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11 Settembre 2026
12:30

Powerbank in fumo su un aereo a Malpensa: cosa fare se si surriscalda e quando si possono portare in volo

A Malpensa un volo easyJet con a bordo 146 passeggeri è stato evacuato per il fumo causato da un powerbank. Da marzo 2026 c'è l'obbligo di portare le batterie in cabina (e non in stiva) e il divieto di ricarica in volo. In caso di surriscaldamento, l'equipaggio va subito avvisato: la priorità è raffreddare il dispositivo per fermare il processo di thermal runaway.

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Powerbank in fumo su un aereo a Malpensa: cosa fare se si surriscalda e quando si possono portare in volo
power bank aereo
Immagine realizzata con AI a puro scopo illustrativo.

L'aeroporto di Milano Malpensa è stato temporaneamente chiuso dopo che un Airbus A320 diretto a Praga è stato evacuato sulla via di rullaggio per la presenza di fumo in cabina. All'origine di tutto ci sarebbe stato un powerbank difettoso, custodito in un bagaglio a mano. cabina. A bordo c'erano 146 passeggeri, che sono stati fatti scendere dagli scivoli gonfiabili: due di loro sono rimasti leggermente contusi.

L'incidente è avvenuto ieri, 10 settembre, intorno alle 17:30 e lo scalo è stato parzialmente riaperto dopo circa un'ora. Non è la prima volta, comunque, che episodi di questo tipo avvengono a bordo degli aerei: i powerbank, infatti, contengono batterie al litio, che possono innescare un fenomeno chiamato thermal runaway (o fuga termica), ossia un aumento incontrollato e autosostenuto di pressione e temperatura che autoalimenta l'incendio.

Un approfondimento su questo processo chimico-fisico è disponibile in questo nostro video, ma per chi viaggia in aereo è importante conoscere in anticipo le regole per portare a bordo un powerbank e, soprattutto, quale procedura seguire se la nostra batteria portatile inizia a surriscaldarsi o a gonfiarsi.

Va comunque ricordato che, di per sé, non è l'ambiente pressurizzato dell'aereo a causare l'innesco: i powerbank possono surriscaldarsi e generare fiamme esclusivamente se presentano difetti di fabbricazione, se sono danneggiati, sovraccarichi o esposti a temperature estreme.

Powerbank e batterie in aereo: le regole da seguire

La prima regola è netta e non ammette eccezioni: i powerbank devono viaggiare obbligatoriamente nel bagaglio a mano, situato in cabina, e mai nella stiva. Questo perché in cabina un eventuale surriscaldamento può essere notato e affrontato subito, mentre nel bagaglio stivato resterebbe nascosto e fuori controllo.

Dal 27 marzo 2026, l'ICAO (l'Organizzazione per l'Aviazione Civile Internazionale) ha introdotto regole più stringenti sul trasporto di queste batterie portatili a bordo di un aereo. In particolare, ora sono ammesse solo due powerbank a passeggero, con una capacità non superiore a 100 Wh ciascuna. In caso di capacità tra i 100 Wh e i 160 Wh è invece richiesta una specifica autorizzazione da parte della compagnia, mentre oltre i 160 Wh queste batterie sono proibite.

I powerbank devono poi essere separati da altri tipi di batterie e durante il volo è proibito ricaricarli.

In aggiunta, durante il viaggio queste batterie devono essere protette individualmente per evitare cortocircuiti mentre non sono in uso. Nella pratica, proteggerli significa lasciarli nella confezione originale, coprire i terminali con del nastro, oppure infilare ciascuno in una custodia o in un sacchetto di plastica separato.

La FAA, comunque, ricorda che molte compagnie aeree, sia nazionali sia internazionali, applicano limiti ancora più stringenti per i powerbank: il consiglio, quindi, è di verificare sempre le regole della compagnia prima di partire.

Cosa devono fare i passeggeri se un powerbank inizia a surriscaldarsi

A questo punto, cosa bisogna fare nel caso in cui il nostro powerbank inizi a surriscaldarsi o a gonfiarsi? La prima regola è tanto semplice quanto decisiva: avvisare immediatamente un membro dell'equipaggio. La FAA è esplicita nel raccomandare ai passeggeri di segnalare subito al personale di bordo se la batteria o il dispositivo si sta surriscaldando, si sta gonfiando, sta emettendo fumo o sta bruciando.

C'è però anche un comportamento preventivo che fa la differenza, e riguarda dove teniamo il powerbank durante il volo. Il Safety Alert for Operators della FAA sottolinea infatti un punto cruciale: le batterie riposte nelle cappelliere o dentro il bagaglio a mano chiuso possono restare oscurate, senza essere monitorate né dai passeggeri né dall'equipaggio e diventando così difficili da raggiungere in caso di emergenza.

È esattamente lo scenario dell'incidente di Malpensa, con il powerbank esploso che, secondo le prime informazioni, si trovava all'interno di un trolley. Quando questo accade, la rilevazione del thermal runaway e le operazioni di spegnimento rischiano di arrivare in ritardo, con il rischio di dover evacuare l'aereo come in questo recente caso.

Per questo la raccomandazione è di tenere questi dispositivi in un punto visibile e accessibile, dove un eventuale principio di surriscaldamento possa essere subito notato e gestito.

Le procedure di sicurezza per l'equipaggio: raffreddare il dispositivo per fermare il thermal runaway

A questo punto arriviamo al cuore della questione: come interviene l'equipaggio per mettere in sicurezza il powerbank? Per capirlo, dobbiamo prima ricordare che il thermal runaway è considerato un aumento incontrollato e autosostenuto di pressione e temperatura. La parola chiave è “autosostenuto”: una volta innescata, la reazione si alimenta da sola e continua fino a quando tutte le celle della batteria non hanno scaricato completamente la loro energia.

Intuitivamente, verrebbe da pensare che un estintore basti a risolvere il problema spegnendo l'eventuale incendio, ma la realtà non è così. La FAA spiega che gli estintori a Halon, presenti a bordo, possono sopprimere brevemente le fiamme, ma non fermano il processo di thermal runaway. Spegnere la fiamma senza raffreddare la batteria significa lasciare intatto il motore chimico che continua a produrre calore, pronto a riaccendersi.

La priorità dell'equipaggio, quindi, è quella di raffreddare il dispositivo, usando grandi quantità di acqua per raffreddare la batteria e allo stesso tempo domare le fiamme. Raffreddare con l'acqua è essenziale perché è l'unico modo per impedire alla reazione di continuare, portando la batteria a esaurire la sua energia in sicurezza.

Vista la maggiore frequenza di questo tipo di incidente, la FAA ha raccomandato alle compagnie di rivedere procedure, formazione dell'equipaggio e attrezzature. Gli operatori, in particolare, dovrebbero:

  • Garantire che i membri dell'equipaggio riconoscano i diversi stadi del thermal runaway delle batterie al litio (ad esempio fumo rispetto a fiamma) e sappiano rispondere in modo appropriato;
  • Valutare l'attrezzatura di sicurezza a bordo, come estintori, fonti d'acqua e prodotti per il contenimento degli incendi, per assicurarsi che sia in grado di mitigare gli incendi a bordo causati dalle batterie al litio;
  • Valutare i componenti dell'aeromobile, gli equipaggiamenti di emergenza e gli oggetti dei passeggeri che potrebbero rimanere coinvolti in un evento di thermal runaway;
  • Rivedere le procedure volte a ridurre al minimo il rischio di inalazione di fumo da parte di passeggeri e membri dell'equipaggio.

Al tempo stesso, durante il volo dovrebbero essere riviste le comunicazioni di sicurezza per includere anche la gestione dei powerbank, fornendo ai passeggeri le informazioni sul maneggio, lo stivaggio e il trasporto sicuro delle batterie al litio, incluso come evitare che vengano schiacciate o danneggiate.

Fonti:
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Sara Brugnoni
Junior News Editor
Lavoro come giornalista per la sezione news di Geopop: mi occupo principalmente delle notizie di attualità e di tutto ciò che avviene sul Pianeta Terra, dalla geopolitica allo spazio, fino alla società nel suo complesso. Ho lavorato per un quotidiano economico e ho una laurea magistrale in Scienze Politiche, grazie alla quale ho capito quanto gli eventi del mondo siano profondamente connessi tra di loro.
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