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14 Agosto 2026
18:00

La differenza tra bombo e le altre specie di api non da miele: dalla mineraria alla muratrice

A differenza dell'Apis mellifera, la maggior parte delle specie di api esistenti (come l'ape legnaiola, l'ape muratrice, l'ape mineraria, l'ape tagliafoglie, l'ape del sudore e il bombo) è innocua, scarsamente aggressiva e non vive in grandi alveari. Meno note ma altrettanto affascinanti, queste api selvatiche contribuiscono alla salvaguardia della biodiversità.

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La differenza tra bombo e le altre specie di api non da miele: dalla mineraria alla muratrice
tipi di api non da miele

L'ape da miele (Apis mellifera) è forse l'insetto più importante per la nostra specie, responsabile dell'impollinazione di moltissime colture e della produzione di miele. Ma questa è solo una delle oltre 20mila specie di api attualmente conosciute, un gruppo con elevata biodiversità. Come le api da miele, anche queste specie hanno un importantissimo ruolo ecologico nell'impollinazione di piante, sia selvatiche che coltivate. A un occhio inesperto possono sembrare simili alle api da miele, o addirittura essere confuse con altri insetti come vespe e calabroni, ma è possibile distinguerle in base a dettagli come dimensioni, colori e comportamento.

A differenza delle api da miele, che possono essere pericolose soprattutto in sciame a causa della loro territorialità e degli effetti della loro puntura, l‘incontro con questi animali è a bassissimo rischio: la maggior parte non è aggressiva e non punge a meno di non essere inavvertitamente schiacciata sulla pelle o maltrattata di proposito. A eccezione dei bombi, l'effetto di una puntura è di solito un lieve prurito e il pungiglione è del tutto assente nei maschi. Anche se molto rare, reazioni avverse come shock anafilattico possono ugualmente verificarsi in individui particolarmente allergici.

Bombo

Grandi, pelosi e spesso confusi coi calabroni, i membri della famiglia Bombicidee sono in realtà facili da distinguere sia dalle api, per la loro dimensione (molto più grande, fino a 25 millimetri di lunghezza) sia dai calabroni veri e propri, per la loro forma (hanno un corpo tozzo che ricorda un batuffolo, mentre i calabroni sono affusolati e con peli molto meno visibili). Come l'Apis mellifera, i bombi vivono in colonie con una regina, ma non producono miele e non costruiscono alveari strutturati. I nidi, che raramente superano i 50 individui e durano appena qualche mese, si possono trovare sul suolo tra i cespugli, negli incavi degli alberi o sotto le pietre. In Italia, le specie più comuni sono a bande gialle e nere con addome bianco (Bombus terrestris, Bombus hortorum), ma se ne trovano anche di colore più bruno (Bombus pascuorum) o nere con l'addome rosso (Bombus lapidarius) .

Tra le api non da miele, i bombi sono quelli la cui puntura ha rilevanza medica. Possiedono un grosso pungiglione che causa un'infiammazione paragonabile a quella delle api, e essere punti da un gruppo di bombi può essere rischioso. Tuttavia, contrariamente alle api da miele, i bombi sono notoriamente placidi e pungono solo se maneggiati incautamente, oppure se stiamo minacciando il loro nido.

bombo

Ape legnaiola

Anche queste specie sono spesso chiamate impropriamente "calabroni" per le loro grandi dimensioni, oppure confuse con i bombi, ma non fatevi ingannare: le xilocope sono in realtà api solitarie, ovvero che non vivono in colonie sociali. Tipiche per l'addome liscio e per il colore scuro con tonalità metalliche, le api legnaiole si possono spesso trovare tra cataste di legna o nei pressi di vecchie strutture di legno morto, dentro il quale scavano il loro nido. Molto comune in Italia è la Xylocopa violacea, facile da riconoscere per i riflessi violacei del suo corpo.

ape legnaiola
Ape legnaiola.

Nonostante le sue dimensioni possano metterci in allarme, le api legnaiole sono innocue: la femmina è infatti molto pacifica e punge solo se maltrattata. Il maschio è invece territoriale e può volare vicino al nostro volto in maniera aggressiva, ma a parte provare a spaventarci non può farci del male: in quanto maschio, è infatti del tutto privo di pungiglione.

Ape muratrice

Se vediamo un'ape emergere da un minuscolo anfratto di qualche vecchia parete di pietra, è probabile che ci troviamo di fronte a un'ape muratrice. Quest'ape solitaria occupa gli anfratti naturali o nidi abbandonati presenti su roccia e legno e utilizza fango e fibra vegetale masticata per proteggere le sue uova all'interno, un comportamento che ricorda quello delle molto più grandi vespe muratrici. Le uova vengono adagiate su un letto di polline e nettare e murate in compartimenti separati, per poi schiudersi in sequenza. Le specie più comuni in Italia appartengono al genere Osmia, riconoscibile per il colore scuro senza bande e per ispidi peli di colore rosso bruno.

ape muratrice
Un'osmia cornuta dentro un "hotel per insetti", struttura appositamente creata per incentivare la presenza di specie impollinatrici nelle aree boschive.

Ape mineraria

Un comportamento simile è quello delle api minerarie, anche se queste prediligono creare buchi nel terreno invece che anfratti nei muri. Appartenenti al genere Andrena, scavano tunnel ricoperti da secrezioni lucide e creano piccole celle dove depositano polline per le loro larve. È possibile riconoscere i loro nidi dai piccoli tumuli terrosi al loro ingresso. Queste api prediligono i suoli sabbiosi ed è per questo che sono facili da incontrare al mare, in prossimità di litorali sabbiosi con vegetazione spontanea. La specie più comune e più riconoscibile è la Andrena cineraria, una piccola ape dall'addome schiacciato e dalla caratteristica colorazione a bande pelose grigio chiaro sul dorso.

ape mineraria
Una Andrena cineraria con la sua tipica colorazione grigia.

Ape tagliafoglie

Più comuni in zone selvatiche o con maggiore vegetazione, le Megachile, o api tagliafoglie, sono una famiglia di api solitarie note per ritagliare con le loro mandibole piccoli pezzi di foglia con le quali tappezzano i loro nidi, per evitare che le loro larve si secchino. Le specie più comuni assomigliano per dimensioni e colori alle api da miele ma hanno un addome più piccolo con al di sotto una struttura a forma di spazzola, chiamata scopa, che usano per intrappolare il polline, mentre le api da miele lo trasportano in sacche sulle zampe.

ape tagliafoglie
Un'ape Megachile che trasporta un pezzo di foglia per rivestire il nido. 

Ape del sudore

A differenza delle vespe, che sono carnivore, tutte le api sono erbivore e quindi nessuna sarà interessata ad avvicinarsi ad un panino al prosciutto. Tuttavia, c'è una famiglia di api che occasionalmente potrebbe posarsi su sulla pelle alla ricerca di qualcosa… il sudore! Le Halictidae, dette appunto api del sudore, sono infatti attirate da liquidi ricchi di sali minerali, di cui la loro dieta a base di nettare è povera. Si posano per leccare gocce di sudore (a volte anche le lacrime) per qualche momento, e si allontanano subito se scacciate: come le altre specie qui citate, sono innocue e quindi considerate l'idea di far fare loro un breve pit stop sulla vostra pelle.

Vivono nel sottosuolo, alcune specie in solitaria mentre altre si aggregano in piccole colonie, in una versione più primitiva del sistema delle caste delle api da miele. In Italia la specie più comune è Halictus scabiosae: la femmina è simile a un'ape da miele mentre il maschio presenta un addome molto allungato. Altre api del sudore sono facilmente riconoscibili per le piccole dimensioni e il colore metallico. Una nuova specie, Lasioglossum inexpectatum, è stata scoperta di recente: questa ape del sudore dal colore nero vive solo in Sardegna e Corsica.

ape del sudore
Un maschio di Halictus scabiosae.
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