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19 Agosto 2026
9:40

I 60 data center in costruzione negli USA produrranno emissioni di CO2 come 24 milioni di auto all’anno

Un'analisi del Financial Times condotta su 60 dei più grandi data center di Amazon, Microsoft, Google e Meta per l'AI, in costruzione negli Stati Uniti ha rilevato che, una volta pienamente operativi, produrranno qualcosa come 101,5 milioni di tonnellate di emissioni di anidride carbonica all'anno, il 7% delle emissioni dell'anno scorso.

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I 60 data center in costruzione negli USA produrranno emissioni di CO2 come 24 milioni di auto all’anno
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60 grandi data center pianificati o in costruzione negli Stati Uniti da colossi della tecnologia come Amazon, Microsoft, Google e Meta potrebbero arrivare a produrre, una volta pienamente operativi, qualcosa come 101,5 milioni di tonnellate di anidride carbonica ogni anno. Per darvi un ordine di grandezza, questa è la quantità paragonabile alle emissioni annuali di 27 centrali elettriche a carbone oppure di circa 24 milioni di automobili alimentate a benzina. La stima sull'impatto delle Big Tech arriva da un’analisi del Financial Times, che ha considerato i consumi elettrici attesi dei 60 impianti e li ha rapportati alla composizione attuale della produzione energetica statunitense. Il risultato corrisponderebbe a circa il 7% delle emissioni generate dal settore energetico degli Stati Uniti nel 2025.

Perché crescono le emissioni di Co2: un problema di domanda

Secondo Jonathan Koomey, ricercatore specializzato in efficienza energetica e soluzioni climatiche, si tratta di una stima assolutamente plausibile. Anche se il dato rappresenta una quota relativamente contenuta delle emissioni complessive degli Stati Uniti, evidenzia un aumento significativo rispetto alle prospettive che le stesse aziende tecnologiche delineavano fino a qualche anno fa, quando avevano annunciato programmi per ridurre la propria impronta climatica.Il punto centrale dell’intera faccenda è la quantità di elettricità necessaria per far funzionare queste infrastrutture.

Con la diffusione dell’intelligenza artificiale, la richiesta di data center e, di riflesso, di energia con cui farli funzionare è cresciuta rapidamente, perché addestrare e utilizzare i modelli AI richiede notevoli risorse e potenza di calcolo. Per soddisfare questa domanda, le aziende elettriche statunitensi stanno aumentando sia la produzione da fonti rinnovabili sia quella da combustibili fossili. Secondo l’analisi, tre quarti delle compagnie che producono e distribuiscono elettricità, che servono i 60 data center, stanno pianificando o costruendo nuova capacità alimentata a gas naturale. E circa un terzo degli operatori che gestiscono centrali a carbone sta rinviando la loro dismissione.

Tutto questo avviene perché, quando la domanda sulla rete elettrica aumenta rapidamente, aggiungere nuova produzione a gas può essere più semplice e veloce rispetto alla realizzazione di nuova capacità rinnovabile. Aaron Bergman, ricercatore di Resources for the Future, ha spiegato che «ogni volta che si aumenta la domanda sulla rete, è molto probabile che si verifichino maggiori emissioni».

Di conseguenza le centrali a gas potrebbero aumentare del 50%

I numeri mostrano quanto sia forte questa tendenza. Nel 2025, secondo il Global Energy Monitor, gli Stati Uniti hanno quasi triplicato la capacità di produzione a gas in fase di sviluppo. Se tutti questi impianti venissero realizzati, la flotta nazionale di centrali a gas potrebbe aumentare di quasi il 50%. Più di un terzo della nuova capacità sarebbe destinato direttamente ai data center. Anche alcune società hanno collegato esplicitamente i nuovi impianti a gas alla crescita dei centri di calcolo. Il 17% delle utility che servono i 60 progetti ha dichiarato alle autorità di regolamentazione di stare costruendo nuove centrali a gas per soddisfare la richiesta di almeno uno specifico data center di grandi dimensioni.

Un esempio concreto

Un esempio è Georgia Power, che fornisce energia ai data center di Amazon e Microsoft. La società ha chiesto l'autorizzazione a sviluppare 9.885 MW di nuova capacità, destinata in gran parte a grandi nuovi clienti. Parallelamente, nello Stato sono previsti o già in costruzione 5.234 MW di nuova capacità a gas. La società ha inoltre rinviato il pensionamento di alcune centrali a carbone, che potrebbero restare operative fino al 2035 o oltre. Tutti questi numeri non fanno altro che alimentare i grandi dibattiti che ci accompagneranno nei prossimi anni circa la sostenibilità dell'intelligenza artificiale.

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