29 Gennaio 2024
17:20

Amelia Earhart, l’aviatrice scomparsa nel 1937: è suo l’aereo trovato sul fondale del Pacifico?

Nel 1937 la pilota si era messa in volo con un obiettivo: fare il giro del mondo. Dopo aver sorpassato i cieli della Papua Nuova Guinea scomparve dai radar, e della sua sorte non si seppe più nulla, ma una nuova scoperta potrebbe raccontare quanto è accaduto.

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Amelia Earhart, l’aviatrice scomparsa nel 1937: è suo l’aereo trovato sul fondale del Pacifico?
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A sinistra: la famosa aviatrice statunitense Amelia Earhart scomparsa nel 1937. A destra: le immagini sonar che indicano il ritrovamento di un velivolo a poche miglia dalle coste dell’isola Howland, dov’era diretta Earhart prima di far perdere le sue tracce

Sono passati quasi 87 anni da quel 2 luglio 1937, quando Amelia Earhart, la più famosa aviatrice della storia, scomparì a bordo del suo Lockheed 10-E Electra sorvolando le acque del Pacifico. Per quanto sia stato cercato, il velivolo non è mai stato trovato, o almeno, fino ad oggi: la Deep Sea Vision, società di spedizione oceanica americana, avrebbe trovato l’aereo durante un’esplorazione. Le immagini del sonar, infatti, lasciano intravedere un oggetto che sembra proprio essere il mezzo sulla quale viaggiava Earhart. È la fine di un mistero durato quasi 90 anni?

Perché si pensa che sia l'aereo di Earhart?

Tony Romeo, ex ufficiale dell'intelligence dell'aeronautica americana e amministratore delegato di Deep Sea Vision, da sempre affascinato dalla storia della pilota scomparsa, lo scorso anno ha venduto 11 milioni di dollari di immobili commerciali per finanziare la sua esplorazione delle profondità dell'Oceano Pacifico, nella zona in cui si sospettava lo schianto dell'aereo di Earhart. Una follia? Non del tutto: prima di Romeo ci sono stati altri avventurieri entusiasti che hanno investito milioni per risolvere l'enigma. Infatti, sono state lanciate ben cinque spedizioni nell'arco degli ultimi venticinque anni (1999, 2002, 2006, 2009 e 2017).

Dopo un mese passato a setacciare i fondali oceanici, una volta arrivato a 5000 metri di profondità il sonar della Deep Sea Vision ha catturato l'immagine di un curioso oggetto in un punto non troppo lontano dall'isola Howland (circa 100 miglia). Per forma e dimensioni sembrerebbe proprio coincidere con il Lockheed 10-E Electra utilizzato da Earhart per il suo ultimo sfortunato viaggio, ragion per cui Romeo vuole ritornare in quel punto per accertamenti. Anche il luogo del ritrovamento potrebbe coincidere, visto che l'aviatrice scomparsa era diretta proprio verso l'isola.

Il presunto aeroplano di Amelia Earhart
Credits: Deep Sea Vision

Chi era Amelia Earhart? 

Molti l’hanno definita un “tomboy” quando era bambina, perché rifuggiva da ogni convenzione sociale imposta alle femmine, ma con il tempo l’aggettivo cambiò in più declinazioni, del tutto positive: “geniale, anticonvenzionale e temeraria”.  A 23 anni salì a bordo di un biplano per sorvolare Los Angeles, e da allora l’amore per l'aviazione non l’abbandonò più. Cominciò a prendere lezioni di volo e, un anno dopo, ne comprò uno tutto per sé, librandosi in volo fino a 4300 metri d’altezza.

Nel giugno del 1928 fu la prima donna ad attraversare l’Atlantico in volo, ma venne invitata solo in qualità di passeggera. Earhart volò a fianco del pilota Bill Stoltz e del meccanico Lewis Gordon Earhart, arrivando in Galles il 17 giugno, dopo un viaggio durato ventun'ore. Nonostante fosse stata relegata a pochissime funzioni a bordo, la sua presenza nel team attirò molti sguardi, tra i quali quello dell’eccentrico imprenditore George Putnam, che rimase sin da subito molto colpito dal temperamento dell’aviatrice e decise di prenderla sotto la sua ala, trovando sponsor per i suoi futuri voli. Nonostante la relazione tra Earhart e Putnam fosse inizialmente solo professionale, ben presto si resero conto di avere molti interessi in comune, e si innamorarono. Nel 1931 si sposarono, ma non ci fu alcuna luna di miele, perché Amelia era già in alta quota, attraversando gli Stati Uniti in autogiro per un tour promozionale.

Amelia Earhart prima di mettersi in volo
Una giovanissima Amelia Earhart prima di librarsi nel cielo. Credits: Picryl

I record di Amelia Earhart

Nel maggio del 1932 , Lady Lindy, come venne soprannominata Amelia all'epoca, partì da Terranova (Canada), e dopo aver percorso 2026 miglia in 14 ore e cinquantasette minuti su un Lockheed Vega, atterrò a Londonderry, nell’Irlanda del Nord, stabilendo il record di rapidità di percorrenza aerea. Nell’agosto di quell’anno fu la prima donna ad attraversare il Pacifico, andando da Oakland (California) ad Honolulu (Hawaii).

Dopo questa straordinaria impresa in solitaria, Amelia puntò ancora più in alto: il suo sogno era quello di girare il mondo in volo, ma qualcosa andò storto. Insieme all’aviatore Fred Noonan partì a bordo dell’Electra da Miami il 1° giugno 1937, con l’obiettivo di arrivare sull’isola Howland. Si fermarono in Sud America, Africa, India e, a fine mese, a Lae, in Nuova Guinea. Dopo pochi giorni a terra, si rimisero in volo: avevano percorso 35mila chilometri, e gliene mancavano ancora 11mila per arrivare alla meta.

Alle 8.43 del mattino del 3 luglio arrivò l’ultima comunicazione da parte di Earhart alla guardia costiera statunitense. Dopo quell’orario, il nulla. Le perlustrazioni dell'area partirono quasi subito: fu senza ombra di dubbio la ricerca aerea e marittima più estesa di sempre, ma nonostante fossero state perlustrate 250mila miglia quadrate di Pacifico, il relitto non venne individuato, e il governo decise di sospendere le ricerche.

Amelia Earhart
Amelia Earhart poco prima di partire per uno dei suoi lunghi viaggi. Credits: Wikimedia Commons

Le ipotesi sulla scomparsa

Le teorie sul destino di Amelia e Fred furono molte: qualcuno pensava che avessero finito il carburante e che si fossero inabissati. Qualcun altro sosteneva che i due fossero arrivati fino a Gardner Island, perché nessun frammento del velivolo venne trovato a galla. Si pensò anche che entrambi fossero finiti sull'atollo Nikumaroro (a 300 miglia dalla meta), morendo come naufraghi. Altri ancora ipotizzavano che fossero arrivati in territorio giapponese e che fossero stati catturati e tenuti in ostaggio perché considerati come spie.

La teoria più "creativa"? C'è chi crede che Earhart fosse partita per una missione segreta per conto del governo statunitense, con l'obiettivo di raccogliere informazioni sull'espansione militare giapponese nel Pacifico. Secondo questo filone di pensiero, si pensava che Amelia fosse atterrata chissà dove, per poi tornare negli USA sotto falsa identità: alcune analisi fotografiche forensi avrebbero comparato il suo volto con quello di un’altra donna, notando somiglianze marcate. La teoria però, non ha mai trovato conferma. Earhart non venne mai ritrovata, tantoché il 5 gennaio 1939 fu dichiarata legalmente morta. La sua memoria, però, è rimasta vivida nella storia dell'aviazione, di cui è stata una vera e propria pioniera.

Per ora non resta che attendere ulteriori accertamenti sul misterioso ritrovamento della Deep Sea Vision, che forse potranno finalmente dare una risposta a tutti coloro che per anni si sono domandati che fine avesse fatto l'indomabile Amelia Earhart.

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Veronica Miglio
Storyteller
Innamorata delle parole sin da bambina, ho scelto il corso di lingue straniere per poter parlare quante più lingue possibili, e ho dato sfogo alla mia vena loquace grazie alla radio universitaria. Amo raccontare curiosità randomiche, la storia, l’entomologia e la musica, soprattutto grunge e anni ‘60. Vivo di corsa ma trovo sempre il tempo per scattare una fotografia!
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