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4 Dicembre 2022
18:30

Dall’urina di afide al miele delle api: ecco come nasce la melata

Cosa è la melata? La producono le api ma non è un comune miele: la materia prima non è il nettare la l'urina di alcuni insetti.

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Dall’urina di afide al miele delle api: ecco come nasce la melata
melata afidi

Possiamo descrivere gli afidi come le "zanzare" delle piante: questi insetti infatti si cibano della linfa delle piante e proprio per questo sono molto temuti in agricoltura. Ma non tutti sanno che possono dar vita, grazie ad un gioco di squadra con le api, a un ottimo miele molto conosciuto e commercializzato che prende il nome di melata. Come si fa e perché è così particolare? Diciamo solo che coinvolge l'urina degli afidi…

Cos'è il floema, il "sangue" delle piante

Prima di parlare della melata dobbiamo citare brevemente il floema che, senza entrare troppo nello specifico, può essere considerato parte del sistema circolatorio vegetale. Il floema è infatti un insieme di tubicini (visibili anche macroscopicamente nella foglia) all’interno dei quali si muove un liquido chiamato linfa elaborata. Questa è formata principalmente da acqua e zuccheri ottenuti dalla fotosintesi clorofilliana.
Il floema porta nutrienti in tutta la pianta e, nonostante non contenga solo zuccheri, questi ne costituiscono la maggior parte.
Bene, ma cosa c'entra la linfa con il miele? Andiamo per gradi e parliamo prima degli afidi.

xilema e floema
Schema riassuntivo della struttura di xilema e floema e dei flussi di linfa all’interno di una pianta

Che insetto è l'afide?

Gli afidi sono piccoli insetti molto temuti in agricoltura poiché si nutrono della linfa della pianta. La succhiano direttamente dal floema, come farebbe una zanzara con il nostro sangue. Si depositano sulla superficie di foglie, gambi e porzioni verdi e la bucano, ottenendo il l'energia e i nutrimenti di cui hanno bisogno. Per gli afidi, così come per le cocciniglie, le psille e altri piccoli insetti, è sufficiente una piccola quantità di linfa per ottenere l'apporto energetico che necessitano, proprio perché questo liquido è altamente zuccherino.

afidi del cotone
Afidi

Diverso invece è il discorso legato alle proteine. L’afide per soddisfare il proprio fabbisogno in proteine deve succhiare e processare un sacco di linfa perché questi polimeri sono scarsamente presenti nel floema.
Per evitare di eccedere nell'assimilazione di zuccheri gli afidi dopo un po' smettono di assorbire carboidrati e iniziano a produrre un’urina ricchissima di zuccheri. Questa urina super dolce prende il nome di melata e viene allontanata dall’insetto per mezzo di sifoni, piccoli tubi sulla porzione posteriore del corpo (tubicini neri nella foto sopra) che permettono l’escrezione di questo liquido, che semplicemente imbratterà la foglia.
Ne producono tanta, davvero tanta! Per loro è una fonte di scarto, ma non vale lo stesso per le api.

L’ape e la produzione di melata

Le api sono all’apice dell’evoluzione nella classe degli insetti: sono animali eusociali, organizzatissimi ed estremamente intelligenti, comunicano con la danza e sono fondamentali per l'impollinazione di moltissime specie vegetali. Come ben sappiamo una delle capacità più affascinanti delle api è quella di trasformare il nettare dei fiori in miele, ingurgitandolo, trasformandolo grazie alla saliva e poi rigurgitandolo nei favi (le cellette in cera).

miele api

Le api, però, possono trasformare anche altre fonti zuccherine… compresa l'urina degli afidi!
Quando l'ape ingurgita la melata degli afidi e la trasforma, quello che otteniamo è il miele di melata. Noto anche come miele di bosco, è meno dolce rispetto al miele "classico" e può avere un colore più scuro che vira dal caramello al marrone scuro. Ricco di sali minerali ed oligoelementi, è commercializzato e molto apprezzato in tutto il mondo.
Una piccola curiosità: un’urina così dolce, però, non attira solo le api. Anche alcuni funghi possono sfruttare questa risorsa causando un’infezione fungina sulla foglia che prende il nome di fumaggine.

fungo diplocarpon
Pianta affetta dal fungo Diplocarpon rosae
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