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19 Agosto 2026
6:00

Scoperto sul fondale di Panarea un grande cratere con camini idrotermali: è lungo 100m e largo 60m

Sul fondale a nord est di Panarea, nelle Eolie, sono stati scoperti e documentati a 60-80 metri di profondità un grande cratere sottomarino e camini idrotermali interessati da emissioni gassose. Il cratere, largo 60 m, si estende per circa 100 metri. La scoperta testimonia l'attività vulcanica nei dintorni dell'isola, dove sono avvenute eruzioni fino a migliaia di anni fa.

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Scoperto sul fondale di Panarea un grande cratere con camini idrotermali: è lungo 100m e largo 60m
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Una mappa con la posizione del cratere sottomarino e dei crateri. Credit: INGV

Sul fondale al largo di Panarea, nelle isole Eolie, sono stati scoperti a una profondità di 60-80 m un grande cratere sottomarino – lungo 100 m e largo 60 m – e camini idrotermali, alte strutture che si formano in seguito alla fuoriuscita di acqua calda dalle fratture. Panarea fa parte di un grande apparato vulcanico ampio 460 km2, perlopiù sommerso. Le ultime eruzioni nei dintorni dell’isola risalgono a migliaia di anni fa. Le strutture sono state individuate a partire dalla mappatura del fondale effettuata in quest’area nell’ambito del progetto IDMAR (Infrastruttura Multidisciplinare Distribuita sul MARe). Analizzando la morfologia del fondale anche in modo diretto tramite un veicolo sottomarino ROV (Remotely Operated Underwater Vehicle), a luglio 2026 è stato possibile rilevare il cratere e i camini, a cui sono associate intense emissioni di gas.

La scoperta è frutto della collaborazione tra l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) e la Stazione Zoologica Anton Dohrn (SZN), in particolare il Sicily Marine Centre e il Calabria Marine Centre – (CRIMAC). Questo ritrovamento migliora la comprensione dell’attività vulcanica dell’area, ma ha anche implicazioni dal punto di vista biologico perché riguarda un ambiente che ospita una grande biodiversità.

I camini idrotermali sul fondale al largo di Panarea

L’area oggetto di studio si estende sul fondale circa un miglio a nord est di Panarea, l’isola più piccola, meno elevata e più antica delle Eolie. Come le altre isole dell’arcipelago, Panarea fa parte di un complesso vulcanico che nell’insieme consiste in un grande cono interessato da faglie e processi di erosione. L’isola si trova in uno stato di quiescenza, ma le sue manifestazioni idrotermali legate alla presenza di magma nel sottosuolo, sotto forma di fumarole sottomarine a est dell’isola, sono particolarmente intense. A testimoniarla vi sono i camini idrotermali scoperti nel 2026, simili agli oltre 200 camini vulcanici individuati già nel 2018 a sud del vicino isolotto di Basiluzzo.

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I camini idrotermali documentati nel 2026. Credit: INGV

Queste strutture di forma conica sono alte anche 4 m e si formano quando l’acqua marina, dopo essersi infiltrata nel fondale, riscaldata nel suo percorso sotterraneo e arricchita di elementi chimici provenienti dalle rocce circostanti, risale di nuovo e fuoriesce ad alta temperatura dalle fratture. Il contatto con la circostante acqua fredda ne fa diminuire bruscamente la temperatura e così i metalli che contiene in soluzione si depositano intorno alle fratture originando i camini idrotermali. Da essi fuoriescono fluidi caldi e gas, soprattutto anidride carbonica. Il sito individuato nel 2018 è stato denominato “Smoking Land” e rappresenta un caso unico nel Mediterraneo per estensione. I camini scoperti nel 2026 sono stati documentati grazie all’utilizzo di un robot subacqueo (ROV), con cui è stato possibile filmarli e rilevarne le emissioni gassose. Una fuoriuscita di gas ancora più intensa è stata documentata presso un vicino cratere sottomarino, lungo le pareti e nel settore più profondo.

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Le emissioni dal cratere individuato nel 2026. Credit: INGV

Le implicazioni della scoperta del cratere sottomarino

La scoperta dei nuovi camini mostra che il sistema idrotermale di Panarea è più esteso di quanto si pensasse. Di particolare interesse è il suo impatto sull’ecosistema circostante, documentato dalle immagini del ROV. Presso i camini si trova una ricca comunità bentonica caratterizzata da macroalghe verdi e colonie della gorgonia Eunicella singularis. Dentro il cratere, dove le emissioni sono più intense, si trovano invece perlopiù estesi tappeti batterici.

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Dettaglio di un camino idrotermale con gli organismi che lo abitano. Credit: INGV

L’entità delle emissioni influenza quindi la distribuzione degli organismi. I batteri utilizzano come fonte di energia i composti chimici presenti nelle acque calde fornendo poi sostentamento anche ad altri organismi. Si tratta di ecosistemi complessi e unici forniscono importanti indizi sull’origine della vita sulla Terra. Conoscere più nel dettaglio l’attività vulcanica dell’area è importante per un migliore valutazione dei rischi. Per esempio, un tipo di rischio indiretto legato al vulcanismo sottomarino è rappresentato dalle frane. L’attività vulcanica può infatti generare frane sottomarine lungo i pendii sommersi, che a loro volta possono originare onde di tsunami.

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