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3 Maggio 2026
13:00

Perché il chewing gum cambia nome in base alla regione italiana: cicca al Nord e cingomma al Sud

La parola “Chewing gum” viene tradotta in modo diverso nelle regioni italiane: da “cicca” in Lombardia fino a “cicles” in Piemonte, da “cingomma” al Centro-Sud fino a “ciunga” in Sicilia. Le varianti regionali della parola “gomma da masticare” riflettono le identità linguistiche locali.

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Perché il chewing gum cambia nome in base alla regione italiana: cicca al Nord e cingomma al Sud
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Immagine generata con AI.

Se a dieci persone diverse provenienti da tutta Italia venisse chiesto come dicono “chewing gum”, sicuramente ognuna risponderebbe in maniera diversa: cicca, cicca americana, cicca inglese, chewingum, gommetta, gommina… I modi in cui chiamiamo la gomma da masticare raccontano molto delle nostre origini geografiche, delle zone d’influenza culturale e di quanto le varietà regionali seguano una logica propria.

Bisogna innanzitutto contestualizzare un minimo: la gomma da masticare nasce nel 1871 dall’industriale statunitense Thomas Adams che inventò i Chiclets, dei confetti malleabili e inizialmente insapori. Il nome deriva dal chicle, termine spagnolo per indicare la gomma estratta dall’albero della sapodilla (Manilkara chicle). I chiclets erano quindi delle gomme pensate per essere tirate e allungate mentre venivano masticate ("to chew a gum").
Questo fantastico alimento sbarcò in Italia alla fine della Seconda Guerra Mondiale, con gli alleati che lo davano alla popolazione per alleviare la fame, entrando ufficialmente in italiano standard con la voce più “neutra” di chewing gum e rimanendo tale tuttora in contesti commerciali e formali. Tuttavia, nel parlato quotidiano delle diverse regioni e province, emersero ben presto delle forme diverse legate alle parlate locali.

Una delle varianti più diffuse che ha superato i confini regionali è cicca. Questo termine è usato soprattutto nel Centro-Nord, ma non soltanto. In Toscana e in alcune zone dell’Emilia-Romagna si preferisce spesso cicca da sola senza aggettivi, mentre altrove può essere specificata come cicca americana o cicca inglese per distinguerla da altre tipologie di gomme da masticare.

Proprio in Toscana troviamo una forma particolarmente interessante e caratteristica: la cilingumma”, “cirigumma” o “ciringomma. Queste varianti, nate probabilmente come adattamenti popolari di chewing gum e influenzate dalla parlata locale, sono documentate da decenni e mostrano come i parlanti toscani abbiano reinterpretato il prestito inglese con suoni più simili al sistema fonetico italiano. La struttura di cilingumma o cirigumma, evidente dall'epentesi (l’aggiunta di vocali) e l’assimilazione di suoni, è paradigmatica di un fenomeno tipico delle varietà regionali dove il prestito linguistico si adatta alla fonetica autoctona.

In molte regioni del Sud Italia, invece, il chewing gum può essere chiamato semplicemente gommosa o gomma, talvolta con l’aggiunta di un diminutivo affettuoso (gommetta o gommina) quasi a sottolinearne la forma tascabile e l'utilizzo ricreativo. Nelle varietà liguri o piemontesi possono comparire, invece, cicchetto (da non confondere con gli "shot-tini" alcolici da bere o i crostini gastronomici tipici del Veneto) oppure ancora ciccone in contesti familiari, mentre in alcune zone del Centro-Sud prevale il termine cicchino o cicchetto inglese.

Secondo l'Accademia della Crusca, questo fenomeno è un esempio di come le parole straniere si integrino nelle varietà linguistiche locali, venendo poi modellate secondo le abitudini fonetiche e lessicali dei parlanti, e di come molte di esse si consolidino nel parlato prima ancora che nei vocabolari ufficiali.
Tutte queste differenze sono indicatori di identità linguistica e sociolinguistica che si riflettono anche nel modo in cui chiamiamo un oggetto tanto quotidiano come la gomma da masticare. Dialetti, varianti italiane regionali e il sostrato linguistico storico presenti sulla penisola sono tutti elementi che congiuntamente influenzano i parlanti vivi e plasmano la provenienza geografica e le abitudini linguistiche acquisite fin dall’infanzia.

Infine, giusto per dare uno specchietto generale delle numerose varietà che esistono e che spesso si sovrappongono tra di loro, per chiedere una gomma da masticare in modo particolare si può parlare di ciunghe a Verona, ciungai a Genova, masticone ad Arezzo o masticante a Messina, cicles a Torino o, per mantenersi ampi, chiamarla cingomma o ciga al Centro-Sud e in Sardegna, gi(n)gomma in Calabria, oppure “caramella a molla” in Campania e Basilicata.
Insomma, un “buona fortuna” per capire di cosa si sta parlando nel caso vi chiedessero una gomma da masticare in giro per l’Italia.

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