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23 Luglio 2026
6:00

Incendi in Sicilia, decine di roghi e centinaia di evacuati da Palermo a Catania: le zone più colpite

Da alcuni giorni decine di roghi attraversano la Sicilia, da Catania fino ad Agrigento e Palermo. Centinaia di evacuati e di danni ad aziende e coltivazioni, oltre a tratti dell'A19 chiusi. I dati EFFIS certificano un 2026 complesso per gli incendi, con 36.600 ettari bruciati in Italia da inizio anno, di cui quasi 19.000 solo nell'ultima settimana.

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Incendi in Sicilia, decine di roghi e centinaia di evacuati da Palermo a Catania: le zone più colpite
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Immagine creata con AI a scopo illustrativo

La Sicilia è nella morsa del fuoco. Sono giorni che la regione è interessata da decine di incendi in diverse province, con oltre 100 interventi in un solo giorno, nella giornata di martedì, tra Vigili del fuoco, Protezione civile e Corpo forestale. Una condizione alimentata da temperature sempre più critiche e forti raffiche di vento, e che ha portato danni a coltivazioni, aziende, case e la conseguente chiusura temporanea di alcuni tratti dell’autostrada A19, con allerta rossa diramata in tutte le province.

Intanto i dati del sistema Copernicus EFFIS confermano che il 2026 è un anno particolarmente complicato per quanto riguarda gli incendi in Italia. Al 22 luglio la superficie bruciata da inizio anno ha raggiunto i 36.600 ettari, quasi 19.000 dei quali soltanto nell'ultima settimana, ben oltre la media storica 2006–2025 di 20.329 ettari.

La situazione in Sicilia e le zone più colpite

Le province di Palermo e Agrigento restano le più colpite, con diversi fronti di fuoco non ancora sotto controllo. Nell'Agrigentino le fiamme sono entrate a Santo Stefano Quisquina, paese dell'entroterra a circa 60 km dal capoluogo, dove un centinaio di residenti hanno dovuto lasciare le proprie abitazioni.

mappa incendi boschivi sicilia
Google Maps segnala i luoghi colpiti da incendi boschivi nelle ultime ore. Credit: Google Maps

Scenario simile a Castronovo di Sicilia, nel Palermitano: oltre 36 ore di fiamme, più di 90 ettari di vegetazione bruciati, e il fuoco arrivato a ridosso delle abitazioni, facendo scattare l'allontanamento di decine di persone. A Cammarata, nell’Agrigentino, le fiamme hanno devastato circa 250 ettari di terreno demaniale e macchia mediterranea, tra le contrade Piano d'Amata, Serre, Saraceno, Salaci e Rossino, costringendo circa 200 persone a lasciare precauzionalmente le proprie abitazioni.

Nel Palermitano sono andati a fuoco anche un parco eolico nella zona di Caccamo e un'abitazione a Campofelice di Fitalia, e diversi interventi sono stati fatti nel Catanese, dove in contrada Passo Cavaliere un incendio ha distrutto un capannone, e soprattutto nei comuni di Mascalucia, Belpasso, Zafferana Etnea, Adrano, Caltagirone e Mascali, mentre diverse zone di Palermo sono rimaste per ore senza energia elettrica. Nell'entroterra, nell'Ennese, alcuni roghi sono attivi ormai da giorni. Contro le fiamme sono schierati vigili del fuoco, corpo forestale e protezione civile, con Canadair, elicotteri e autobotti.

Cosa dicono i dati EFFIS

I numeri citati in apertura arrivano dal Burnt Areas database di EFFIS, il sistema satellitare europeo di monitoraggio degli incendi del programma Copernicus, e raccontano una drastica accelerazione, considerato che dei 36.600 ettari bruciati dal 1° gennaio al 22 luglio, ben 18.958 sono andati in fumo negli ultimi sette giorni, con 68 incendi rilevati in una sola settimana, in crescita rispetto alla precedente.

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Il grafico riporta gli ettari finora bruciati in Italia nel 2026 (linea rossa) e la media 2006–2025. Credit: Copernicus EFFIS

Anche il numero complessivo dei roghi era già anomalo prima di questa ondata, 112 incendi boschivi all'8 luglio contro una media storica di 65.

Secondo l'ultimo rapporto ISPRA, la Sicilia è la regione italiana più colpita dagli incendi boschivi per il quarto anno consecutivo, con oltre 500 km² bruciati nel solo 2025: il 52% della superficie complessiva percorsa da incendi in Italia nel 2025 e il 32% della superficie forestale è infatti situato nel territorio siculo (rispettivamente con 506,68 km2 e 39,67 km2).

Il quadro è quello di una stagione che entra ora nel suo periodo più critico, visto che storicamente il picco degli incendi in Italia cade tra luglio e agosto. Per la Sicilia, alla quarta estate consecutiva da regione più bruciata d'Italia, la vera partita si gioca prima dell’innesco, tra prevenzione, manutenzione del territorio e gestione delle aree abbandonate.

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