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18 Luglio 2026
8:00

Perché la capitale del Brasile è Brasilia e non Rio de Janeiro: i 5 Paesi che hanno fatto lo stesso

Non è così raro che gli Stati del mondo spostino la propria capitale da una città all'altra. Le motivazioni sono diverse e possono riguardare un'esigenza di bilanciamento del potere e delle risorse sul proprio territorio; la necessità di spostare la capitale verso aree più strategiche dal punto di vista geopolitico e militare; il desiderio di dare un nuovo volto al Paese e altro ancora...

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Perché la capitale del Brasile è Brasilia e non Rio de Janeiro: i 5 Paesi che hanno fatto lo stesso
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Alla domanda “Qual è la capitale del Brasile?” spesso sentiamo dire “Rio de Janeiro”, e benché la risposta sia certamente sbagliata non si tratta di un errore così assurdo: fu in effetti la capitale fino al 21 aprile 1960, data in cui fu sostituita da Brasilia, fu fondata per decentrare il potere politico dalla costa e favorire lo sviluppo dell'entroterra del Paese, per volere del presidente Juscelino Kubitschek.

Certo, a Rio si trovano alcune delle più famose attrattive turistiche del Pianeta, come le celebri spiagge di Ipanema e Copacabana, la statua del Cristo Redentore e il carnevale, ma la città è stata, effettivamente, la capitale del Brasile fino agli anni Sessanta del secolo scorso. Non è l'unico caso, comunque, in cui uno Stato abbia deciso di spostare la propria capitale da una città all’altra per i motivi più disparati. Scopriamo i casi più famosi in questo articolo!

Cosa c'è dietro la decisione: le cause

Prima di procedere con alcuni celebri esempi è bene soffermarsi un momento sulle cause e sulle conseguenze del cambio di sede di una capitale. Come dicevamo, infatti, Paesi di tutto il mondo cambiano, hanno cambiato, e certamente cambieranno ancora in futuro, la sede della propria capitale. Non parliamo quindi di un evento così raro e, quasi sempre, la scelta nasce da esigenze di natura strategica, gestionale o politica.

Una delle esigenze più frequenti è quella del riequilibrio territoriale: molti Stati trasferiscono la propria capitale per ridurre la concentrazione di potere in aree ben specifiche e reindirizzare investimenti e risorse verso territori meno sviluppati e tendenzialmente  più isolati.

Caso analogo è quello che deriva da politiche di decongestione urbana, finalizzate a ridurre la pressione demografica nelle città di antica fondazione che hanno vissuto forti boom economici in epoca recente. In altri casi ancora, lo spostamento potrebbe rispondere a esigenze di sicurezza e di controllo politico del territorio o assumere una valenza simbolica a seguito di precisi eventi storici e geopolitici, come unificazioni, proclamazioni di indipendenza, cambi di regime…

Infine, soprattutto negli anni più recenti, molti Paesi decidono di spostare la propria capitale in vista di una pesante riorganizzazione interna, finalizzata a cambiare il volto dello Stato con metropoli progettate da zero per diventare centri amministrativi ultra moderni ed efficienti.

Da Rio de Janeiro a Brasilia nel 1960

Partiamo dal nostro esempio in apertura con il trasferimento della capitale del Brasile da Rio de Janeiro a Brasilia, avvenuto nel 1960. La città di Brasilia fu progettata e realizzata completamente a tavolino e per questo prende il nome di città di fondazione, una città, cioè, che nasce a seguito di una precisa decisione amministrativa.

In soli 4 anni, dal 1956 al 1960, la nuova capitale fu quindi costruita da zero per volontà del governo, che intendeva spostare il baricentro politico e amministrativo verso l’interno del Paese. Questa scelta fu quindi frutto di una politica di riequilibrio territoriale, e serviva a ridurre la concentrazione di risorse e investimenti della fascia costiera, più sviluppata, per dare maggiore attenzione alle regioni dell’entroterra, rafforzando così l’unità nazionale.

In Australia la capitale è Canberra

Altra capitale che solitamente non si azzecca mai nei quiz è Canberra, la capitale dell’Australia. Canberra è un’altra città di fondazione realizzata con il preciso scopo di trovare un compromesso, più o meno a metà strada, tra le dinamiche città rivali di Sydney e Melbourne, entrambe pretendenti al titolo ma entrambe troppo influenti per diventare capitale senza determinare importanti scompensi territoriali e malumori da parte della popolazione locale.

Canberra sorse quindi nei primi anni del Novecento: appositamente progettata per essere una capitale amministrativa efficiente, equilibrata e lontana dalle pressioni delle potenti città costiere.

Abuja, capitale della Nigeria dal 1991

Altra città di fondazione, la città di Abuja nasce in tempi più recenti e viene decretata capitale della Nigeria nel 1991. Verso la metà degli anni Settanta, la vecchia e caotica capitale costiera Lagos era il più importante centro economico del Paese, ma il sovraffollamento iniziava a esercitare una pressione eccessiva su strutture, infrastrutture e servizi.

Per questo motivo, il governo scelse di spostare il proprio centro amministrativo verso l’interno con un duplice obiettivo: ridurre la pressione demografica e riequilibrare l’assetto del territorio per favorire maggiore stabilità tra le diverse realtà etniche del Paese.

Islamabad in Pakistan e la capitale provvisoria

Nella seconda metà del Novecento la capitale del Pakistan fu spostata da Karachi a Islamabad. Islamabad, sempre città di fondazione, fu edificata tra il 1961 e il 1966 nelle vicinanze di Rawalpindi, decretata a sua volta capitale provvisoria, tra il 1959 e il 1968, breve periodo “di passaggio”.

Enorme porto sul Mar Arabico, Karachi è storicamente il principale polo economico del Paese, ma la sua natura costiera e la lontananza dalle regioni settentrionali la pongono in una posizione vulnerabile agli attacchi e, al tempo stesso, troppo lontana dalle aree considerate strategiche dal punto di vista politico e militare.

Turchia, da Istanbul ad Ankara nel 1923

Con la fine dell’Impero ottomano, uno dei più grandi imperi della storia, e la nascita della Repubblica di Turchia avvenuta il 29 ottobre del 1923, la capitale turca fu spostata dalla storica e ricca Istanbul ad Ankara. Anche qui le motivazioni strategiche ebbero un certo peso nella decisione: la realtà costiera era considerata vulnerabile e difficilmente difendibile da possibili incursioni navali, mentre la posizione di Ankara, nel cuore della penisola anatolica era ritenuta più sicura.

Oltre a questo, la scelta fu motivata anche da ragioni storiche e simboliche: Istanbul rappresentava, infatti, il centro del passato potere imperiale e monarchico, mentre Ankara avrebbe dovuto incarnare i valori della nuova e moderna Turchia nazionalista, nata dopo la guerra d’indipendenza.

Indonesia, da Jakarta a Nusantara

L’Indonesia ha deciso di spostare la capitale dalla città di Jakarta a quella attualmente in costruzione di Nusantara, localizzata sull’isola del Borneo. L’area metropolitana di Jakarta è oggi considerata la più imponente delle megalopoli del Pianeta (con 42 milioni di abitanti nel 2025), intensamente sovrappopolata, trafficata e inquinata. Oltre a tutto questo, Jakarta è vittima di un fenomeno tanto particolare quanto inquietante: la metropoli sta infatti sprofondando lentamente nel suolo dell’isola di Giava su cui si trova.

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