
Un antico monumento ligneo risalente a circa 5.000 anni fa potrebbe contribuire a comprendere meglio le origini delle pratiche astronomiche che caratterizzano Stonehenge. La scoperta è stata fatta a Bulford, nella piana di Salisbury, dove gli archeologi di Wessex Archaeology hanno identificato una struttura neolitica allineata con i principali eventi solstiziali.
Il sito, che racchiude la struttura più antica a oggi conosciuta allineata ai solstizi nell'intera area di Stonehenge, è stato individuato durante indagini preventive condotte tra il 2015 e il 2017 in vista della realizzazione di nuove infrastrutture militari. Gli scavi hanno portato alla luce due grandi fosse che in origine ospitavano pali di legno di notevoli dimensioni. Le datazioni al radiocarbonio collocano la costruzione intorno al 2950 a.C., diversi secoli prima della fase monumentale più nota di Stonehenge, costituendone un "prototipo" – non nel senso di un modello, ma in quanto parte dello stesso contesto culturale e testimonianza di un'attenzione nei confronti degli allineamenti.
L’analisi del contesto archeologico ha dimostrato infatti che i due pali erano disposti lungo un asse orientato verso l’alba del solstizio estivo e il tramonto del solstizio invernale. Per verificare questa interpretazione, il team ha collaborato con l’archeoastronomo Fabio Silva, che ha ricostruito il paesaggio e la posizione apparente del Sole nel Neolitico.
I risultati indicano che l’allineamento non è casuale, e che la struttura era probabilmente progettata per evidenziare questi particolari momenti dell’anno. Secondo gli archeologi, il monumento di Bulford apparterrebbe a una tradizione di strutture lignee che precedeva la costruzione dei grandi complessi megalitici della regione. In questo periodo il legno era infatti uno dei principali materiali utilizzati per realizzare recinti cerimoniali, pali monumentali e altri luoghi destinati ad attività comunitarie.

La scoperta è estremamente importante perché mostra che l’interesse per i cicli solari era già presente nella piana di Salisbury prima dell’erezione delle celebri pietre di Stonehenge.
Gli studiosi ritengono che l’osservazione dei solstizi potesse avere funzioni pratiche legate al calendario stagionale, ma anche un ruolo nelle attività rituali delle comunità neolitiche. Gli esperti di Wessex Archaeology sottolinea che non si tratta di una versione primitiva di Stonehenge in senso stretto, bensì di una testimonianza appartenente allo stesso contesto culturale. Tuttavia, la presenza di un allineamento solstiziale così antico suggerisce che alcune delle idee alla base del celebre monumento fossero già sviluppate nella regione diversi secoli prima della sua costruzione.