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12 Agosto 2026
14:02

Perché non guardare l’eclissi solare senza occhialini o con metodi fai da te: rischi e danni per il MdS

Non tutti sono riusciti ad acquistare in tempo gli occhialini con certificazione ISO 12312-2 per guardare l'eclissi di sole del 12 agosto 2026. In molti stanno cercando di guardarla direttamente con metodi alternativi, ma è assolutamente da evitare: come spiega anche il Ministero della Salute, la visione del sole senza protezioni specifiche può infatti causare danni alla retina e problematiche anche gravi.

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Perché non guardare l’eclissi solare senza occhialini o con metodi fai da te: rischi e danni per il MdS
Con la consulenza di Fabiana Andriolo
Ottico-Optometrista e Fisica
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Immagine realizzata con AI a scopo illustrativo

Negli ultimi giorni c'è stata la corsa all'acquisto degli occhialini per osservare l'eclissi, tanto che in molti li hanno definiti ormai "introvabili". In tanti, non essendo riusciti ad acquistarli, ci state chiedendo se si possano adottare metodi alternativi: è possibile guardare l'eclissi attraverso la lastra di una radiografia o la pellicola di una macchina fotografica? Si possono utilizzare gli occhiali da saldatore oppure guardare il sole indirettamente attraverso uno specchio? La risposta, in tutti questi casi, è no e i motivi sono legati alla salute e ai possibili danni oculari. Come vi avevamo spiegato, infatti, senza occhiali specifici con certificazione ISO 12312-2, l'eclissi si potrà osservare solo in modo indiretto: è da evitare l'osservazione diretta del sole per non riportare danni agli occhi.

I danni che si possono avere guardando direttamente l’eclissi di sole: il Ministero della Salute

Come riporta il Ministero della Salute, "l'esposizione solare senza dispositivi di protezione adeguati rappresenta un serio rischio per la nostra salute visiva. Per salvaguardare gli occhi, è indispensabile l'uso di occhiali da sole con filtri certificati a norma di legge". Questo vale anche in condizioni normali, quindi non in occasione di un'eclissi. Fissare direttamente il sole, senza occhiali protettivi, spiega il Ministero, può causare una maculopatia fototraumatica, cioè una lesione della retina che può essere estremamente grave.

"I raggi UV non filtrati bruciano i fotorecettori della macula, l'area centrale della retina responsabile della visione distinta (necessaria per leggere, guidare e riconoscere i volti). Il danno può provocare la perdita della visione centrale, manifestandosi come una macchia scura fissa al centro del campo visivo. Non esistono cure specifiche per ripristinare il tessuto retinico distrutto; un recupero parziale della vista è possibile solo nei giorni successivi se le lesioni iniziali erano di lieve entità".

La raccomandazione medica è quindi quella di non guardare mai il sole a occhio nudo. "Farlo anche solo per pochi istanti", si spiega nelle raccomandazioni specifiche per l'eclissi del 12 agosto, elaborate dalla Commissione per la prevenzione della cecità e dell'ipovisione con il contributo dei ricercatori dell'IRCCS Fondazione G.B. Bietti di Roma, "può provocare danni permanenti alla retina, la cosiddetta retinopatia solare, senza che si avverta alcun dolore immediato".

Il danno da eclissi difficilmente provoca dolore o fastidio, perché la retina non possiede terminazioni nervose per il dolore. Il rischio aumenta con le osservazioni ripetute, anche brevi, e i danni possono manifestarsi a distanza di ore o di giorni. Non esiste, insomma, una "soglia di sicurezza" per l'osservazione a occhio nudo.

Gli occhiali conformi e i modelli ritirati: la certificazione ISO 12312-2 che rispondono agli standard internazionali

Gli occhiali da sole comuni non offrono alcuna protezione in caso di eclissi, che si tratti di eclissi totali, anulari o parziali: occorre acquistare appositi filtri solari certificati, analoghi a quelli utilizzati in astronomia, conformi allo standard ISO 12312-2. L'American Astronomical Society fornisce una lista completa di produttori certificati sia di occhiali, sia di filtri destinati a fotocamere, binocoli, telescopi e così via.

Attenzione però a modelli e lotti specifici: in Spagna, FACUA-Consumidores en Acción, l'agenzia spagnola dei consumatori, ha notificato il ritiro di sette modelli di alcuni produttori (Lionstar, ECP Eye Care Professional, Pelispan, Homanaje, Mó, Orro e Opticalia), a causa di irregolarità riscontrate dalla Direzione Generale del Commercio, del Consumo e dei Servizi della Comunità di Madrid, Castilla e León, Galicia, La Rioja e Aragón.

La motivazione è che, nei modelli segnalati, il filtro è al di sotto del livello minimo di trasmittanza, è cioè eccessivamente scuro. Questo fa sì che l'utente, vedendo il buio totale, non riesca a individuare tramite gli occhiali il disco solare e, "come reazione prevedibile, trovandosi con il viso rivolto verso il Sole, possa far scivolare gli occhiali sulla fronte, inclinarli oppure toglierli per un istante per individuare la posizione del Sole, con l’intenzione di rimetterli immediatamente". Durante questo intervallo senza protezione, spiega FACUA, "gli occhi rimangono direttamente esposti alla radiazione solare (radiazione visibile e infrarossa/ultravioletta). Si può verificare una lesione chimica o termica delle cellule della regione foveale della retina".

Non si tratta quindi di filtri troppo chiari che lascerebbero passare troppe radiazioni, ma del problema opposto, lenti così scure che indurrebbero a rimuoverli per individuare meglio la posizione del sole a occhio nudo. Gli occhiali potrebbero essere rimossi solo nel momento di totalità dell'eclissi, quando il sole è completamente coperto dalla luna, ma questo non accadrà in Italia, dove l'eclissi è solo parziale. Come accennato, inoltre, lo spostamento degli occhiali è pericoloso perché una pupilla molto dilatata per il buio indotto dagli occhiali fa entrare una quantità molto maggiore di radiazioni che colpiscono la retina.

Radiografie, negativi, occhiali da saldatore: i metodi fai da te non sostituiscono gli occhialini

Come spiegato anche dal Ministero della Salute, a meno di non usare un metodo indiretto, come quello dello scolapasta, senza occhiali certificati dalla norma ISO 12312-2, che riguarda i filtri per l'osservazione solare diretta, è da evitare l'osservazione direttamente del sole durante l'eclissi.

"Ogni altro mezzo deve essere evitato perché non garantisce sempre una sicura protezione: ad esempio, non sono sufficienti occhiali da sole (neanche indossati uno sopra l'altro), pellicole radiografiche, filtri fatti in casa, occhiali per saldatori, oculari di fotocamere o altro".

Sono da evitare quindi "metodi alternativi come":

  • Specchi per osservazione diretta;
  • Radiografie;
  • Pellicole fotografiche e negativi;
  • Occhiali da sole normali o polarizzati;
  • Occhiali da saldatore con indice di protezione troppo basso;
  • Occhiali per eclissi vecchi oltre 10 anni, scaduti o danneggiati.

Le lenti degli occhiali tradizionali hanno diverse categorie di protezione, definite dalla norma ISO 12312-1 (che comprende gli occhiali comuni, con lenti pensate per ridurre l'abbagliamento ambientale e proteggere gli occhi dai raggi UV riflessi, non per guardare il Sole in modo diretto) e che indicano quanto ogni lente riduce l’intensità dei raggi solari. Più la lente è scura, meno luce fa passare. Per intenderci, gli occhiali da vista hanno un indice di protezione 0, gli occhiali da sole più comuni in commercio hanno un indice di protezione che va da 1 a 3 e quelli "estremi" rientrano nella categoria 4, la più scura, pensata per alta montagna o deserto e vietata alla guida: quest'ultima lascia passare tra il 3 e l'8% della luce visibile.

Gli occhiali specifici per osservare l'eclissi e il sole in modo diretto offrono un indice di protezione altissimo, secondo la già citata norma ISO 12312-2, che fissa la trasmittanza luminosa tra lo 0,000061% e lo 0,0032%, valore massimo consentito. Detto in altro modo, bloccano oltre il 99,99% della luce visibile, ed è per questo che sono così scuri e opachi. Una bella differenza rispetto agli occhiali classici: il più scuro degli occhiali da sole lascia arrivare all'occhio almeno un migliaio di volte più luce di quanta ne consenta il filtro per eclissi più chiaro tra quelli a norma.

Nel caso degli occhiali da saldatore, come spiegato dall'American Astronomical Society, lo standard ISO 12312-2 si basa, in parte, su decenni di esperienza nell'utilizzo di filtri per saldatura per l'osservazione del Sole. Mentre i filtri con grado di protezione 12 sono considerati il limite inferiore di sicurezza, sono spesso giudicati non idonei a un'osservazione prolungata. La soluzione ideale è un indice di protezione 13 o 14, che si avvicina maggiormente alla visione offerta dagli occhiali per eclissi e dai visori solari portatili, con la differenza che l'immagine appare verde anziché giallo-arancio o bianca.

Le lastre delle radiografie e i negativi sono espressamente elencati tra i filtri non sicuri dalla NASA, insieme a tutte le pellicole a colori, le pellicole in bianco e nero prive d'argento, i negativi fotografici con un'immagine impressa (quindi radiografie e istantanee), il vetro affumicato, gli occhiali da sole singoli o sovrapposti, i filtri fotografici a densità neutra e i filtri polarizzatori. Questi materiali infatti attenuano la luce visibile ma non l'infrarosso: la maggior parte di essi trasmette livelli elevati di radiazione infrarossa invisibile, che può provocare ustione retinica termica. Il fatto che il Sole appaia poco luminoso, o che non si avverta alcun fastidio guardandolo attraverso il filtro, come detto, non è una garanzia che gli occhi siano al sicuro.

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