
Quando siamo nel traffico, magari in autostrada, ci sembra sempre che la fila accanto proceda più velocemente della nostra, ma è veramente sempre così? Ovviamente la nostra fila non è sempre la più lenta, ma ci sono tre buoni motivi per cui a noi sembra che proprio la nostra fila sia quella più lenta.
In primo luogo, quando le velocità delle file si equivalgono, entra in gioco un effetto illusorio per cui a noi sembra che la nostra fila sia più lenta delle altre anche se non lo è. In secondo luogo, da un punto di vista statistico, potremmo effettivamente trovarci più spesso in una fila lenta. In terzo luogo tendiamo a sovrastimare la velocità delle auto che ci sorpassano.
Questi tre fattori contribuiscono a farci credere di trovarci sempre nella fila più lenta, spesso chiamato "effetto fila accanto", vediamo come si spiegano in termini di differenza tra il tempo passato a sorpassare e quello passato ad essere sorpassati, di statistica, e di errata percezione della velocità delle altre macchine.
Immaginiamo due file che procedono all’incirca alla stessa velocità media. Ci saranno dei momenti in cui una fila va più veloce dell’altra, e vice versa, ma nel complesso andranno alla stessa velocità ed impiegheranno più o meno lo stesso tempo a percorrere lo stesso numero di chilometri. Questa situazione è stata studiata da Donald A. Redelmeier e Robert J. Tibshirani (Università di Toronto) che alla fine degli anni ‘90 si sono chiesti se in una situazione del genere gli automobilisti di entrambe le file tendano a percepire la propria fila come più lenta dell’altra.
Per rispondere alla domanda hanno simulato al computer una situazione di traffico con due file di auto, che procedevano alla stessa velocità media, in cui gli automobilisti di una fila valutavano istante per istante se le macchine accanto stessero andando più veloci o più lente. L’analisi statistica della situazione ha mostrato che
il tempo trascorso da un automobilista a farsi superare da altre macchine è superiore al tempo trascorso a sorpassare, nonostante il numero totale delle auto che sopravanzano sia uguale al numero delle auto sorpassate.
In sostanza l’automobilista passa più tempo a pensare di essere più lento degli altri rispetto al tempo che passa a pensare di essere più veloce, nonostante i sorpassi da una parte e dall’altra si bilancino: in questo modo si genera l'illusione che l’altra fila sia più veloce.
Per confermare questa teoria i due studiosi hanno poi realizzato un filmato, ripreso dal punto di vista dell'interno di un’auto reale in coda, in una situazione in cui la fila accanto procedeva poco più lentamente. Il filmato è stato poi mostrato a 120 soggetti: nel 70% dei casi hanno affermato che, secondo loro, la fila accanto procedeva più velocemente e nel 65% dei casi avrebbero addirittura cambiato corsia. Nonostante la coda accanto fosse più lenta, la maggior parte degli intervistati l'ha percepita come più veloce.
Secondo Redelmeier e Tibshirani un punto fondamentale è che quando una fila rallenta si comprime e le macchine si avvicinano tra loro, viceversa quando una fila prende velocità le auto si distanziano tra loro.
Una conseguenza è che se un automobilista si trova nella fila lenta e si vede sorpassato da 3 macchine distanziate tende a percepire 3 sorpassi subiti, al contrario un automobilista della fila veloce, che sorpassa 3 macchine ravvicinate, tende a percepire l'evento come un solo sorpasso effettuato.
Secondo l'illusione spiegata da Redelmeier e Tibshirani pensiamo di trovarci in una fila più lenta anche quando le due file sono più o meno equivalenti. Ma l'impressione di trovarci nella fila più lenta trova un ulteriore riscontro dal fatto che, secondo il matematico Nick Bostrom (Yale University), è che di solito ci troviamo effettivamente nella fila più lenta:
in generale una fila lenta accumula più veicoli nello stesso spazio rispetto ad una fila veloce e se prendiamo un guidatore a caso è statisticamente più probabile che questo si trovi in una fila lenta.
In altre parole, secondo Bostrom, in situazione di traffico è lecito aspettarsi che il numero dei veicoli rallentati sia superiore al numero dei veicoli veloci e per questo è più facile che ci troviamo in un veicolo lento piuttosto che in uno veloce.
Di conseguenza la sensazione di trovarsi in una fila lenta spesso corrisponde al vero, ma attenzione, non sempre percepiamo correttamente la velocità delle macchine che ci circondano. I ricercatori B. Dawson e T. Riggs (Union University, Jackson), infatti, hanno quantificato quanto tendiamo ad esagerare la percezione della velocità di un'auto che ci sorpassa trovando che, ad esempio, se veniamo sorpassati da una macchina che procede a 90km/h tendiamo a percepirla come se procedesse a 95km/h.
In generale spesso ci troviamo proprio nella fila più lenta, dato che tali file includono un maggior numero di automobili, ma anche quando la nostra fila procede alla stessa velocità di quella accanto a noi abbiamo l'illusione che l'altra sia più veloce, e comunque quando un'auto ci sorpassa a noi sembra che proceda più velocemente della sua velocità effettiva. Tutto questo contribuisce a farci pensare che ci troviamo sempre nella fila più lenta.