
Prendiamo una bottiglia di acqua frizzante e guardiamola da sotto. Vedremo cinque "petali" che sporgono verso il basso, che invece mancano nei fondi delle bottiglie di acqua naturale. Potrebbe sembrare una scelta puramente estetica, ma in realtà è il risultato di precise esigenze di ingegneria. Come mostrano diversi studi scientifici, tra cui una review di Hanley e colleghi del 2006 pubblicata sulla rivista Journal of Applied Polymer Science, questa geometria serve principalmente a distribuire meglio gli sforzi meccanici generati dalla pressione interna delle bevande gassate, rendendo la bottiglia più stabile e resistente senza aumentare la quantità di plastica utilizzata. Ha anche un nome preciso: base petaloide (dall'inglese petaloid base, perché ricorda i petali di un fiore). Non è quindi un dettaglio di design, ma una soluzione sviluppata per evitare deformazioni, crepe e cedimenti del fondo, mantenendo al tempo stesso la bottiglia in equilibrio quando viene appoggiata su una superficie.
La pressione interna per l’acqua frizzante e gassata
Le bevande gassate contengono anidride carbonica (CO2) disciolta che, all'interno di un contenitore chiuso, genera una pressione interna decisamente considerevole. I valori dipendono dal tipo di bibita e della temperatura esterna, ma per avere un'idea, uno studio sperimentale del 2008 pubblicato sul Journal of Chemical Education ha misurato livelli di pressioni interne fino a 4 bar a una temperatura di 20 °C. Anche se si tratta di uno studio effettuato sulle lattine e non nello specifico su bottiglie di plastica, è un dato che non si può ignorare: arriviamo fino a quadruplo della pressione atmosferica alla quale siamo abituati ogni giorno!
Il punto più vulnerabile della bottiglia è proprio il fondo: è la zona più lontana dal tappo, quella che tocca il piano d'appoggio e quella in cui il materiale tende a essere più sottile. Se fosse completamente piatto, concentrerebbe gli sforzi in pochi punti e potrebbe deformarsi facilmente verso l'esterno, rendendo la bottiglia instabile o, nei casi peggiori, favorendo la formazione di crepe. La forma petaloide aggira il problema trasformando quella spinta verso il basso in una serie di archi curvi.
Come una volta a tutto sesto in architettura, ogni "petalo" converte la forza di compressione in tensioni che viaggiano lungo le pareti curve verso i piedi di appoggio. Il carico non si concentra in un punto: viene smistato ed è proprio questa la chiave. Secondo uno studio del 2009 pubblicato sul Journal of Applied Polymer Science, il punto di massimo stress non si trova sulle punte dei "piedi", ma nelle valli tra un petalo e l'altro, un punto debole dove però possono comparire le prime microfessure, facendo "fallire" la struttura petaloide, soprattutto alle alte temperature.
Un ulteriore studio della stessa rivista scientifica ha dimostrato che la geometria del fondo influenza direttamente la distribuzione delle tensioni meccaniche e che, modificando forma e dimensioni dei "petali", cambia anche la resistenza della bottiglia alla pressione interna. In sostanza, non solo la forma particolare, ma la stessa disposizione dei "piedini" permette di distribuire meglio gli sforzi e ridurre il rischio di rottura.
Perché proprio cinque petali?
E il numero di petali? Perché cinque e non tre, quattro o sette? La letteratura scientifica non identifica il numero cinque come un optimum universale. I brevetti che hanno contribuito allo sviluppo del fondo petaloid indicano che una bottiglia può avere almeno tre appoggi, ma che la configurazione preferita è generalmente quella a cinque petali, distribuiti in modo simmetrico attorno al fondo. Secondo queste soluzioni progettuali, un numero dispari di appoggi migliora la stabilità del contenitore, mentre cinque rappresenta un buon compromesso tra resistenza meccanica, stabilità e quantità di materiale impiegata. In realtà, esistono comunque anche fondi con sette petali, anche se rari, utilizzati in applicazioni specifiche, a dimostrazione che non esiste un numero "perfetto" valido per tutte le bottiglie.

Attenzione, però: tutto questo ha senso solo con le bevande gassate. Le bottiglie d'acqua naturale, i succhi di frutta o le bottiglie di latte hanno spesso il fondo piatto con una semplice cupola centrale, proprio perché non devono resistere a pressioni interne rilevanti. In poche parole, la forma ottimale del fondo dipende completamente dal contenuto: è la pressione la variabile che determina tutto il resto.