Ol_Doinyo_Lengai_Crater
in foto: Pedro Gonnet, CC BY 2.5 , via Wikimedia Commons

Tra tutti i vulcani che esistono al mondo, uno tra i più "strani" si trova in Tanzania: parliamo dell'Ol Doinyo Lengai, il cui nome significa "montagna di Dio" in lingua Masai. Ma cosa lo rende così unico? La lava prodotta da questo stratovulcano è particolarmente "fredda", se paragonata a quella normalmente registrata nei vulcani di tutto il mondo: parliamo di circa 500°C contro i 700-1200°C medi. Certo, per "freddo" non si intende comunque una temperatura adatta alla sopravvivenza dell'uomo ma si tratta comunque di un valore molto più basso di quello tipicamente osservato.
In questo articolo vedremo non solo le caratteristiche del vulcano ma anche come si è formato e dove si trova.

Ol Doinyo Lengai lava monte

Le caratteristiche del vulcano

Il vulcano Ol Doinyo Lengai si trova in Tanzania, nell'area della famosa Rift Valley Africana, a poca distanza dal Lago Natron. Ha un'altezza di circa 2900 metri s.l.m. e si stima che attualmente abbia all'incirca 370 mila anni.

olodoinyo mappa
in foto: Cratere del Ol Doinyo Lengai (Mollex et al., 2017).

La temperatura della lava

Come anticipato, la lava di questo vulcano è piuttosto "fredda", con una temperatura media attorno ai 500°C – è così bassa che la lava che viene eruttata è solitamente di colore nero, non essendo abbastanza incandescente da presentare il classico colore giallo-rossastro. Ma da cosa dipendono queste basse temperature? Possiamo dire che quella del Ol Doinyo Lengai è una lava estremamente povera in silice (<20%), a differenza della maggior parte dei vulcani che ha invece una lava costituita in larghissima parte proprio da SiO2.

Di cosa è fatta quindi la sua lava? Per la maggior parte è composta da calcio e sodio, assieme a CO2 disciolta. Pensate che questo, al momento, è l'unico vulcano attivo al mondo a dar vita a questo tipo di eruzioni definite "natrocarbonatitiche". Il punto è che questo magma ha una temperatura di fusione più bassa rispetto a quelli ricchi silice, riuscendo a dar vita a eruzioni molto più "fredde".

Sempre per un discorso di composizione, la lava di questo vulcano ha una viscosità bassissima perché la scarsità di silice comporta una bassa polimerizzazione…in altre parole, la lava è molto "fluida" e sgorga dal cratere quasi come fosse acqua!

Come si è formato il vulcano?

Come confermato da studio vulcanologico pubblicato nel 2017 sulla rivista Chemical Geology, al momento non si hanno spiegazioni certe in merito alla sua formazione. Un'ipotesi potrebbe essere quella della fusione parziale di una porzione di mantello ricca in calcio – anche se sembra improbabile – oppure potrebbe essere legata alla presenza di carbonati nella crosta terrestre: senza scendere nel dettaglio, possiamo dire che al momento della formazione del vulcano si sarebbero originati due liquidi immiscibili, uno silicatico più denso e uno carbonatitico meno denso.

Questa doppia natura del magma presente nell'edificio vulcanico potrebbe essere confermata dalle eruzioni esplosive che hanno interessato il vulcano negli ultimi vent'anni. Nel 2007 ad esempio si verificò qui un'eruzione sub-pliniana che eruttò contemporaneamente lave sia silicatiche che carbonatitiche. Tra le altre cose, la presenza di lave così ricche in silice è dimostrata anche dall'edificio vulcanico stesso: per avere uno stratuvulcano è necessario che, almeno in passato, siano state eruttate lave molto più viscose di quelle odierne.

Bibliografia
Mollex, Gaëlle, et al. "Tracing helium isotope compositions from mantle source to fumaroles at Oldoinyo Lengai volcano, Tanzania." Chemical Geology 480 (2018): 66-74.

Articolo a cura di
Stefano Gandelli