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30 Giugno 2026
16:39

Cielo di luglio 2026, dalla cometa 10P/Tempel alle Delta Aquaridi: gli eventi astronomici da non perdere

A luglio 2026 il cielo ci regala la cometa 10P/Tempel visibile tutto il mese, il picco delle Delta Aquaridi del Sud e delle Alpha Capricornidi il 30, l’afelio del 6 e diverse congiunzioni tra Luna, pianeti e Pleiadi.

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Cielo di luglio 2026, dalla cometa 10P/Tempel alle Delta Aquaridi: gli eventi astronomici da non perdere
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Cometa 10P/Tempel ripresa da Creta. Credits: Dimitrios Katevainis, CC BY 4.0, Wikimedia Commons.

Luglio 2026 sarà un mese ricco di eventi astronomici, anche se non sempre di facile osservazione. Tra i protagonisti del cielo avremo la cometa periodica 10P/Tempel, che si avvicina al perielio del 2 agosto e sarà in una posizione favorevole all'osservazione per tutta la notte. A fine mese arriveranno poi due sciami meteorici attivi contemporaneamente: le Delta Aquaridi del Sud e le Alpha Capricornidi, entrambe al picco intorno al 30 luglio, purtroppo disturbate dalla luce della Luna piena.

Da segnalare anche il 6 luglio con la Terra che raggiungerà l’afelio, cioè il punto della sua orbita più lontano dal Sole, mentre Mercurio e Giove saranno rispettivamente in congiunzione inferiore e in congiunzione con il Sole il 12 e il 29 luglio.

Per chi ama le configurazioni celesti, da segnare in calendario anche il ravvicinatissimo incontro traMarte e Uranonella notte tra 3 e 4 luglio, la Luna vicino a Saturno l’8 luglio, la splendida composizione tra Luna calante, Pleiadi e Marte l’11 luglio e la sottile falce di Luna crescente accanto a Venere la sera del 16 luglio.

Caccia alla cometa 10P/Tempel visibile per tutto luglio

Uno degli oggetti più interessanti del mese sarà la cometa periodica 10P/Tempel, conosciuta anche come Tempel 2. Si tratta di una cometa della famiglia di Giove, cioè un gruppo di comete di corto periodo la cui orbita è fortemente influenzata dalla gravità del gigante gassoso. 10P/Tempel compie un giro attorno al Sole in circa 5,4 anni ed è stata scoperta il 4 luglio 1873 dall’astronomo Wilhelm Tempel.

La cometa raggiungerà il perielio, cioè il punto più vicino al Sole, il 2 agosto 2026, ma sarà già osservabile per tutto luglio. La posizione sarà favorevole perché 10P/Tempel si troverà non troppo lontana dall’antihelion, cioè la zona del cielo opposta al Sole: un oggetto vicino a questa regione sorge più o meno quando il Sole tramonta, resta visibile per gran parte della notte e tramonta al mattino. Ciò rappresenta quindi una configurazione molto comoda per l’osservazione.

Dalle coordinate di Roma, il 1° luglio la cometa sorgerà intorno alle 22 e tramonterà verso le 8 del mattino. A metà mese anticiperà leggermente la levata, sorgendo verso le 21:40 e tramontando poco dopo le 7. Alla fine di luglio sorgerà invece intorno alle 21:30 e resterà visibile fino alle 6 circa.

10P/Tempel non sarà però una cometa visibile a occhio nudo. Le stime di luminosità più prudenti la indicano intorno alla magnitudine 10, richiedendo quindi per osservarla almeno un buon binocolo o, meglio ancora, un piccolo telescopio. Curiosamente, nel cielo 10P/Tempel si troverà nella stessa zona dei radianti di due sciami meteorici attivi a luglio, le Delta Aquaridi del Sud e le Alpha Capricornidi. Non c’è una relazione fisica tra la cometa e questi sciami, ma per gli osservatori rappresenterà un “affollamento” celeste nel cielo di luglio.

Le Delta Aquaridi del Sud e le Alpha Capricornidi al picco il 30 luglio

La notte tra il 30 e il 31 luglio sarà il momento migliore per osservare due sciami meteorici attivi contemporaneamente: le Delta Aquaridi del Sud e le Alpha Capricornidi. Purtroppo, nel 2026 le condizioni non saranno ideali perché la Luna sarà praticamente piena e la sua luce dominerà quella generata da molte delle meteore più deboli.

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Immagine ottenuta col software Stellarium che mostra la posizione dei radianti degli sciami meteorici delle Delta Aquaridi e delle Alpha Capricornidi alle 23 circa del 30 luglio. Credits: Stellarium.

Le Delta Aquaridi del Sud sono lo sciame più importante dei due. Sono attive tra luglio e agosto, con un picco intorno al 30 luglio e un tasso teorico massimo di circa 25 meteore all’ora in condizioni perfette. Il radiante, cioè il punto del cielo da cui le meteore sembrano provenire, si trova nella costellazione dell’Acquario. Per questo motivo lo sciame è osservabile meglio dopo la mezzanotte, quando il radiante sale abbastanza sull’orizzonte sud. Queste meteore sono probabilmente prodotte dai detriti lasciati dalla cometa 96P/Machholz. Quando la Terra attraversa questo flusso di particelle, i piccoli frammenti entrano nell’atmosfera ad alta velocità, si riscaldano e producono le classiche “stelle cadenti”. Le Delta Aquaridi del Sud sono però spesso meteore deboli, quindi nel 2026 la Luna piena complicherà i piani per l’osservazione.

Le Alpha Capricornidi, invece, sono uno sciame meno intenso, con un picco di circa 4–5 meteore all’ora. Sono attive da inizio luglio a metà agosto e raggiungono il massimo proprio negli stessi giorni delle Delta Aquaridi del Sud. Il loro radiante si trova nella costellazione del Capricorno e sorge un po’ prima rispetto a quello delle Delta Aquaridi, ma anche in questo caso la luce lunare rappresenterà un problema. Il lato interessante delle Alpha Capricornidi è che, pur essendo poco numerose, possono produrre meteore lente e brillanti, talvolta veri e propri bolidi. Il corpo progenitore dello sciame è la cometa 169P/NEAT.

La Terra raggiunge l’afelio il 6 luglio

Il 6 luglio 2026, alle 18:30 ora italiana, la Terra raggiungerà l’afelio, cioè il punto della sua orbita più lontano dal Sole. In quel momento il nostro pianeta si troverà a circa 152 milioni di km dalla nostra stella. Questo evento è interessante perché ricorda un fatto spesso controintuitivo, cioè che le stagioni non dipendono dalla distanza della Terra dal Sole, ma dall’inclinazione dell’asse terrestre. Infatti, nell’emisfero boreale l’afelio cade in piena estate, mentre il perielio, cioè il punto più vicino al Sole, avviene a gennaio, durante l’inverno boreale.

La differenza tra perielio e afelio in termini di distanza esiste, ma è relativamente piccola rispetto alla distanza media Terra-Sole. Ciò che determina estate e inverno è invece l’angolo con cui i raggi solari colpiscono la superficie e la durata del giorno.

La congiunzione ravvicinata tra Marte e Urano

Nella notte tra il 3 e il 4 luglio ci sarà una congiunzione molto stretta tra Marte e Urano. I due pianeti saranno separati in cielo da appena 0,1 gradi, cioè circa un quinto del diametro apparente della Luna piena. Dalle coordinate di Roma, Marte e Urano sorgeranno intorno alle 3 del mattino in direzione est/nord-est e saranno osservabili meglio circa un’ora dopo, quando saranno un po’ più alti sull’orizzonte.

Si troveranno a sud delle Pleiadi, in una zona di cielo particolarmente suggestiva. L’evento però non sarà visibile completamente a occhio nudo: Marte lo sarà, anche se non luminosissimo, mentre Urano è troppo debole per essere visto senza strumenti sotto cieli cittadini. Servirà quindi almeno un binocolo, meglio ancora un piccolo telescopio.

Mercurio e Giove in congiunzione con il Sole

A luglio ci saranno anche due configurazioni planetarie non osservabili direttamente, ma interessanti dal punto di vista astronomico. Il 12 luglio Mercurio sarà in congiunzione inferiore. Questo significa che il pianeta si troverà tra la Terra e il Sole, allineato lungo la nostra linea di vista. Quando Mercurio è in questa configurazione è immerso nel bagliore solare e quindi non è osservabile. Dopo la congiunzione inferiore, però, passerà progressivamente nel cielo del mattino.

Il 29 luglio, invece, Giove sarà in congiunzione con il Sole. In questo caso il gigante gassoso si troverà prospetticamente vicino al Sole nel cielo, ma dall’altra parte rispetto alla Terra. Anche Giove sarà quindi inosservabile per alcuni giorni, nascosto dalla luce solare, prima di riapparire gradualmente nel cielo dell’alba.

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Immagine ottenuta con Stellarium che mostra la posizione celeste della Luna, di Marte e delle Pleiadi nel loro incontro ravvicinato dell’11 luglio. Credits: Stellarium.

Le congiunzioni tra Luna, pianeti e Pleiadi

Luglio offrirà anche diversi incontri apparenti tra la Luna, i pianeti e alcuni oggetti del cielo profondo. Il primo appuntamento è l’8 luglio, quando la Luna all’ultimo quarto sarà angolarmente vicina a Saturno. La coppia sarà visibile a partire dall’una di notte circa e resterà osservabile fino all’alba.  L’11 luglio ci sarà invece una delle configurazioni più belle del mese: una sottile falce di Luna calante farà compagnia alle Pleiadi e a Marte nel cielo del mattino. L’evento sarà visibile a partire dalle 3 circa, in direzione est/nord-est.

Le Pleiadi e la Luna saranno separate da una manciata di gradi, mentre Marte completerà la scena poco più in basso. Sarà un evento perfetto da osservare a occhio nudo e ancora più suggestivo con un binocolo a largo campo.

Infine, la sera del 16 luglio, poco dopo il tramonto, una sottilissima falce di Luna crescente sarà vicina a Venere in direzione ovest. La Luna tramonterà intorno alle 22, quindi la finestra di osservazione sarà breve ma comoda: basterà guardare verso ovest dopo il tramonto, con l’orizzonte libero.

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