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22 Aprile 2026
7:00

Ogni anno finiamo le risorse della Terra sempre prima: cos’è l’Overshoot Day e come si calcola

Ogni anno consumiamo più risorse di quelle che il pianeta riesce a rigenerare nell'arco dello stesso anno. L'Overshood Day è il giorno in cui il nostro bilancio “va in rosso”, e nel corso dei decenni si sta spostando sempre più indietro.

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Ogni anno finiamo le risorse della Terra sempre prima: cos’è l’Overshoot Day e come si calcola
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Oggi, 22 aprile, è la Giornata Mondiale della Terra. E c'è un dato che vale la pena conoscere per capire in che punto siamo: se tutto il mondo vivesse come l'Italia, le risorse naturali rinnovabili del pianeta si esaurirebbero già entro il 3 maggio. Il resto del calendario lo trascorreremmo attingendo a riserve che la Terra non fa in tempo a rigenerare.

Cos'è e cosa misura l'Earth Overshoot Day

Il concetto parte da un'idea semplice: la Terra è un sistema biologico con una capacità di rigenerazione limitata. Ogni anno, gli ecosistemi del pianeta producono una certa quantità di risorse, legno, suolo agricolo, acqua, foreste in grado di assorbire CO₂, e riescono ad assorbire una certa quantità di scarti. Questa capacità si chiama biocapacità.

Dall'altra parte c'è la domanda: quanto consuma effettivamente l'umanità? Questa si chiama impronta ecologica. Include le emissioni di CO₂ oltre quanto la biosfera riesce ad assorbire, il consumo di acqua dolce oltre la sua capacità di ricarica, il prelievo di alberi oltre il ritmo di ricrescita, la pesca oltre la capacità di ripopolamento degli stock ittici.

L'Overshoot Day è il giorno in cui il bilancio va in rosso: domanda supera offerta, e da lì in poi viviamo a debito ecologico.

La formula è:

biocapacità della Terra / impronta ecologica globale × 365.

Il calcolo viene aggiornato ogni anno dal Global Footprint Network insieme all'Università di York, utilizzando dati forniti da FAO (Food and Agriculture Organization, l'agenzia ONU per l'agricoltura e l'alimentazione), IEA (International Energy Agency) e UN Comtrade (il database ONU sul commercio internazionale di materie prime). Ogni edizione dei conti nazionali si basa su circa 15.000 dati per paese per anno.

Il trend storico

Il dato che colpisce di più è l'accelerazione nel tempo. La data dell'Overshoot si è spostata da fine dicembre nel 1970 a luglio nel 2025. Per il 2026, è prevista per il 24 luglio. In mezzo secolo, abbiamo bruciato cinque mesi di anticipo.

Per l'Italia il percorso è altrettanto netto: nel 1970 l'Overshoot Day italiano cadeva il 31 dicembre — consumavamo esattamente quanto il pianeta riusciva a rigenerare. Nel 2004 era già il 2 settembre, nel 2014 il 5 agosto, nel 2021 il 13 maggio. Nel 2025 era il 6 maggio, nel 2026 sarà il 3 maggio.

L'unica eccezione nella tendenza globale è stata il 2020: le misure anti-Covid e la contrazione dell'attività economica hanno posticipato l'Overshoot Day al 16 agosto, circa due settimane più tardi dell'anno precedente. Ma nel 2021 la data è tornata al 29 luglio, azzerando il guadagno.

Come si confronta l'Italia con altri paesi

L'Overshoot Day italiano è abbastanza vicino a quello di altri grandi paesi dell'Europa occidentale: Francia il 24 aprile, Germania il 10 maggio, Portogallo il 7 maggio, Spagna il 4 giugno. All'estremo opposto, il primo paese a esaurire le risorse è il Qatar, già il 4 febbraio 2026, seguito da Lussemburgo e Singapore. L'ultimo è l'Honduras, il 27 Novembre dicembre. Questo dato racconta una disuguaglianza profonda: non tutti i paesi pesano allo stesso modo sul pianeta.

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I limiti di calcolo dell'Overshoot Day

È corretto segnalare che l'indicatore ha anche dei critici. Il Global Footprint Network stesso riconosce che i propri conti tendono a sottostimare la domanda umana, perché non tutti gli impatti sono misurabili con i dati UN disponibili, e a sovrastimare la biocapacità, poiché non tengono conto del degrado del suolo e dell'esaurimento delle acque sotterranee. In altre parole, la situazione reale potrebbe essere peggio di quanto il dato suggerisca.

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Giorgia Giulia Evangelista
Head of content development | Creator
Ho una laurea in Matematica e un dottorato in Neuroscienze Computazionali, che mi hanno permesso di realizzare il sogno di diventare scienziata: per anni mi sono dedicata alla ricerca, imparando il rigore del metodo scientifico e la meraviglia di sentirsi piccoli davanti alla vastità della conoscenza. Dopo quasi otto anni all’estero, ho portato questa esperienza anche fuori dai laboratori: come docente, nel mondo delle start-up e nella consulenza. In Geopop ho trovato lo spazio per coniugare la passione per la scienza, la divulgazione scientifica e la creatività. Curiosa dalla nascita, non credo di aver mai superato la fase dei “perché” dei bambini. Amo esplorare il mondo che ci circonda, capire come funziona il cervello e da dove nascono le idee.
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