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Streghe di Salem, la storia vera della psicosi collettiva che sconvolse l’America nel 1692

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A cura di Erminio Fonzo
Storico
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Credit: Joseph E., ca. 1837-1914, artist., Public domain, via Wikimedia Commons
La caccia alle streghe di Salem suscita ancora oggi un fascino sinistro, diventando uno degli episodi più tragici e leggendari terminati con la condanna a morte per impiccagione di 19 persone innocenti accusate di stregoneria.

La caccia alle streghe di Salem è l’insieme di processi e condanne avvenuti nel 1692 nell’allora colonia britannica del Massachussetts. La “caccia” ebbe inizio a causa dei comportamenti inusuali di due bambine, attribuiti dai medici del tempo a possessione diabolica. La psicosi collettiva si diffuse rapidamente e nel volgere di pochi mesi quasi 150 persone furono imprigionate. Diciannove di loro, delle quali quattordici donne e cinque uomini, furono giustiziate dopo processi farsa, nei quali persino le visioni oniriche dei testimoni erano considerate prove attendibili. La caccia alle streghe di Salem terminò alla fine del 1693 per decisione del governatore del Massachussetts, ma è ricordata ancora oggi in tutto il mondo.

La caccia alle streghe tra XV e XVIII secolo: le accuse

Nell’età moderna, all’incirca tra il 1450 e il 1750, decine di migliaia di persone furono accusate di praticare la stregoneria, cioè di usare pratiche magiche, in combutta il diavolo o altri esseri maligni, per recare danno alle persone e alle comunità. Le imputate erano soprattutto, ma non esclusivamente, contro le donne.

Il processo alla strega, opera di W. Powell Frith (1848) (Wikimedia Commons)
Il processo alla strega, opera di W. Powell Frith (1848); via Wikimedia Commons

Le accuse, naturalmente, non avevano alcun fondamento ed erano provocate da timori irrazionali e isteria, ma, ciò nonostante, nei secoli dell’età moderna decine di migliaia di persone furono processate presso tribunali ecclesiastici o corti laiche. Una parte dei processi terminò con la condanna a morte degli accusati (eseguita soprattutto per impiccagione e meno spesso con il rogo, a differenza di quello che in genere si crede). La caccia ebbe luogo in tutto il mondo cristiano, sia pure con intensità diversa a seconda dei luoghi, e provocò all’incirca 50.000 vittime. Uno degli episodi più noti avvenne nella località di Salem, in America del Nord, nel 1692.

Perché è successo: il villaggio di Salem, una colonia britannica

La psicosi per la stregoneria raggiunse Salem Village (oggi Danvers) nel 1662, ma successivamente interessò anche la vicina Salem Town, oggi semplicemente Salem.

Salem Village nel 1692 (Wikimedia Commons)
Salem Village nel 1692; via Wikimedia Commons

Va' ricordato che la colonizzazione britannica dell’America del Nord – cioè dei territori che sarebbero diventati gli Stati Uniti e il Canada – era iniziata da pochi decenni. Gli inglesi avevano fondato alcune colonie sulla costa orientale, come il Massachusetts, all’interno della quale si trovava Salem. I coloni erano in maggioranza puritani, cioè cristiani che vivevano la fede con forte coinvolgimento emotivo, rasentando talvolta il fanatismo.

In tutto il Nord America, alla fine del XVII secolo i coloni si trovavano in una situazione di insicurezza, perché dovevano fronteggiare i popoli indigeni, non ancora sconfitti. Il Massachusetts, inoltre, dal 1684 al 1692 restò privo di governatore, il che rendeva più accese le tensioni e spingeva gli abitanti a farsi giustizia da soli.

L’inizio della storia alla caccia alle streghe

La caccia alle streghe iniziò tra la fine del 1691 e il 1692, quando due bambine, Betty Parris, di nove anni e Abigail Williams, di undici, rispettivamente figlia e nipote del pastore Samuel Parris, cominciarono a mostrare comportamenti inusuali: restavano a lungo in silenzio, si nascondevano, strisciavano sul pavimento. Un medico, chiamato a esaminare le due giovani, affermò che i comportamenti erano dovuti a possessione diabolica e, poiché i cittadini ritenevano che la possessione fosse dovuta all’opera di streghe e stregoni, iniziò la “caccia”. La prima accusata fu la giovane Tituba, una schiava di origine caraibica di proprietà del pastore Parris. Il colore della pelle e la condizione sociale facevano sì Tituba fosse un bersaglio facile, per cui fu incarcerata e sottoposta a tortura. La “caccia”, però, non si fermò a lei. Alcune giovani donne accusarono di stregoneria altre persone. Le carceri iniziarono a riempirsi. L’11 aprile la sede dei processi fu spostata da Salem Village a Salem Town, perché l’isteria stava montando e le persone accusate erano sempre più numerose.

Deposizione in tribunale di Abigail Williams (Wikimedia Commons)
Deposizione in tribunale di Abigail Williams; via Wikimedia Commons

I processi e le condanne che seguirono

Nei primi mesi della “caccia” non si svolsero processi, perché il Massachussetts era privo di governatore e la legge del tempo impediva che potessero essere celebrati se non per disposizione di un’autorità. Il nuovo governatore designato dalla Corona britannica, William Phips, prese possesso del suo ufficio alla fine di maggio e il 2 giugno si aprì il primo processo per stregoneria, conclusosi con la condanna a morte di Bridget Bishop, una sessantenne di Salem, giustiziata mediante impiccagione il giorno 10. I processi continuarono nelle settimane successive. Il tribunale emetteva le sentenze appoggiandosi a prove irrazionali e senza alcuna garanzia per gli imputati. Tra le prove, erano ammesse non solo le confessioni sotto tortura (che, come sappiamo, non hanno alcun valore), ma persino sogni e presunte visioni dei testimoni.

La psicosi, del resto, aveva contagiato l’intera comunità: gli abitanti vedevano streghe e stregoni ovunque. Entro il mese di settembre 1692, furono processate 144 persone, in maggioranza donne. La corte emanò numerose condanne a morte, ma alcune furono commutate in pene detentive o non eseguite. Le persone giustiziate furono complessivamente 19, delle quali 14 donne e 5 uomini. Altri imputati morirono mentre erano in carcere, a causa delle pessime condizioni della detenzione. Le accuse di stregoneria raggiunsero anche persone molto in vista, tra le quali Lady Phips, la moglie del governatore, che però non fu sottoposta a processo.

 La fine della tragedia e il mito fino a oggi

Nonostante l’isteria avesse contagiato l’intera comunità di Salem, i criteri con i quali si svolgevano i processi suscitavano anche molte critiche. Tra coloro che contestavano l’operato della corte figuravano anche autorevoli personaggi, tra i quali il pastore Increase Mather.

Ritratto di Increase Mather di Joan van der Spriet (Wikimedia Commons)
Ritratto di Increase Mather di Joan van der Spriet; via Wikimedia Commons

In novembre il governatore Phips, risentito anche perché le accuse avevano coinvolto la moglie, decise di mettere fine ai processi e nominò una corte speciale per giudicare i casi ancora pendenti. Gli imputati furono tutti assolti (o condannati e poi graziati). Uscì dal carcere, dopo tredici mesi di detenzione, anche Tituba, la prima vittima dell’isteria collettiva. La caccia alle streghe di Salem era finita.

Le streghe di Salem fanno parte dell’immaginario collettivo della popolazione statunitense e sono note in tutto il mondo. Film, libri, tragedie, fumetti e videogiochi ricordano la psicosi del 1692. Ricordiamo, tra le tante opere, la pièce teatrale di Arthur Miller Il crogiuolo, rappresentata per la prima volta nel 1953, e il più recente film horror Le streghe di Salem, uscito nel 2012.

Locandina del film
Locandina del film; via Wikimedia Commons

La città di Salem attira ogni anno visitatori interessati alla stregoneria. E c’è chi crede che ancora oggi gli spiriti delle vittime del 1692 si aggirino nel luogo e si manifestino mediante fenomeni paranormali. Le autorità del Massachusetts, però, hanno riabilitato ufficialmente le vittime e costruito un memoriale per omaggiare la loro memoria.

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