
L'11 giugno 2023 alle ore 18:54 (ore locali, 11:54 in Italia), un terremoto di magnitudo Richter 6.2 ha colpito il nord del Giappone, in corrispondenza della prefettura di Hokkaido. Il sisma ha interessato la porzione meridionale dell'isola e il suo epicentro è stato localizzato a circa 18 km dalla città di Biratori e a 75 km da Sapporo.
Fortunatamente il terremoto è stato piuttosto profondo – parliamo di un'ipocentro localizzato a circa 123 km – e perciò la maggior parte dell'energia è stata dissipata prima di raggiungere la superficie: al momento infatti non si registrano né vittime né danni significativi a edifici e/o infrastrutture. Questa lieve entità è dimostrata anche dal suo valore sulla scala Mercalli (MCS) che si aggira attorno al IV grado – nonostante sia giusto tenere a mente che questo valore così basso è legato anche alle rigide norme antisismiche del Paese.
Anche per quanto riguarda gli tsunami non è stata diramata nessun allerta e anche le centrali nucleari del Paese non hanno registrato alcun tipo di criticità.

Ma cosa ha innescato questo terremoto? Il Giappone, come sappiamo, è un Paese estremamente sismico. Più nello specifico in quest'area si verifica la subduzione della placca Pacifica al di sotto di quella di Okhotsk. Questo è testimoniato anche dalla presenza storica di terremoti nell'area, come ad esempio quello di magnitudo 6.7 nel 2018 – nonostante anche in quell'occasione non furono registrate né vittime né danni ingenti.
Purtroppo però in alcune occasioni sono stati registrati nel Paese anche sismi estremamente violenti, come quello di magnitudo 9.0 del 2011. In quell'occasione venne anche danneggiata la centrale di Fukushima e, di seguito, trovate un video di approfondimento sull'argomento: