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29 Giugno 2026
9:07

Morti per caldo, l’Italia è il Paese europeo più a rischio: il 94% delle regioni peggiora ogni anno

Secondo l'OMS in una settimana in Europa ci sono state almeno 1300 morti legate al caldo. Una mappa dell'Agenzia europea dell'ambiente mostra il trend 2000-2020: la mortalità legata al caldo cresce nel 94% delle 990 regioni analizzate. L'Italia è il Paese con più morti da caldo in assoluto in Europa: in media oltre 3.000 ogni anno, davanti a Germania e Spagna. La Bulgaria, invece, è in lieve miglioramento.

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Morti per caldo, l’Italia è il Paese europeo più a rischio: il 94% delle regioni peggiora ogni anno
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In Europa si muore sempre più spesso a causa del caldo, e la tendenza riguarda ormai quasi tutto il continente: sono state 1.300 le morti legate al caldo in una settimana secondo i calcoli dell'OMS, di cui 1.000 solo in Francia. Ma guardando periodo 2000-2020 ad avere il primato assoluto è l'Italia: in media oltre 3.000 ogni anno, davanti a Germania e Spagna. Una mappa pubblicata dall'Agenzia europea dell'ambiente (EEA) per la prima volta misura non quanto si muore di caldo in Europa, ma in quale direzione sta andando il fenomeno, regione per regione. Il risultato è netto: nel 94% delle aree analizzate la mortalità legata al caldo è in aumento, e solo in una minoranza di territori il trend è in calo. Una crescita diffusa che racconta un rischio ormai strutturale, non più legato alla singola estate eccezionale.

La nuova mappa europea sulla mortalità da caldo e cosa rivela davvero

La mappa, diffusa nell'estate 2025 in collaborazione con il Barcelona Institute for Global Health (ISGlobal), si distingue da quelle a cui siamo abituati per un dettaglio decisivo. Le rappresentazioni più comuni mostrano il livello di mortalità: dove, in media, il caldo provoca più decessi. Questa mappa misura invece il trend, cioè di quanto la mortalità da caldo sta aumentando o diminuendo nel tempo in ciascuna regione, lungo il periodo 2000-2020.

Una mappa del livello di mortalità dice dove il problema è già grave; una mappa del trend dice dove sta accelerando. E l'accelerazione, secondo i dati dell'EEA – costruiti a partire dalle statistiche di mortalità di Eurostat e dalle curve di rischio elaborate dalla letteratura su The Lancet – riguarda la quasi totalità del continente. Il colore rosso, quello dell'aumento, domina la mappa dall'Atlantico fino all'Europa orientale.

Dove la mortalità da caldo cresce di più in Europa: la Spagna in testa

Se l'aumento è generalizzato, non è però uniforme. A trainare la crescita è l'Europa sud-occidentale, con la Spagna come Paese messo peggio: la penisola iberica concentra le regioni dove la mortalità da caldo sta salendo più rapidamente, seguita da Portogallo e da una fascia che attraversa il cuore continentale, dalla Germania al Belgio fino all'Italia.

In mezzo a questo quadro spicca un'eccezione che vale la pena raccontare: la Bulgaria è l'unico Paese con un trend medio in calo, insieme a poche aree di Grecia e Romania. Un'anomalia che non va letta come una buona notizia in senso assoluto, ma come il segnale di dinamiche locali diverse – probabilmente legate a fattori di adattamento e a cambiamenti nella struttura demografica della popolazione. È un promemoria utile: dietro questi numeri non c'è solo il termometro, ma il modo in cui ogni società convive con il caldo.

L’Italia è il Paese con più morti, oltre 3.000 ogni anno

Dal trend di lungo periodo ai numeri assoluti il passo è breve, e per l'Italia è poco rassicurante. Secondo lo studio di riferimento sul carico di mortalità da caldo in 854 città europee, pubblicato su The Lancet Planetary Health e poi corretto dagli stessi autori, l'Italia è il Paese con più morti da caldo in assoluto in Europa: in media oltre 3.000 ogni anno, davanti a Germania e Spagna.

Il primato italiano nei numeri assoluti convive però con un dato che ribalta l'intuizione. Se si guarda al tasso di mortalità rapportato alla popolazione – il confronto più equo – i valori più alti non si registrano nei grandi Paesi del Mediterraneo, ma in Croazia, seguita da realtà più piccole come Malta e Slovenia e, più in generale, dai Balcani e dall'Europa orientale. Un segnale che il caldo non colpisce in proporzione alla temperatura, ma alla vulnerabilità di chi lo subisce.

Perché si muore di più (e non dipende solo dalla temperatura)

È qui il punto più importante. Il numero di morti da caldo non dipende soltanto da quanto salgono le temperature, ma dalla fragilità del territorio che la affronta. A pesare sono soprattutto l'età della popolazione – gli anziani sono di gran lunga le vittime più frequenti – insieme alle isole di calore urbane, all'accesso ai servizi sanitari, alla presenza di verde e acqua nelle città e alle disuguaglianze socioeconomiche. Sono questi fattori, più della latitudine, a spiegare perché regioni con climi simili possano avere bilanci molto diversi.

Su questo terreno è utile una precisazione di metodo, perché tocca direttamente l'affidabilità dei dati che circolano. Uno degli studi di riferimento sul tema, pubblicato su The Lancet Planetary Health nel 2023 e spesso ripreso nelle infografiche più diffuse, è stato successivamente corretto al ribasso dai suoi stessi autori, dopo l'individuazione di un errore nel codice di calcolo. Le stime corrette restano elevate e i pattern geografici non cambiano, ma il caso ricorda quanto sia importante distinguere tra le diverse fonti e maneggiare con cautela i numeri assoluti.

L'adattamento salva vite, ma non basterà

C'è però una notizia che lascia spazio all'azione. Le politiche di adattamento messe in campo dopo le ondate di calore degli ultimi vent'anni hanno già un effetto misurabile: secondo le analisi su Nature Medicine, senza le misure adottate dall'inizio del secolo il bilancio delle estati recenti sarebbe stato circa l'80% più alto, con un divario ancora maggiore tra i più anziani. Piani di allerta, monitoraggio sanitario e interventi sulle città funzionano, e salvano vite.

La direzione di fondo, però, resta segnata. Le proiezioni indicano che la mortalità complessiva legata alla temperatura è destinata a crescere, perché l'aumento delle morti da caldo supererà la riduzione di quelle da freddo, anche negli scenari di forte adattamento. La mappa dell'EEA, in questo senso, va letta come un avviso: il problema sta accelerando, e la partita dei prossimi decenni si gioca sulla capacità di proteggere chi è più fragile, soprattutto nelle città.

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