
Nella notte tra il 30 e il 31 luglio 2026 lo sciame meteorico delle Delta Aquaridi meridionali raggiungerà il picco di attività, con un tasso atteso di circa 20/25 meteore all’ora. Dall’Italia il radiante dello sciame meteorico (spesso definito impropriamente “sciame di stelle cadenti”), situato nella parte meridionale della costellazione dell’Acquario, diventerà abbastanza alto sull’orizzonte sud-est intorno alle 23:30, ma le condizioni migliori si avranno dopo la mezzanotte fino ad alcune ore prima dell’alba.
Non serviranno binocoli o telescopi: le meteore saranno visibili a occhio nudo, preferibilmente da un luogo lontano dall’inquinamento luminoso. Nel 2026, però, lo spettacolo sarà fortemente disturbato dalla Luna illuminata al 98%, che nasconderà gran parte delle meteore più deboli tipiche di questo sciame, probabilmente prodotto dai detriti lasciati dalla cometa 96P/Machholz.
Dove e come osservarle nella notte tra il 30 e il 31 luglio 2026
Le Delta Aquaridi meridionali, come tutti gli sciami meteorici, devono il loro nome alla costellazione dove è localizzato il loro radiante, ovvero il punto del cielo dal quale sembrano provenire le meteore: nel caso delle Delta Aquaridi meridionali questa è la parte sud della costellazione dell'Aquario. Quest'ultima sorge nella notte tra il 30 e il 31 luglio attorno alle 22, ma c'è bisogno di attendere almeno un'altra ora e mezza affinché il radiante dello sciame meteorico sia abbastanza alto sull'orizzonte, almeno ad una ventina di gradi sull'orizzonte sud-est.
Da quel momento in poi la visibilità dello sciame andrà migliorando in concomitanza con l'aumentare dell'altezza della costellazione dell'Aquario sull'orizzonte, rimanendo visibile ad occhio nudo per l'intera durata della notte con un tasso atteso tra le 20 e le 25 meteore all'ora. Più precisamente, in condizioni ideali lo sciame può raggiungere un tasso zenitale orario calcolato in condizioni ideali di circa 25 meteore all’ora, ma dall’Italia il numero realmente osservabile sarà inferiore, a causa della modesta altezza del radiante sull'orizzonte.
A complicare il quadro ci pensa la Luna che sarà pressoché piena in concomitanza del picco dello sciame, rendendo l'avvistamento delle meteore non solo più difficoltoso, ma anche meno spettacolare. Non bisogna comunque disperarsi perché, a differenza degli sciami meteorici intensi e concentrati in una sola notte, le Delta Aquaridi meridionali presentano un picco di attività relativamente ampio, consentendo quindi un'osservazione utile per diverse notti intorno al picco nominale. Per osservarle conviene abbracciare con lo sguardo una porzione ampia di cielo, a qualche decina di gradi dal radiante, e cercare di tenere la Luna alle proprie spalle oppure nascosta dietro un edificio o un albero.
Quali sono le caratteristiche dello sciame delle Delta Aquaridi meridionali
La presenza della Luna piena impatterà l'avvistamento delle meteore delle Delta Aquaridi meridionali per via delle caratteristiche di questo sciame meteorico. Le Delta Aquaridi meridionali sono in genere meteore di luminosità debole, aventi velocità intermedia di ingresso in atmosfera (circa 41 km/s pari a 148.000 km/h) e che formano scie persistenti poco frequenti che sono raramente associate a grandi bolidi.

Secondo gli astronomi, il corpo progenitore più probabile dello sciame meteorico delle Delta Aquaridi meridionali è la cometa 96P/Machholz. Questo oggetto, scoperto nel 1986 dall'astronomo Donald Machholz dell'Osservatorio di Loma Prieta in California, è una cometa di corto periodo che orbita attorno al Sole circa una volta ogni cinque anni, col prossimo perielio previsto il 12 maggio 2028. Questi continui passaggi ravvicinati fanno sì che la cometa disperda polveri nel corso di numerose orbite e distribuite progressivamente lungo la sua traiettoria che viene attraversata dalla Terra nel mese di luglio.
La cometa presenta tutta una serie di caratteristiche peculiari che fanno sospettare un'origine interstellare (non confermata) della cometa, come lo erano 3I/ATLAS e 1I/’Oumuamua. 96P/Machholz ha infatti un'orbita particolarmente eccentrica e ad alta inclinazione rispetto al piano orbitale del Sistema Solare, passa molto vicina al Sole (più vicina di Mercurio) al suo perielio, e ha basse concentrazioni di carbonio e cianogeno, cosa atipica per le comete del Sistema Solare.