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31 Agosto 2026
15:00

Perché si dice essere stacanovista: l’origine del termine e la storia di Stachanov

La parola "stacanovista" indica coloro che lavorano con particolare assiduità e zelo, fino all'esageraziobe. Il termine deriva dal nome dell'operaio sovietico Stachanov, che inventò un metodo per razionalizzare la produzione, stabilendo un record.

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Perché si dice essere stacanovista: l’origine del termine e la storia di Stachanov
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Credits: Eleazar Langman, Public domain, via Wikimedia Commons.

Era il 31 agosto del 1935 quando il minatore sovietico Aleksej Grigoriyevich Stachanov stabilì il record di maggior quantità di carbone estratta una giornata di lavoro, arrivando a sollevare 102 tonnellate in 5 ore e 45 minuti e venendo proclamato “Eroe del Lavoro Socialista”. Da quel giorno il suo nome si trasformò in un sinonimo per indicare chi lavora a lungo con costanza e impegno, una persona che mostra un attaccamento straordinario (o esagerato) al lavoro, con zelo fuori dal comune, fino alla sfumatura negativa di chi lo fa in modo eccessivo e ossessivo, a scapito di salute, riposo e vita privata.

La parola stacanovista, meno comuni le forme stachanovista o stakanovista, indica ancora oggi un'estrema dedizione personale al lavoro e cela una un’importante parte della storia della fine del Novecento. In quest'epoca l’Unione Sovietica diede enorme risalto ai metodi di lavoro di Stachanov, tanto che in suo onore il 31 agosto venne proclamato "giorno del minatore di carbone" e nel 1978 la città ucraina di Kadievka fu ribattezzata "Stachanov".

Il metodo innovativo di Aleksej si basava sulla cooperazione tra gli operai, un principio fondamentale  della produzione industriale di massa. Il suo successo fu tale che l’Unione Sovietica estese questo metodo rivoluzionario ad altri settori e Joseph Stalin fece approvare l’applicazione di privilegi speciali e salari più alti a tutti gli aderenti del nascente movimento Stacanovista, che aveva come scopo quello di aumentare la produttività tramite la razionalizzazione del lavoro.

Il 14 novembre del 1935 si tenne la prima conferenza generale degli Stacanovisti, occasione in cui i sostenitori di Stachanov esposero i propri metodi di lavoro fornendo dettagli sui migliori risultati di produzione ottenibili tramite la razionalizzazione del lavoro. Allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, lo Stacanovismo si era già diffuso in tutti i rami dell’industria meccanica e di produzione dei macchinari, come motori d’auto, metallurgia, industrie chimiche e centrali elettriche.

Questa storia ebbe un impatto talmente importante da far entrare la parola nel nostro dizionario, sebbene oggi abbia acquisito sfumature di significato diverse. Mentre il mondo del lavoro è cambiato radicalmente, non solamente in contesto operaio o manuale, il termine stacanovista è spesso usato con accezione negativa, più che un elogio, per indicare chi lavora anche troppo. Complice anche la diversa percezione del significato di lavoro moderno, in alcune realtà si critica chi resta in ufficio fino a tardi, risponde alle mail anche nel weekend, o vive come se il tempo libero fosse tempo sottratto al lavoro; gli inglesi lo definirebbero workaholism, un portmanteau derivato dall'unione di lavoro e alcolismo, una vera e propria dipendenza ed ebbrezza dal lavoro costante.

Il termine stacanovista, quindi, ha subìto una trasformazione semantica che da elogio industriale si è mutata in una descrizione neutrale o una vera e propria critica sociale

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