
Secondo l’ISTAT, in Italia i suicidi sono 10 volte più numerosi degli omicidi: nel 2023 se ne sono verificati ben 3.741 e ben il 77% ha riguardato uomini. Inoltre, a livello globale, i dati OMS identificano i suicidi come terza causa di morte tra i giovani di età compresa tra i 15 e i 29 anni. Il carcere risulta il luogo a maggior rischio: secondo l'Associazione Antigone, hanno perso in questo modo la vita ben 106 carcerati in poco meno di un anno e mezzo. Vediamo in questo articolo quali sono i dati a livello Italiano, Europeo e mondiale.
Quanti sono i suicidi in Italia e quali sono quelli più frequenti: i dati ISTAT
I dati ufficiali ISTAT più recenti (pubblicati a Maggio 2026) ci dicono che nel 2023 in Italia si sono verificati ben 3.741 suicidi, ovvero 6,9 ogni 100.000 abitanti. Per confronto, nel 2024 in Italia si sono verificati 327 omicidi, per cui i suicidi sono circa 10 volte più frequenti degli omicidi.
Tuttavia, anche se la sempre maggiore diffusione delle notizie online tende a amplificarne la dimensione, le serie storiche dell'Istat ci dicono che negli ultimi decenni c’è stato un forte calo rispetto agli anni ‘80 e ’90, con una stabilizzazione negli anni 2010–2020 ed un lieve aumento in alcune fasce dopo la pandemia, ma senza crescita strutturale netta.
Analizzando il periodo 2015-2023, si osservano tendenze diverse per classe di età, sebbene il tasso riferito a tutta la popolazione sia relativamente stabile:
• nei più giovani c'è stato un brusco aumento dei tassi nel 2021 e i livelli si sono poi mantenuti costanti fino al 2023.
• tra 50 e 79 anni c'è stata invece una tendenza alla diminuzione, seppur con alcuni picchi.
• tra gli ultraottantenni, dopo un periodo di lieve diminuzione tra il 2015 e il 2019, c’è stato un aumento a partire dal 2020, seguito da una diminuzione solo nel 2023.
La causa di morte più frequente è impiccagione o soffocamento (49% nel 2023), seguita dalle morti per precipitazione (20%) e per arma da fuoco o esplosivi (10%). Meno frequenti invece le morti per suicidio in seguito a avvelenamento (6%), scontro con veicolo o annegamento (entrambi al 3%), oggetti appuntiti (2%) e fuoco o oggetti molto caldi (1%).
Il quadro mondiale: oltre 700.000 morti ogni anno secondo l’OMS
A livello globale, la disponibilità e la qualità dei dati sul suicidio e sull'autolesionismo sono scarse. Solo circa 80 Stati membri dell'OMS dispongono di dati di buona qualità provenienti dai registri anagrafici, utilizzabili direttamente per stimare i tassi di suicidio.
Tuttavia, seppur parziali, le stime dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) raccontano che il suicidio causa globalmente la morte di oltre 720.000 persone ogni anno: in media 9,2 ogni 100 mila abitanti.
I dati OMS ci dicono anche che a livello globale:
- il suicidio è la terza causa di morte tra i giovani di età compresa tra i 15 e i 29 anni
- il 73% dei suicidi si verifica nei paesi a basso e medio reddito
- il legame tra suicidio e disturbi mentali (in particolare depressione e disturbi legati all'abuso di alcol) e precedenti tentativi di suicidio è ben documentato nei paesi ad alto reddito. Tuttavia, molti suicidi avvengono impulsivamente in momenti di crisi, con un crollo della capacità di gestire lo stress della vita, come problemi finanziari, conflitti relazionali o dolore e malattie croniche
- il trauma causato da conflitti, disastri, violenza, abusi, discriminazioni o perdite sono fortemente associati al comportamento suicidario.
Qual è il Paese con più suicidi nel mondo e in Europa?
Secondo le stime più recenti dell’OMS (relative al 2021), il paese con il alto tasso di suicidi per abitanti del mondo è il Lesotho (28,7 ogni 100.000 abitanti), un'enclave del Sudafrica, seguito dalla Repubblica di Corea (27,5) e Eswatini (27,2), uno Stato indipendente dell'Africa meridionale e una delle tre monarchie dell'Africa, insieme al Marocco e al Lesotho.
Le maggiori cause dei suicidi in Lesotho sono violenze sessuali, disoccupazione, dolore per la morte di persone care o l’abuso di droghe e alcol. Situazioni frequenti, aggravate dall’assenza delle istituzioni e dal forte stigma sociale.
In Europa invece, i dati Eurostat ci dicono che è la Slovenia a registrare il maggior numero di morti per suicidio (19,8 ogni 100.000 abitanti), seguita da Lituania (19,5) e Ungheria. L'Italia invece è tra i paesi con meno morti per suicidio ogni 100.000 abitanti, insieme a Grecia e Cipro.
Carceri, il punto più critico del sistema: il rapporto di Associazione Antigone
Se si osserva il suicidio in termini di “luoghi”, il carcere è uno degli ambienti più estremi. Nel 2025 il Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria ha registrato un totale di 254 decessi. Tra questi si contano ben 76 suicidi (30% di tutte le morti in carcere). Secondo il Report sui decessi in carcere relativo al 2025 pubblicato dal Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà, il numero è in diminuzione (erano 83 nel 2024).
Tuttavia, il 2024 è stato tristemente l'anno record per numero di suicidi in carcere, da quando il dato viene rilevato nelle statistiche ministeriali (oltre 30 anni). Inoltre, secondo i dati elaborati dall’Associazione Antigone, i numeri sono però ancora più alti; nel solo 2024 i suicidi nelle carceri italiane sono stati ben 8 in più. Infatti, l’analisi del Garante non include i decessi avvenuti in ospedale dopo che la persona aveva commesso il gesto in carcere e nemmeno i decessi avvenuti per asfissia da gas o per sciopero della fame, “in quanto difficile accertare se vi fosse o meno un intento suicidario". La stessa fonte ci dice poi che dall’inizio del 2026 si sono registrati altri 24 suicidi, per un totale di 106 persone in poco meno di un anno e mezzo.
Per contestualizzare l'evoluzione di questo fenomeno nel tempo, un dato essenziale da considerare è anche l'affollamento delle carceri: in Italia la presenza media di persone detenute è infatti passata da 53.758 unità nel 2021 a 62.841 nel 2025, registrando un incremento del 16,9% le carceri che presentano maggiore affollamento sono anche quelle con maggiore tasso di suicidio.
Il problema di genere: 4 suicidi su 5 sono uomini
In Italia circa il 78% delle vittime di suicidio nel 2023 sono stati uomini (11,6 ogni 100 mila uomini nel 2023). Questa differenza è stabile da decenni e si riscontra anche in quasi tutti i Paesi industrializzati.
Approfondendo i numeri, emerge però un paradosso statistico importante:
- le donne fanno più tentativi di suicidio degli uomini
- gli uomini hanno più esiti fatali delle donne
Dai dati ISTAT del 2023 emergono alcune differenze anche nel tipo di morte tra generi: le morti per impiccagione o soffocamento riguardano più della metà (58%) dei suicidi maschili, ma meno di un terzo (34%) di quelli femminili. Anche le morti per arma da fuoco sono più ricorrenti tra gli uomini (12%) rispetto che tra le donne (2%). Entrambi metodi ad alto tasso di letalità. Al contrario, le morti per precipitazione e avvelenamento sono più frequenti tra le donne (36% e 10% rispettivamente) rispetto che tra gli uomini (16% e 4%) ma presentano un tasso di mortalità più basso.