
Il più antico Caffè storico ancora attivo in Italia e tra i più antichi del mondo, è stato inaugurato il 29 dicembre 1720 in Piazza San Marco a Venezia, con il nome di “Alla Venezia Trionfante”, ma venne fin da subito chiamato “Florian”, dal nome del suo proprietario, l’amato Floriano Francesconi. L’idea di aprire un locale dove si serve al pubblico una bevanda ancora poco diffusa in Italia, il caffè, proveniente dall’Arabia, nasce non a caso a Venezia, città crocevia di culture, anche gastronomiche, da tutto il mondo.
Il Caffè Florian, oggi ancora aperto e in piena attività come locale storico, da sempre crocevia di incontri tra uomini illustri dell’arte, della cultura e della politica, tra cui Mozart, D'Annunzio, Hemingway, Warhol e tanti altri. Tra le sue sale sono state prese decisioni strategiche, tra cui la proclamazione della Repubblica di San Marco nel 1848, e si sono contaminate le idee di intellettuali da tutto il mondo: proprio qui, nel 1895, nacque l’idea di creare la Biennale d’arte per onorare il Re Umberto e la Regina Margherita.
L’apertura del Caffè Florian a Venezia, la nascita nel 1720
Il 29 dicembre del 1720, a Venezia, Floriano Francesconi aprì un locale pubblico, aperto a tutti – anche alle donne, all’epoca bandite dai luoghi pubblici che non fossero di libertinaggio – dove incontrarsi, mangiare qualcosa e soprattutto bere caffè, bevanda arrivata a Venezia dall’Arabia. Il nome con cui fu inaugurato il Caffè era “Alla Venezia Trionfante”, ma gli avventori, semplicemente, per darsi appuntamento lì dicevano “andémo da Floriàn” (rigorosamente con l’accento sulla a!), dal nome del proprietario Floriano.
Da qui, fin da subito, il locale venne chiamato dai locali semplicemente, “il Florian”. Il successo di questo luogo dagli arredi raffinati, inizialmente composto da un ingresso e la Sala Cinese, a cui si aggiungeranno la Sala del Senato e la Sala Orientale, con specchi, tessuti, lampadari, dipinti e quadri appesi, è immediato: frequentato da italiani e stranieri, è fin da subito meta ambita da personaggi illustri dell’arte, della politica e della società tutta, tra cui anche Casanova, il cui fantasma (così si dice) popola ancora le sale del Caffè. Carlo Goldoni ha dichiarato di essersi ispirato proprio a Floriano Francesconi per creare il personaggio di Ridolfo, proprietario della “Bottega del Caffè”, una delle sue più importanti commedie, composta nel 1750. Rodolfo era un uomo retto, onesto e di buon cuore, un gran lavoratore: possiamo immaginare che il carattere di Floriano Francesconi, dato l’importante tributo, fosse il medesimo.
Nel 1773, quando Floriano muore, la proprietà passa al nipote, Valentino Francesconi, che diventerà celebre con l’appellativo “famosissimo sior Valentin”: negli anni in cui Valentino diresse il locale, cadde la Repubblica Veneziana. Era finita un’epoca e così, nel 1797, Valentino cambiò ufficialmente il nome da "Alla Venezia Trionfante" a “Caffè Florian”.
La caffetteria più antica d'Italia ancora aperta: dall’800 a oggi

Nonostante i fasti della Serenissima fossero conclusi, non lo fu la celebrità del Caffè fondato da Floriano Francesconi: alla morte di Valentino, nel 1814, divenne proprietaria del Caffè sua moglie Chiaretta, e poi il figlio Antonio Francesconi. Fu proprio sotto la sua proprietà che il Caffè Florian divenne luogo di ritrovo di Niccolò Tommaseo, Daniele Manin, Pietro Buratti e Silvio Pellico, che portarono alla rivoluzione Veneziana del 1848 che permetterà a Venezia di essere, solo per un anno!, libera del dominio Austriaco. La nuova Repubblica di San Marco fu proclamata proprio tra le sale del Florian, che ospitarono anche soldati e patrioti civili feriti durante gli scontri.
Inoltre, nel 1895, proprio al Florian da un’idea dell’allora sindaco Riccardo Selvatico nacque l’idea di creare la Biennale d’arte per onorare il Re Umberto e la Regina Margherita. Da questo momento fino al 1920, il Florian cambierà proprietario e continuerà ad ampliarsi, con la creazione di altre sale (la sala degli Uomini Illustri, la sala delle Stagioni e poi la sala Liberty) e il rinnovamento di arredi e decorazioni, fino a diventare la meraviglia che è oggi.
Le imprese celebri che hanno come teatro il Caffè Florian non sono finite qui: sia durante la prima Guerra Mondiale che durante la seconda, rimase aperto in segno di resistenza, e una famosa foto mostra un cameriere servire due tazzine di caffè a due traghettatori durante il record di acqua alta del 4 novembre 1966.
Gli ospiti illustri del Florian, da Mozart a Coco Chanel: i nomi sul libro delle firme
Sembra davvero che tutto il mondo dell’arte, della cultura, del cinema e della politica sia passato dal Florian.
Sul libro delle firme leggiamo i nomi di Wolfgang Amadeus Mozart, Antonio Vivaldi, Johann Wolfgang von Goethe, Jorge Luis Borges, Gabriele D’Annunzio, Oscar Wilde, Thomas Mann, Lord Byron, Ernest Hemingway, Gina Lollobrigida, Amedeo Modigliani, Marcello Mastroianni, Giorgio De Chirico, Paul Newman, Grace Kelly, Charlie Chaplin, Andy Warhol, Coco Chanel, Clint Eastwood e moltissimi altri.
Oggi, il Florian è frequentato perlopiù da turisti, ma continua ad essere un punto di riferimento in città, testimone della storia del nostro Paese, che va ben oltre le sue splendide sale.