flussi piroclastici e alle colate laviche dirette verso la Valle del Leone e la Valle del Bove, l'eruzione ha generato un'estesa nube vulcanica. I venti in quota hanno spinto le ceneri verso Sud-Sud Ovest, provocando la caduta di lapilli e sabbia nera sui centri abitati di Ragalna e Adrano. La presenza di cenere sulle strade ha spinto i comuni interessati ad attivare i protocolli di sicurezza per la viabilità, raccomandando prudenza alla guida e disponendo limitazioni di velocità per evitare incidenti dovuti all'asfalto scivoloso.
Sul fronte del traffico aereo, l'emissione di ceneri ha imposto l'emissione del codice VONA (Volcano Observatory Notice for Aviation) rosso. L'Unità di Crisi dell'aeroporto di Catania-Fontanarossa ha quindi bloccato i voli in arrivo, lasciando tuttavia operative le partenze degli aerei già presenti nello scalo. Nel corso del primo pomeriggio di oggi, però, l'allerta è scesa al livello arancione. L'aeroporto è così tornato pienamente operativo, anche se le autorità consigliano ai passeggeri di verificare lo stato del proprio volo con le compagnie aeree.