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1 Settembre 2026
6:00

Perché l’autunno meteorologico inizia il 1 settembre, ma l’equinozio è il 23: non è un errore di calcolo

Perché per i meteorologi l'autunno parte il 1° settembre e non all'equinozio? Come funziona l'autunno astronomico: una spiegazione tra dinamiche dell'atmosfera e calcoli statistici.

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Perché l’autunno meteorologico inizia il 1 settembre, ma l’equinozio è il 23: non è un errore di calcolo
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1 settembre – inizia l'autunno meteorologico

L'autunno è una delle quattro stagioni che compongono l'anno solare e civile, ponendosi come periodo di transizione fondamentale tra la stagione estiva e quella invernale. Con il suo arrivo le giornate iniziano gradualmente ad accorciarsi, le temperature scendono e la natura si prepara al riposo invernale trasformando i paesaggi. Dal punto di vista temporale, l'autunno meteorologico inizia sempre in una data fissa, il 1° settembre, e si conclude il 30 novembre. Al contrario, l'autunno astronomico prenderà il via il 23 settembre 2026 per terminare il 21 dicembre. Capire perché queste due visioni non coincidano ci aiuta a comprendere meglio come funziona il clima del nostro pianeta e come vengono elaborati i dati che legge ogni giorno chi si occupa di previsioni meteorologiche.

Quattro stagioni meteorologiche e astronomiche: le prime anticipano i movimenti degli astri

La ragione principale di questo scarto temporale risiede nel comportamento dell'atmosfera terrestre. Le dinamiche del tempo meteorologico, infatti, non attendono il momento preciso in cui il Sole si trova perfettamente sopra l'equatore per iniziare a cambiare assetto. La circolazione generale dell'aria, guidata dai progressivi squilibri termici tra i poli e l'equatore, comincia a modificare la propria struttura con diverse settimane di anticipo rispetto agli eventi astronomici.

Con l'arrivo del mese di settembre, nell'emisfero boreale si assiste a un graduale ma inesorabile indebolimento delle strutture anticicloniche che hanno dominato la stagione estiva. Parallelamente, le grandi masse d'aria fredda di origine polare ricominciano a spingersi verso latitudini più basse, riattivando il motore delle perturbazioni atlantiche. Questo significa che le condizioni meteorologiche tipiche della transizione autunnale, come il calo delle temperature, l'aumento della nuvolosità e la frequenza delle prime piogge diffuse, iniziano a manifestarsi concretamente ben prima dell'equinozio. Fissare l'inizio dell'autunno al 1° settembre risponde quindi all'esigenza di rispecchiare fedelmente ciò che accade nell'atmosfera.

Perché l'autunno astronomico inizia il 23 settembre e non il 21?

Un dubbio molto comune riguarda la data dell'equinozio d'autunno, che spesso immaginiamo fisso al 21 settembre, mentre quest'anno cade il 23 settembre.

La causa è di natura geometrica e astronomica: l'anno solare (il tempo che la Terra impiega a compiere un'orbita completa attorno al Sole) non dura esattamente 365 giorni, ma circa 365 giorni, 5 ore, 48 minuti e 45 secondi. Poiché il nostro calendario civile conta esattamente 365 giorni, si accumula un ritardo di quasi 6 ore ogni anno. Questo scarto viene recuperato ogni quattro anni con l'introduzione dell'anno bisestile. Di conseguenza, il momento esatto dell'equinozio, cioè il punto in cui il Sole si trova perpendicolare all'equatore e le ore di luce equivalgono a quelle di buio, oscilla costantemente nel calendario gregoriano tra il 22 e il 23 settembre.

Un'esigenza statistica: la necessità di standardizzare i dati

Accanto alle motivazioni di natura fisica e dinamica, esiste una seconda ragione estremamente pratica, legata all'analisi climatica e alla gestione dei dati. Per valutare l'andamento del tempo nel corso degli anni, stabilendo ad esempio se una stagione sia stata più calda o più piovosa della media, i climatologi hanno bisogno di lavorare su intervalli di tempo omogenei e facilmente confrontabili.

I mesi del calendario gregoriano rappresentano da sempre lo standard di riferimento per la misurazione del tempo a livello globale. Dividere l'anno in quattro blocchi esatti di tre mesi interi ciascuno semplifica enormemente il calcolo delle medie mensili e stagionali. Se si utilizzasse il calendario astronomico, una stagione comincerebbe a metà di un mese (ad esempio il 22 o 23 settembre) e finirebbe a metà di un altro (il 21 o 22 dicembre). Questa sovrapposizione renderebbe la rendicontazione dei dati estremamente complessa e poco intuitiva: confrontare il settembre di un determinato anno con quello dei decenni passati richiederebbe di "spezzare" i dati a metà mese, introducendo complicazioni statistiche inutili.

Fissando invece periodi ben definiti (settembre-ottobre-novembre per l'autunno, dicembre-gennaio-febbraio per l'inverno, e così via), l'archiviazione e l'analisi dei record climatici mondiali risultano pulite, immediate e standardizzate in tutto il globo.

Quando inizia e finisce l’autunno 2026 e le altre date

Per quanto riguarda l'autunno 2026, le date e gli orari ufficiali di inizio e fine secondo le due convenzioni sono i seguenti:

  • Autunno meteorologico 2026: Inizia il 1° settembre 2026 (ore 00:00) e finisce il 30 novembre 2026 (ore 23:59).
  • Autunno astronomico 2026: Inizia con l'equinozio il 23 settembre 2026 (esattamente alle ore 02:05 italiane) e finisce il 21 dicembre 2026 con il solstizio d'inverno (alle ore 21:50 italiane).

L'inizio dell'autunno meteorologico il 1° settembre segna formalmente la conclusione dell'estate meteorologica (iniziata il 1° giugno). Dal punto di vista pratico delle temperature, la grande calura estiva tende a smorzarsi proprio nel corso di settembre: il progressivo accorciamento delle giornate e il primo cedimento delle bolle africane lasciano spazio a correnti più fresche atlantiche, favorendo un rientro dei valori verso medie decisamente più miti e gradevoli, sebbene quest'anno si parta sotto l'influenza di calde correnti di matrice subtropicale con importanti anomalie termiche, anche oltre 8°C rispetto alle medie del periodo, almeno fino al 9 settembre.

Il quadro sintetico delle quattro stagioni meteorologiche

Per garantire questa continuità di analisi, la convenzione internazionale ha suddiviso l'anno meteorologico nei seguenti trimestri:

  • Primavera meteorologica: dal 1° marzo al 31 maggio (mentre l'astronomica parte attorno al 20-21 marzo).
  • Estate meteorologica: dal 1° giugno al 31 agosto (mentre l'astronomica parte attorno al 20-21 giugno).
  • Autunno meteorologico: dal 1° settembre al 30 novembre (mentre l'astronomica parte attorno al 22-23 settembre).
  • Inverno meteorologico: dal 1° dicembre al 28/29 febbraio (mentre l'astronomica parte attorno al 21-22 dicembre).

In conclusione, l'astronomia ci racconta la posizione della Terra nello spazio siderale e la geometria delle sue stagioni fisiche; la meteorologia ci racconta come la macchina atmosferica risponde a questi cambiamenti sul piano pratico. Due prospettive diverse che non si annullano a vicenda, ma che ci aiutano a comprendere appieno il ritmo del pianeta.

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