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20 Febbraio 2023
7:30

Acropoli di Atene: la costruzione e l’architettura, tra mito e storia

Quando si pensa alla Grecia, quasi automaticamente l’immagine che viene in mente è quella dell’acropoli di Atene. Con i suoi monumenti, tra cui il Partenone, è uno dei simboli più importanti della classicità. Vediamo come e quando è stata costruita.

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Acropoli di Atene: la costruzione e l’architettura, tra mito e storia
acropoli di atene

L’altura rocciosa che domina la città di Atene, in Grecia, ospita alcuni dei monumenti più importanti della classicità, tra cui il Partenone: è la cosiddetta “acropoli”, un termine che significa “città alta”, oggi visitabile e visitata da turisti di tutto il mondo. L’acropoli di Atene, patrimonio dell'umanità patrocinato dall'UNESCO dal 1987, è stata per secoli il cuore religioso della famosa città greca, sede dei templi dedicati alle divinità principali del pantheon ateniese e non distante dall'agorà, la piazza pubblica principale del centro abitato. Non solo: rappresentò i valori etici, religiosi, politici, filosofici ed estetici della polis (la città-stato greca). Ma quando furono costruiti gli edifici sull’acropoli di Atene? Chi li progettò? E cosa li contraddistingue e rende speciali ancora oggi?

Il mito di fondazione di Atene e la storia della prima acropoli

Il mito di fondazione di Atene racconta di una contesa tra gli dei greci Atena e Poseidone per il dominio sull’Attica (la regione in cui Atene sorge). Sarebbero stati gli abitanti della città a porre fine alla controversia: messi di fronte ai doni offerti dalle due divinità, scelsero l'ulivo di Atena al posto del cavallo di Poseidone. La dea a quel punto apparve al re Cecrope sulla cima dell’altura che sarebbe poi diventata l’acropoli di Atene.

acropoli di atene costruzione

A questo mito di fondazione si fa risalire la nascita della polis ateniese nel VII secolo a.C. e la costruzione dei templi dell’Acropoli. Le evidenze archeologiche, tuttavia, testimoniano un’occupazione dell’Acropoli già nel Neolitico. Quindi, nella tarda Età del Bronzo (1700-1100 a.C.) i Micenei vi costruirono una cittadella fortificata. Insomma, è evidente come questo sito sia stato scelto fin dall'antichità per la sua posizione elevata, naturalmente difendibile. In seguito, con la crescita della popolazione e l’espansione del centro urbano nella parte bassa, l’Acropoli assunse una funzione prettamente religiosa.

Il primo ad avviare una serie di lavori per dare all’acropoli di Atene un assetto monumentale fu il tiranno Pisistrato (600-528/527 a.C.), al quale si deve anche l’istituzione delle Panatenee, delle feste e dei giochi in onore di Atena che venivano celebrati ogni quattro anni per nove giorni a partire dal 28 luglio, giorno della presunta nascita della dea. A questo periodo risale la costruzione di una serie di edifici, che furono però saccheggiati e incendiati dai Persiani nel 480 a.C.

mappa acropoli atene
Mappa dell’acropoli di Atene negli anni ’30 del ’900 (credit: Touring Club Italiano)

L'architettura dell'acropoli di Atene oggi: il progetto di Pericle

Dopo il traumatico saccheggio dei Persiani i templi furono ricostruiti a partire dal 449 a.C., quando Pericle avviò un ambizioso programma edilizio che trasformò completamente l’Acropoli. Il tempio principale era il Partenone, dedicato ad Atena Parthenos (“la vergine”). Al tempio si accedeva attraverso un monumentale ingresso, i Propilei, un’elegante struttura colonnata, con due ali porticate poste ai lati di una ripida scalinata.

acropoli di atene propilei partenone

Su uno sperone roccioso accanto ai Propilei fu costruito il Tempio di Atena Nike. Al volgere del secolo fu infine aggiunto l’Eretteo, situato a nord del Partenone e dedicato ad Atena e Poseidone in memoria del mito di fondazione. Accanto al tempio sorge un ulivo, da sempre considerato la pianta del mito. Simbolo indiscusso di questo tempio sono le Cariatidi, sei sculture di figure femminili collocate a sostituzione delle colonne per il sostegno della loggia. Il risultato finale è un progetto di perfezione architettonica in cui sono state tradotte sulla pietra le teorie aritmetiche, geometriche e filosofiche dei grandi pensatori della Grecia classica, tra cui Pitagora e Platone.

eretteo acropoli atena tempio

Lo splendore dell’acropoli di Atene: il Partenone

L’aspetto attuale dell’acropoli di Atene è quello del programma edilizio del V secolo a.C., epoca d’oro della classicità. L’edificio più famoso è il Partenone, la cui progettazione e realizzazione fu affidata da Pericle agli architetti Ictino e Callicrate. Il tempio è stato realizzato usando marmo bianco dalle cave del Monte Pentelico, a circa 15 km di distanza dell’Acropoli. I numeri del Partenone sono impressionanti: misura 70 m di lunghezza, 30 m di larghezza, è sorretto da 50 colonne con capitelli in stile dorico e per la sua costruzione furono utilizzate 200.000 tonnellate di marmo.

Oltre che essere un capolavoro di architettura, il Partenone è una vetrina di opere d’arte, essendo stato impreziosito da centinaia di sculture e rilievi realizzati tra il 440 e il 432 a.C. da Fidia – forse il più grande scultore dell’antichità – e dagli artisti della sua scuola. Le decorazioni marmoree comprendevano 92 pannelli marmorei posti sulle colonne, chiamati metope, che raffiguravano scene di battaglie combattute dai Greci.

partenone ricostruzione antica

I due frontoni erano poi decorati con ricchi complessi di statue. Sul frontone orientale era raffigurato il mito della nascita di Atena, con al centro la dea che veniva partorita dalla testa di Zeus e ai lati le immagini degli dei testimoni dell’evento. Sul frontone occidentale era raffigurato il mito della contesa tra Atena e Poseidone per il controllo dell’Attica.

La cella era decorata da un fregio raffigurante la lunga e solenne processione dei cittadini ateniesi durante le feste panatenaiche. Qui, nel luogo più sacro del tempio, si trovava anche il simulacro della dea, la grande statua in oro e avorio raffigurante Atena guerriera. La statua colossale, alta quasi 13 m, fu probabilmente il più grande capolavoro di Fidia, purtroppo andato perduto. Tutte le decorazioni del Partenone erano arricchite da vivaci colori e l’immagine che ne risultava doveva essere ancora più spettacolare di quello che vediamo oggi.

partenone dettaglio

Il Partenone nel corso dei secoli

Una volta venuto meno il ruolo centrale delle poleis greche nello scacchiere geopolitico del Mediterraneo, il Partenone e in generale l’acropoli di Atene conservarono comunque un ruolo importante da un punto di vista religioso e come simbolo dei valori di perfezione e bellezza del mondo classico. Nella epoca ellenistica e in quella romana gli edifici dell’Acropoli furono restaurati e furono aggiunti nuovi monumenti in onore di re stranieri. In Particolare i Romani vedevano nell’acropoli di Atene un museo a cielo aperto, massima espressione dei valori del mondo greco quali la democrazia, la filosofia e l’estetica.

Nelle epoche bizantina e ottomana il Partenone fu convertito prima in chiesa e poi in moschea: ciò ha consentito a questo e agli altri edifici dell’Acropoli di sopravvivere quasi indenni allo scorrere del tempo. Nel 1687 il Partenone fu danneggiato seriamente durante l’assedio che i veneziani imposero alla città occupata dai turchi. Per colpire il deposito di munizioni alloggiato al suo interno, i veneziani lanciarono una bomba incendiaria che esplodendo ne distrusse la parte meridionale.

partenone danneggiamento

L'asportazione dei marmi: i veneziani e i marmi Elgin

I veneziani furono i primi ad asportare alcune sculture che sono poi finite sparse tra le collezioni museali più importanti d’Europa. Decisamente più celebre fu la rimozione dei marmi dei due frontoni ad opera dell’inglese Thomas Bruce, conte di Elgin, ambasciatore britannico presso l’Impero Ottomano.

Nel 1802 iniziò la rimozione delle statue, che furono spedite in Inghilterra nell’anno successivo. In totale furono rimossi 56 rilievi del fregio, 39 metope e 17 statue dei frontoni. Nonostante le numerose critiche di intellettuali e studiosi dell’epoca e l’istituzione di una commissione d’inchiesta parlamentare per indagare sull’operato del conte, i marmi rimasero in Inghilterra nella collezione privata di Elgin.

Nel 1816 il British Museum acquistò le opere per 35.000 sterline (attuali 2,3 milioni di euro) e la prima esposizione al pubblico avvenne nel 1832. I marmi del Partenone, da allora noti come “marmi Elgin”, furono trasferiti nel 1939 in una sala appositamente costruita, la Duvean Gallery, dove è possibile ammirarli ancora oggi. Le sculture che i visitatori ammirano nel Museo Archeologico di Atene sono delle copie appositamente realizzate per colmare l’assenza degli originali.

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