
Una bambina di 4 anni non vaccinata è morta per presunta difterite. È la notizia che ha colpito tutti in questi giorni di fine agosto. Non entriamo nel merito della vicenda specifica — è ancora in corso di accertamento. Ma vogliamo fare informazione su cos'è la difterite, perché è pericolosa e soprattutto perché il vaccino è fondamentale. E no, non fa venire l'autismo: quella è una teoria del complotto senza nessuna base scientifica.
Cos'è la difterite, un'infezione batterica
La difterite è una malattia causata da un batterio contagioso che colpisce le vie respiratorie superiori. Si trasmette per via aerea, da persona a persona, attraverso colpi di tosse o starnuti — esattamente come il COVID, per capirci.
I sintomi tipici nei primi giorni sono mal di gola, febbre e perdita di appetito. Dopo 2-3 giorni le tonsille possono ricoprirsi di una membrana grigiastra che rende difficile e dolorosa la deglutizione.
Ma la cosa più pericolosa non sono questi sintomi. È quello che produce il batterio.
Il batterio responsabile della difterite (Corynebacterium diphtheriae) rilascia una tossina che, trasportata dal sangue in tutto il corpo, può danneggiare nel tempo organi e tessuti. Se colpisce il cuore, le complicanze possono essere gravissime, anche letali.
Senza vaccino e senza trattamento adeguato, la difterite è fatale in circa il 30% dei casi. I bambini sotto i 5 anni sono quelli più a rischio.ù
Il vaccino: quando si fa e come funziona
In Italia il vaccino contro la difterite è obbligatorio dal 1939 ed è gratuito. Viene somministrato a tutti i neonati nel cosiddetto vaccino esavalente: esa sta per sei, cioè un unico vaccino che protegge da sei malattie contemporaneamente. Le dosi del ciclo primario si fanno a 2 mesi, 4 mesi e 10 mesi di vita. Poi ci sono due richiami: il primo intorno ai 5 anni e il secondo intorno ai 12. Con questo ciclo di cinque somministrazioni, la copertura è praticamente totale.
Dopodiché, ogni 10 anni è opportuno fare un ulteriore richiamo, di solito insieme a quello per il tetano e la pertosse, nel cosiddetto trittico, per mantenere alta la protezione nel tempo.
Cosa c'è dentro il vaccino
Il vaccino per la difterite non contiene il batterio. Contiene la tossina resa innocua: la struttura della tossina viene modificata chimicamente in modo che non possa causare danni, ottenendo quello che in gergo si chiama tossoide difterico. Il sistema immunitario riconosce il tossoide come estraneo, produce anticorpi (che vanno bene anche per la tossina normale) e impara a neutralizzarlo. Da quel momento, se incontra la tossina vera, sa già esattamente come rispondere.
È sicuro. E funziona: in Italia non si registrano casi di morte da difterite dal 1996.
Dietro questi vaccini ci sono scienziati che hanno lavorato per decenni per capire come modificare una molecola tossica a livello atomico, per renderla innocua senza perderne la capacità di addestrare il sistema immunitario. È uno dei risultati più straordinari della medicina moderna. La scienza ci ha dato uno strumento potente e sicuro: usarlo è la cosa più semplice e concreta che possiamo fare.