
Sull'isola di Leka, lungo la costa centro-settentrionale della Norvegia, si trova uno dei tumuli funerari più grandi del paese: Herlaugshaugen, con un diametro di circa 62 metri e un'altezza originaria stimata attorno ai 12 metri. Per secoli il sito è stato associato a una leggenda tramandata nella saga di re Harald Bellachioma, primo re di Norvegia, vissuto tra il IX e il X secolo d. C., scritta nel XIII secolo da Snorri Sturluson (1179-1241). Secondo il racconto, il re Herlaug scelse di farsi murare vivo nel tumulo insieme a una grande quantità di cibo piuttosto che sottomettersi a Harald, che nel frattempo stava completando l'unificazione della Norvegia. Scavi effettuati nel tumulo tra il 1755 e il 1780 avevano portato alla luce uno scheletro con una spada, ossa animali e parti di un calderone in bronzo inciso, che i contadini locali rifusero per ricavarne fibbie per le scarpe. Quegli oggetti furono poi perduti, e per oltre due secoli rimase aperto un altro quesito: nel tumulo c'era forse una nave?

Una nuova campagna di scavo condotta nel 2023 da ricercatori del Museo Universitario del NTNU (Università Norvegese di Scienza e Tecnologia) e dell'autorità provinciale del Trøndelag, la contea nella quale si trova il sito, ha fornito una risposta. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista Antiquity. Il gruppo di ricerca ha scavato tre trincee nel tumulo, recuperando ben 29 rivetti di ferro di grandi dimensioni, noti come chiodi clinker, insieme a frammenti di legno ancora aderenti ad alcuni di essi. I chiodi clinker sono uno degli elementi più caratteristici della "costruzione a clinker", la tecnica di carpenteria navale che prevede l'assemblaggio di tavole sovrapposte e che avrebbe definito la cantieristica norrena della successiva epoca vichinga. Le dimensioni dei rivetti suggeriscono una nave di lunghezza superiore ai 20 metri. La datazione al radiocarbonio dei campioni di legno e carbone rinvenuti ha collocato la sepoltura tra il 670 e il 700 d. C. La sepoltura e la nave che si trovava probabilmente all'interno sono dunque più antiche del periodo di re Harald, e la leggenda attorno al tumulo è nata sicuramente successivamente.

Il dato cronologico ricavato dal radiocarbonio è molto importante. Le sepolture navali scandinave più antiche note fino a oggi si trovano sull'isola di Karmøy, nel sud-ovest della Norvegia, e risalgono alla fine dell'VIII secolo. Herlaugshaugen risulta quindi anteriore di 50-100 anni rispetto a queste, collocandosi nel periodo merovingio (450-750 d. C. ca), i secoli immediatamente precedenti all'età vichinga, che iniziarono le loro razzie a partire dalla fine dell'VIII secolo. Questo dato crea un collegamento cronologico con le sepolture navali dell'Inghilterra anglosassone: la grande sepoltura di Sutton Hoo (resa celebra dal film "La nave sepolta"), nel Suffolk, è datata tra il 600 e il 625 d.C. Tra quel contesto britannico e le sepolture vichinghe norvegesi dell'VIII-IX secolo esisteva un vuoto temporale che rendeva difficile stabilire se la tradizione delle sepolture monumentali su nave si fosse sviluppata in modo indipendente nelle due aree o avesse radici comuni. Herlaugshaugen si inserisce in quel vuoto.

Gli autori sottolineano anche la posizione geografica del sito, che aggiunge un elemento ulteriore all'interpretazione. Leka si trova molto più a nord rispetto alla principale concentrazione di sepolture navali norvegesi note. Tuttavia, l'isola occupava un punto strategico lungo le rotte di navigazione: lì si incontravano diverse direttrici commerciali. I ricercatori ipotizzano che Leka fosse un nodo in una rete di scambi a lunga distanza, attraverso cui circolavano non solo merci, ma anche idee e pratiche culturali, incluse le usanze funerarie. La toponomastica dell'area intorno al porto suggerisce inoltre la presenza di assemblee e raduni, attività tipiche di centri con funzioni di coordinamento regionale.

Un aspetto rilevante riguarda il destino dei reperti rinvenuti negli scavi settecenteschi. Lo scheletro e la spada erano stati portati a Trondheim, dove andarono perduti all'inizio del Novecento. I nuovi scavi non hanno recuperati ulteriori materiali, né hanno individuato oggetti di corredo funerario. Il centro del tumulo risulta disturbato dalle campagne settecentesche, condotte senza il rigoroso metodo scientifico dell'archeologia contemporanea, il che spiega perché i ricercatori abbiano trovato una distribuzione irregolare dei rivetti piuttosto che il profilo integro dello scafo, segnalando come gli scavatori del XVIII secolo abbiano sconvolto il sito. Nonostante questo, il contesto materiale rinvenuto, soprattutto i chiodi clinker, è sufficiente per confermare la presenza di una nave.
La sepoltura di Herlaugshaugen rappresenta dunque un tassello nella comprensione dello sviluppo sociale dell'Europa settentrionale tra il VII e il X secolo: indica che la cantieristica avanzata e le reti marittime che avrebbero caratterizzato l'età vichinga erano già operative almeno un secolo prima dell'inizio convenzionale di quel periodo chiave per la storia europea.