
Dida: Il Rover Perseverance della NASA, atterrato su Marte nel 2021
Il rover Perseverance della NASA, progettato per esplorare il cratere Jezero, ha stabilito un nuovo record su Marte, percorrendo 45,22 chilometri sulla superficie del Pianeta Rosso. L'11 ottobre ha infatti superato il precedente primato di 45,16 chilometri detenuto da Opportunity, diventando il veicolo che ha percorso la distanza maggiore sulla superficie di un altro corpo celeste. La cosa più sorprendente? Opportunity aveva impiegato quasi 15 anni per raggiungere quella distanza, mentre Perseverance poco più di cinque anni e mezzo. La sua posizione si può seguire sul portale della NASA Perseverance Rover Location Map.
Come fa Perseverance a percorrere così tanti chilometri su Marte?
La domanda viene a questo punto spontanea. Atterrato su Marte il 18 febbraio 2021, Perseverance è un vero e proprio laboratorio scientifico su sei ruote, progettato per esplorare la superficie marziana. Si muove tra rocce, crateri e terreni accidentati, raccogliendo immagini e dati che permettono agli scienziati di studiare il passato del pianeta. Ma come ha fatto a percorrere in meno di sei anni una distanza che a Opportunity ne aveva richiesti quasi quindici? Una parte importante del merito va ad AutoNav, il suo sistema di navigazione autonoma. Solitamente infatti, per guidare un rover i segnali inviati dalla Terra impiegano diversi minuti per arrivare e non è quindi possibile controllare ogni movimento "in diretta". Con AutoNav, invece, Perseverance è in grado di analizzare il terreno in tempo reale, individuando eventuali ostacoli e scegliendo autonomamente il percorso più sicuro tra punti stabiliti dagli operatori sulla Terra. Per farlo, utilizza delle telecamere e ricostruisce una mappa tridimensionale del terreno circostante.

Secondo la NASA, il rover ha percorso oltre il 90% della distanza totale utilizzando AutoNAV per valutare il terreno, contro circa il 5% dei suoi predecessori Opportunity e Spirit. Il record è ancora più notevole se si considera che la missione originale prevedeva di percorrere non più di 20 chilometri. La NASA ha già approvato un'estensione della missione che dovrebbe proseguire almeno fino al 2028. E il primato non riguarda soltanto Marte: il rover Perseverance ha superato sia i 35,7 chilometri percorsi dagli astronauti dell'Apollo 17 Gene Cernan e Harrison Schmitt nel 1972, sia i 39 chilometri percorsi dal rover sovietico Lunokhod 2 nel 1973.
Quali rocce sta esplorando il rover della NASA?
Il rover è atterrato nel cratere Jezero, una depressione larga circa 45 chilometri che miliardi di anni fa ospitava un lago alimentato da un fiume. Proprio qui gli scienziati sperano di trovare indizi utili per capire se, in passato, Marte abbia avuto condizioni adatte alla vita microbica. Percorrere grandi distanze permette dunque a Perseverance di raggiungere nuove rocce e di ricostruire un altro importante pezzo della storia di Marte. Durante il suo viaggio ha attraversato il fondo del cratere e un antico delta fluviale, dove l'acqua depositava sedimenti e materiali trasportati dal fiume. Ha poi raggiunto il bordo del cratere, incontrando rocce molto diverse, alcune delle quali risalgono a circa 4 miliardi di anni fa.
Attualmente il rover sta esplorando la regione di Lac de Charmes, oltre il bordo occidentale di Jezero, e si dirige verso un'area chiamata Idubi. Qui gli scienziati sperano di individuare tracce di antichi sistemi idrotermali, ambienti nei quali l'acqua calda circolava attraverso le rocce. Sono luoghi particolarmente interessanti perché, sulla Terra, alcuni sistemi idrotermali ospitano forme di vita microbica.

Nel corso della sua missione Perseverance ha raccolto 29 campioni di roccia e regolite marziana, cioè l'insieme di polveri, sabbia e frammenti di roccia che ricoprono la superficie marziana. Tra le sue scoperte più interessanti c'è anche una roccia chiamata Cheyava Falls, nella quale sono state individuate caratteristiche considerate una potenziale biofirma, cioè un possibile indizio di antica attività biologica. Non si tratta, però, di una prova dell'esistenza di vita su Marte: per comprenderne l'origine serviranno ulteriori analisi.
I 45 chilometri percorsi da Perseverance, quindi, sono molto più di un record: raccontano un viaggio attraverso ambienti geologici eterogenei, dalle tracce di un antico lago alle rocce formatesi circa 4 miliardi di anni fa, alla ricerca di indizi per ricostruire la storia di Marte e comprendere se il Pianeta Rosso abbia mai ospitato la vita.