
Di recente una notizia allarmante ha cominciato a circolare su Facebook, Instagram, Reddit e vari autori Substack: i data center di Meta, il colosso tecnologico di Mark Zuckerberg, avrebbero prosciugato completamente il Rio Grande nel Nuovo Messico. Le accuse puntavano il dito contro il complesso di Los Lunas, accusato di consumare tanta acqua da svuotare l'intero corso d'acqua. Lasciate che vi spieghiamo perché queste accuse sono in realtà prive di basi solide.
Da dove arriva l'acqua dei data center di Zuckerberg e la crisi idrologica del Rio Grande
Il data center di Los Lunas non attinge acqua dal Rio Grande. Si rifornisce dalla rete idrica municipale del villaggio omonimo, alimentata da quattro pozzi sotterranei profondi. Un accordo firmato nel marzo 2025 tra il comune di Los Lunas e Greater Kudu LLC – la società affiliata a Meta per il progetto – lo certifica nero su bianco. I permessi autorizzano il prelievo esclusivamente dalla falda acquifera sotterranea, e l'Ufficio dell'Ingegnere di Stato del Nuovo Messico ha confermato che Meta non possiede alcun diritto di prelievo sul fiume.
I dati sui consumi esistono e sono pubblici: nel 2023 il data center di Los Lunas ha prelevato circa 75 milioni di galloni d'acqua (circa 284 milioni di litri), scesi a 67 milioni di galloni nel 2024. È proprio il dato del 2023 che è stato strappato dal contesto e trasformato in notizia allarmante data in pasto ai social.
Allora perché il Rio Grande si sta asciugando? La risposta va ricercata nella crisi climatica in corso. Il Bureau of Reclamation federale e l'Ufficio dell'Ingegnere di Stato del Nuovo Messico sono chiari: il fiume sta attraversando una crisi idrologica senza precedenti, causata da fattori climatici. Il 2026 ha portato temperature primaverili record, lo scioglimento delle nevi più precoce mai registrato e un manto nevoso montano tra i più scarsi degli ultimi decenni. Il Nuovo Messico dipende dalla neve in quota come riserva naturale per primavera ed estate: quando manca, i fiumi si svuotano. La maggior parte dei bacini idrici si ritrova sotto il 15% della capacità.
Va precisato, però, che si tratta di un'essiccazione parziale e localizzata in tratti specifici del fiume, non dell'intero corso d'acqua, come i post virali sostenevano. Tratti vicino ad Albuquerque e nella zona di San Acacia hanno iniziato a scoprirsi già a fine marzo, la data più precoce degli ultimi trent'anni. Nei rapporti ufficiali, il data center di Meta non viene citato nemmeno una volta tra le cause.
Il problema reale: i data center e il consumo d'acqua da parte di Meta
Detto questo, il tema dei consumi idrici dei data center merita attenzione. Queste strutture ospitano migliaia di server che generano continuamente calore e richiedono un raffreddamento costante per essere pienamente operativi. Molti impianti usano torri di evaporazione, dove il calore viene dissipato trasformando l'acqua in vapore. A questo si aggiunge un'impronta idrica indiretta: uno studio del 2021 su npj Clean Water e un rapporto del 2024 del Lawrence Berkeley National Laboratory mostrano che i data center consumano acqua non solo per raffreddarsi, ma anche indirettamente nei processi di generazione dell'elettricità che li alimenta. Su scala nazionale si parla di circa 66 miliardi di litri di consumo diretto e quasi 800 miliardi di impatto indiretto e tutto questo prendendo come riferimento il solo 2023.
L'azienda di Menlo Park ha dichiarato l'obiettivo di raggiungere un bilancio idrico positivo entro il 2030, impegnandosi così a restituire all'ambiente più acqua di quanta ne prelevi. Nel bacino del Rio Grande ha già finanziato sette progetti di rigenerazione ambientale, che nel 2024 hanno reimmesso nel sistema 136 milioni di galloni di litri d'acqua, con l'obiettivo di superare i 149 milioni annui a regime.
Una domanda che rimane aperta sul complesso di Los Lunas
C'è però un aspetto che le verifiche finora condotte non hanno ancora risolto: se il pompaggio intensivo della falda sotterranea da parte del sistema idrico di Los Lunas – che include anche i consumi del data center – possa avere o no effetti idrologici indiretti sul Rio Grande. Si tratta di una questione tecnica complessa, su cui le autorità locali e federali non hanno ancora fornito una risposta definitiva.
Una cosa è certa: il Rio Grande sta soffrendo, e anche molto, ma la causa principale è, secondo le autorità, la siccità e non i server di Zuckerberg. Il dibattito sull'impatto dei grandi data center nelle regioni idricamente fragili del pianeta rimane comunque aperto e assolutamente necessario.