0 risultati
25 Agosto 2026
18:30

Perché a Napoli ci sono così tante targhe polacche: come funziona il meccanismo dell’assicurazione

A Napoli le RC auto possono arrivare a costare fino a 2.000 euro, mentre nel caso di un'assicurazione polacca si può scendere a 350€ dopo il primo anno. Il meccanismo è legale perché l'auto viene venduta a un'agenzia polacca e il conducente diventa noleggiatore: c'è però il rischio di perdere la propria auto.

Ti piace questo contenuto?
Perché a Napoli ci sono così tante targhe polacche: come funziona il meccanismo dell’assicurazione
targhe polacche

Basta camminare per Napoli per notarlo: moto e auto con targa polacca (sigla PL) sono ovunque. Secondo i dati ACI, in Italia circolano circa 68.228 veicoli con targa polacca e la stragrande maggioranza è concentrata nel napoletano: solo nel 2025 in provincia di Napoli sono stati iscritti al Registro dei Veicoli Esteri 14.066 mezzi, quasi tutti polacchi. In Polonia il fenomeno è così noto da avere un nome: “proceder włoski”, la “pratica italiana”.

Le ragioni sono soprattutto economiche, visti i costi esorbitanti per le RC Auto nel capoluogo campano, che possono superare i 2.000 euro. I conducenti, però, possono arrivare a perdere i propri veicoli: le auto, infatti, vengono vendute a un'agenzia polacca e l’utilizzatore rientra come semplice noleggiatore. Se l’agenzia dovesse fallire o sparire, il rischio sarebbe quello di ritrovarsi con un mezzo intestato a una società inesistente.

Nel frattempo, il Ministero delle Infrastrutture polacco ha da poco introdotto l'obbligo di documentare con foto le revisioni fatte in Polonia, cercando di ovviare almeno parzialmente al problema, mentre a Napoli stanno iniziando ad aumentare le targhe della Repubblica Ceca (CZ). Il punto è che inseguire la targa estera sposta il problema senza risolverlo, e il conto lo paga sempre chi rispetta le regole. La strada, più difficile ma più solida, è un’altra: tariffe giuste, controlli seri e un ritorno al senso civico. Perché una comunità che rispetta le regole, alla lunga, ci guadagna tutta.

Perché questo meccanismo è legale: l’articolo 93-bis del Codice della Strada

La ragione per cui sono presenti così tante targhe polacche è principalmente economica. A Napoli la RC Auto è tra le più care d’Italia: in media poco meno di 600 euro l’anno per la sola responsabilità civile e con le garanzie accessorie il conto per un motorino può superare i 2.000 euro, a volte più del valore del mezzo. Un’assicurazione polacca, invece, costa tra i 600 e gli 800 euro il primo anno e può scendere fino a 350 euro negli anni successivi.

Il veicolo, immatricolato in Italia, viene cancellato dal PRA (il Pubblico Registro Automobilistico) e reimmatricolato in Polonia, dove ne diventa proprietaria un’agenzia. Lo stesso mezzo torna poi al vecchio proprietario tramite un contratto di noleggio a lungo termine. Il risultato: l’utilizzatore non è più proprietario ma noleggiatore, e paga una polizza polacca, molto più economica.

Ma, quindi, perché è legale? Dal 21 marzo 2022 l’articolo 93-bis del Codice della Strada vieta a chi risiede in Italia da oltre 60 giorni di circolare con un veicolo di proprietà immatricolato all’estero. Il punto è la parola “proprietà”: la norma prevede un’eccezione per i veicoli concessi in leasing o in locazione senza conducente da un’impresa di un altro Paese UE. È proprio in questa deroga che si inserisce il noleggio: basta iscrivere il veicolo al REVE (il Registro dei Veicoli con Targa Estera) e tenere a bordo un documento con data certa che attesti il noleggio e la sua durata.

Accanto alla versione formalmente in regola ne esiste una illegale: spesso il veicolo non arriva mai fisicamente in Polonia e l’immatricolazione viene solo simulata. Nel marzo 2026 in Polonia sono stati arrestati periti accusati di aver falsificato circa 1.500 revisioni per veicoli mai controllati. In alcuni casi si parla anche di “assicurazioni fantasma”, certificati privi di copertura reale, che rendono difficilissimo risarcire le vittime in caso di incidente.

Cosa sta succedendo ora tra Italia e Polonia

Nel 2025, nella sola provincia di Napoli, i veicoli con targa polacca hanno causato 5.364 incidenti, più della metà di tutti quelli provocati in Italia da mezzi immatricolati in Polonia, e in 2.263 casi il veicolo non era assicurato. I risarcimenti anticipati dal fondo di garanzia polacco PBUK hanno raggiunto quasi 5 milioni di euro nel 2025.

Per questo, il Ministero delle Infrastrutture polacco ha annunciato l’obbligo di documentare con foto le revisioni fatte in Polonia, mentre a Napoli aumentano già le targhe della Repubblica Ceca (CZ) e della Bulgaria (BG): il fenomeno, quindi, si sta spostando verso altri Paesi.

Il rischio più grande: chi ci prova potrebbe perdere l’auto (e pagare i danni)

Il meccanismo ha un lato che quasi nessuno racconta: chi lo usa cede davvero la proprietà del veicolo. L’auto viene venduta all’agenzia polacca, che ne diventa proprietaria, e l’utilizzatore rientra come semplice noleggiatore: non è più proprietario e non può più rivenderla liberamente. Se l’agenzia fallisce o sparisce, il rischio è ritrovarsi con un mezzo intestato a una società inesistente.

A questo si aggiunge la svolta dell’estate 2026: dopo aver anticipato quasi 5 milioni di euro, il PBUK ha avviato circa un centinaio di cause per recuperare le somme, rivolte in alcuni casi alle agenzie e in altri direttamente ai conducenti, a seconda dei contratti di noleggio. Non si tratta di restituire il risparmio sulla RC Auto, ma l’intero risarcimento del sinistro, che con feriti può valere decine di migliaia di euro.

In parallelo, le targhe estere sono spesso usate come “schermo” per veicoli rubati o riciclati e i controlli in Italia sono aumentati, con multe, fermi amministrativi e sequestri.

Il costo alto delle polizze è un problema vero, alimentato da un circolo vizioso tra frodi e tariffe. Ma ricercare continuamente Paesi esteri dove immatricolare i veicoli sposta semplicemente il problema senza risolverlo e le conseguenze le paga sempre chi rispetta le regole. La strada, più difficile ma più solida, è un’altra: tariffe giuste, controlli seri e un ritorno al senso civico.

Avatar utente
Andrea Moccia
Direttore editoriale
Sono nato nell'Agosto del 1985, a Napoli. Mi sono pagato gli studi universitari vendendo pop-corn e gelati nelle sale di un Cinema. Ho lavorato per dieci anni in giro per il mondo, di cui sette all'Istituto nazionale francese dell'energia, in qualità di geologo e team manager. Nel 2018 a Parigi, per gioco, è nata Geopop, diventata nel 2021 una azienda del gruppo Ciaopeople. Sono dell'idea che la cultura sia la più grande ricchezza per un Paese e ho deciso di dedicare la mia vita per offrire un contributo e far appassionare le persone alla conoscenza. Col sorriso :)
Sfondo autopromo
Cosa stai cercando?
api url views