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10 Marzo 2022
19:00

Fukushima 15 anni dopo, la ricostruzione del disastro nucleare causato dal più grande terremoto in Giappone

Un violento terremoto di magnitudo 9 e il successivo tsunami causarono il disastro della centrale nucleare di Fukushima Dai-ichi l'11 marzo 2011. Nel giorno dell'anniversario ricostruiamo la dinamica e le cause dell'incidente.

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Fukushima 15 anni dopo, la ricostruzione del disastro nucleare causato dal più grande terremoto in Giappone
fukushima

Alle 14:46 dell'11 marzo 2011 ebbe luogo in Giappone uno tra i disastri nucleari più conosciuti: parliamo dell'incidente alla centrale nucleare di Fukushima Dai-ichi. L'evento fu causato da un terremoto di magnitudo 9 (il più violento mai registrato nella storia del Paese) e dal successivo tsunami, le cui onde raggiunsero i 13 metri nell'area della centrale. Si tratta quindi di un incidente molto diverso rispetto a quello di Chernobyl, causato invece da un errore umano. Ma cosa cambia tra questi due incidenti? E si poteva evitare questo disastro?

Cosa ha causato il disastro della centrale nucleare di Fukushima?

L'11 marzo 2011 un terremoto di magnitudo 9 colpì la prefettura di Miyagi, in Giappone. Si trattò di un evento di straordinaria intensità: nel Paese non era mai stato registrato un terremoto dalla magnitudo così alta. Il Giappone, però, è un Paese che svolge molta prevenzione sismica e infatti, come da manuale, non appena la centrale registrò il sisma spense automaticamente i tre reattori attivi in quel momento. La reazione di fissione si interruppe e il sistema di raffreddamento di emergenza si attivò per abbassare la temperatura. Il problema è che poco dopo la scossa lo stabilimento fu raggiunto da un maremoto con onde altre fino a 13 metri: nonostante la centrale fosse dotata di una barriera anti-tsunami alta circa 5 metri, le onde furono così alte da riuscire a superarla senza problemi, entrando nella centrale.

onde fukushima

A quel punto, si allagarono i locali con i generatori di emergenza che alimentavano il sistema di raffreddamento dei reattori. Il calore causò il surriscaldamento e la fusione del combustibile, portando a fusione totale (o parziale) il nocciolo di tre dei sei reattori della centrale. In più, in un quarto reattore un’esplosione di idrogeno causò una fuga di vapori radioattivi dalla piscina di raffreddamento del combustibile esausto.

Questa sequenza di eventi causò un rilascio di iodio, cesio e cobalto radioattivi. Inoltre, la fusione e le esplosioni causarono la fuoriuscita di molta acqua usata per raffreddare i reattori: l’acqua radioattiva raggiunse l’esterno della centrale e la falda acquifera, contaminando l’area intorno allo stabilimento. Questo è il motivo per cui l’incidente è stato catalogato a livello sette sulla scala internazionale degli eventi nucleari (chiamata scala Ines), cioè il massimo possibile.

Il disastro di Fukushima si poteva evitare?

Ma il disastro di Fukushima si poteva evitare? Difficile rispondere a questa domanda: la centrale di Fukushima Dai-ichi era progettata per resistere a forti sismi – e così ha fatto. Era preparata anche per affrontare maremoti, e infatti erano presenti barriere protettive di cemento alte circa 5 metri attorno a tutto il perimetro. Il problema è che le onde erano alte anche 13 metri, quindi furono tranquillamente in grado di superare questa barriera.

3d centrale fukushima

Ma allora, perché i giapponesi non hanno costruito una centrale capace di resistere anche a eventi così estremi? Da un punto di vista ingegneristico, si tratta di una sfida estremamente complicata ed estremamente costosa, considerando anche il fatto che il Giappone non aveva mai dovuto affrontare un sisma così violento.

Ad ogni modo, il tribunale di Tokyo (anche a causa dell’opinione pubblica internazionale) ha deciso che la Tepco, cioè l’azienda che gestisce la centrale, avrebbe dovuto prevedere una catastrofe naturale di questa portata e costruire barriere più grandi. Il 7 marzo 2022 la Corte Suprema Giapponese stabilì inoltre l'obbligo per l'azienda di risarcire altre 3700 persone oltre alle 321 già compensate, per un totale di 1,4 miliardi di Yen, cioè circa 12 milioni di dollari.

Il rilascio dell'acqua di Fukushima

Negli ultimi anni si è a lungo dibattuto in merito alla cosiddetta "acqua di Fukushima": per raffreddare i noccioli fusi dopo l'incidente è stata prelevata dell’acqua marina. Dopo essere stata utilizzata, questa è stata raccolta, trattata per ripulirla dalla maggior parte dei radionuclidi e poi diluita per permettere di raggiungere dei livelli considerati sicuri per l’acqua potabile. Il Governo giapponese ha iniziato lo sversamento di quest’acqua nell'Oceano Pacifico nell'agosto del 2023. Si tratta comunque di una procedura sicura e approvata dalla IAEA (International Atomic Energy Agency), dal momento che l’acqua “radioattiva” è stata diluita a tal punto da avere una radioattività addirittura inferiore rispetto a quella già naturalmente presente nell’Oceano.

Sono un geologo appassionato di scrittura e, in particolare, mi piace raccontare il funzionamento delle cose e tutte quelle storie assurde (ma vere) che accadono nel mondo ogni giorno. Credo che uno degli elementi chiave per creare un buon contenuto sia mescolare scienza e cultura “pop”: proprio per questo motivo amo guardare film, andare ai concerti e collezionare dischi in vinile.
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