
Una forte scossa di terremoto di magnitudo 7.7 ha colpito Panama alle ore 12:56 (ora locale, le 19:56 in Italia) di oggi, venerdì 9 ottobre. Secondo quanto registrato dall'USGS, l’epicentro è stato localizzato nel sud del Paese centroamericano, a 12 km da Pitaloza Arriba. L’ipocentro, invece, è stato rilevato ad appena 12 km di profondità. Come spesso accade, le stime dell'INGV sono leggermente diverse: l'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia ha rilevato una magnitudo di 7.5, con la scossa localizzata a circa 10 km di profondità. Il dato ufficiale sarà confermato nelle prossime ore.
Il Servizio americano di allerta tsunami ha diramato un'allerta tsunami a seguito del sisma, segnalando onde potenzialmente pericolose lungo le coste di Costa Rica, Ecuador, Perù, Nicaragua, Guatemala, El Salvador e Messico. Le diverse agenzie nazionali hanno riferito di aver intensificato il monitoraggio per seguire l'evoluzione del fenomeno: al momento, comunque, non è stata disposta nessuna evacuazione.
Il sisma è stato avvertito distintamente dalla popolazione residente, con alcuni giornalisti sul luogo che hanno descritto «scene di panico» nella capitale, Città di Panama, situata a circa 196 km dall'epicentro. Il quotidiano locale La Prensa ha riferito che in tutto il Paese sono stati evacuati edifici, scuole e abitazioni, con le persone corse in strada subito dopo la prima scossa. L'istituto panamense ha infatti confermato di aver rilevato un secondo terremoto di magnitudo 6.0 alle 13:22 locali (le 20:22 in Italia).
Per il momento, non è chiaro il bilancio dei danni e degli eventuali feriti: il Sistema Nazionale di Protezione Civile panamense ha consigliato alla popolazione di tenersi lontana da finestre, oggetti che potrebbero cadere e strutture che presentavano rischi.
Per l'America Latina si tratta del terremoto di elevata intensità avvenuto nel giro di pochi mesi, dopo la doppietta sismica di magnitudo 7.2 e 7.5 che ha distrutto parte del Venezuela a giugno 2026, il sisma di magnitudo 7.4 che ha invece devastato la Colombia occidentale ad agosto 2026 e la scossa di magnitudo 7.2 in Perù, sempre ad agosto 2026.
Come anche evidenziato dall'INGV, questo non significa che la sismicità globale stia aumentando: il numero di terremoti a livello globale può infatti variare di anno in anno, ma non è stata evidenziata nessuna tendenza all'incremento o alla diminuzione.