
Nelle sale cinema cinesi è uscito a inizio agosto un film d’animazione cinese, distribuito per ora in Cina continentale, che in poche settimane è diventato un fenomeno virale e un caso di culto per il pubblico grazie alla sua estetica rudimentale, da molti definibile, tranquillamente bruttezza: si chiama “Niu Lai” (牛来), traducibile in italiano con “Arriva il vitello”, e racconta in 86 minuti la storia di un vitello appena nato, che impara a camminare e affronta un percorso costellato di prove e di incontri con altri animali. Realizzato principalmente da sole 2 persone con un budget bassissimo (dati non ufficiali parlano di cifre tra le poche centinaia e migliaia di euro e non è ancora stata diffusa la cifra effettiva), il film "so bad it's good" è uscito nelle sale il 5 agosto ha superato in circa 3 settimane diversi milioni di incassi: la piattaforma cinese Maoyan parla di un totale di 54,36 milioni di yuan (più di 7 milioni di euro). Se le stime sul costo estremamente basso della produzione fossero corrette, il rapporto tra spesa e incassi sarebbe eccezionale.
Com'è stato realizzato il film d'animazione cinese in 3D
Niu Lai è un film d’animazione 3D che racconta una storia di crescita psicologica, in cui valori come amicizia (quella con il leopardo orfano Bao La, che incontra durante il suo cammino, e con un’allodola che gli fa da guida), coraggio e sacrificio vengono raccontati in modo incredibilmente amatoriale, con grafiche che riportano ai videogiochi degli anni Novanta e un paesaggio onirico che potrebbe effettivamente rivelarsi un sogno, ma non facciamo spoiler.
Il film è stato realizzato da due persone, in cinque anni di lavoro: Xin Yumeng, interior designer 34enne e regista in erba, si è occupato della parte tecnica e creativa, aiutato dalla madre Sun Lifang, che ha partecipato alla scrittura, al doppiaggio, alla colonna sonora e avrebbe anche cantato nel brano finale. Il personaggio sarebbe stato scelto in riferimento all’animale dello zodiaco cinese dell’anno di nascita del padre di Xin, appunto il bue.
Xin si sarebbe imbarcato nell’impresa nel 2021, senza avere una formazione cinematografica professionale e imparando step-by-step quanto gli sarebbe servito per realizzare le animazioni, ricorrendo anche a software nati per la modellazione architettonica. Prodotto dalla Dalian Jingyuan Culture Film and Television Media (prima operante nel settore della progettazione per l'arredamento), di cui Xin e Sun sono legale rappresentate e CFO, il film è un tripudio di immagini pixelate, animazioni 3D di bassa qualità e una trama che i critici definiscono “scritta male”, il tutto condito dal doppiaggio fatto in casa.
Non stupisce quindi che il film sia costato appena poche migliaia di yuan: come riportato da alcune fonti, realizzarlo sarebbe costato tra le poche centinaia di euro e le poche migliaia (il budget inizialmente dichiarato, ma ancora da confermare, sarebbe addirittura inferiore a 200 euro). Prima dell'uscita non è stato accompagnato da alcuna campagna promozionale: niente un trailer, né un vero piano pubblicitario, ma solo una locandina per cinema e i teatri. Il film è uscito nelle sale il 5 agosto, passando quasi inosservato; dal 14 agosto, molti spettatori hanno richiesto proiezioni aggiuntive nei cinema, per vedere con i propri occhi quanto il film fosse effettivamente brutto, e i gestori delle sale hanno partecipato a questa "performance artistica" programmando più spettacoli e disegnando i propri poster, come quelli nella foto qui sotto.

L’esordio in sordina nelle sale e l'improvvisa viralità
Nonostante gli investimenti minimi, dopo meno di un paio di settimane Niu Lai è diventato virale grazie alle recensioni e ai meme dei primi spettatori, che lo hanno definito “disastroso”, “primitivo”, "catastrofico", e hanno diffuso sui social parodie ed estratti del film ripreso in sala, in cui si sentono le persone sbellicarsi dalle risate.
Il film avrebbe incassato nei primi 10 giorni circa 7.000 yuan (circa mille di euro); tra il 14 e il 15 agosto, le proiezioni giornaliere in tutto il Paese sarebbero aumentate da 21 a 359 e come riportato dalla piattaforma Maoyan (aggregatore di recensioni e app di biglietteria cinese), al 17 agosto l’incasso è arrivato a 8,2 milioni di yuan (oltre un milione di euro). I dati aggiornati al 28 agosto parlano di incassi per oltre 55 milioni di yuan (oltre i 7 milioni di euro).
Insieme, cresce l'interesse per distribuirlo: secondo quanto riportato dalla piattaforma herecomestheox, una pagina non ufficiale tra le tantissime moltiplicatesi in queste settimane dove si può riservare, per gioco, il proprio biglietto, il distributore Encore Films avrebbe acquisito i diritti esclusivi di distribuzione internazionale e dovrebbe portare "Niu Lai" nelle sale di Singapore dal 1° settembre, con sei versioni linguistiche (mandarino, cantonese, inglese, coreano, giapponese, thailandese): molti, però, parlano di fake news.
Come un film "disastroso" può diventare un cult
"Questo non è un film, è una prigionia collettiva di 86 minuti per il pubblico in sala”, si legge in una delle centinaia di recensioni. Il film è diventato uno dei casi cinematografici più sorprendenti dell'estate cinese del 2026, fenomeno di culto collettivo. In un momento in cui l’AI permette effetti iper realistici e fin troppo perfetti, il valore di questo film sarebbe per molti proprio nel suo approccio esageratamente lo-fi e anni Novanta, che ne fa per molti un manifesto di autenticità. "Un film destinato a diventare un classico, pioniere del movimento anti-AI", dice un utente sulla piattaforma Letterboxd.

Tra le recensioni più citate dalla stampa internazionale c’è quella secondo cui: “Ti pentirai di averlo guardato per 86 minuti, ma ti pentirai di non averlo visto per tutta la vita”. L’evoluzione della popolarità di questo film ricorda, con tutte le differenze del caso, un po’ la storia del film The Room, uscito nel 2003 e diretto, prodotto e interpretato da Tommy Wiseau, regista, sceneggiatore e attore protagonista del film: inizialmente distribuito solo in alcune sale cinematografiche della California, questo film dalla trama inconcludente e dalla pessima recitazione fu stroncato dalla critica come “uno dei peggiori film mai realizzati” – secondo il critico Ross Morin “il Quarto potere dei film brutti”. Il fatto che fosse così scadente lo rese un cult e un fenomeno da condividere, andando tutti insieme in sala non tanto per vederlo, quanto per commentarlo e ridere in maniera collettiva. Sono più di 20 anni infatti che il film continua a essere proiettato in California (e in giro per il mondo), tanto che nel 2017 la sua storia è stata raccontata in “The Disaster Artist”, diretto, co-prodotto e interpretato da James Franco, con la partecipazione del fratello Dave.