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Cosa c’è nella Uncensored Library, la biblioteca di Minecraft che aggira la censura

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Un palazzo digitale di milioni di blocchi che contiene libri con articoli di giornale e reportage censurati nei Paesi d’origine: è la biblioteca segreta di Minecraft, accessibile a milioni di giovani che qui trovano le informazioni che su altri siti web non possono più circolare.

La biblioteca di Minecraft, il cui nome ufficiale è The Uncensored Library, è un edificio virtuale costruito dentro il celebre videogioco che raccoglie gli articoli di giornalisti censurati nei loro Paesi d’origine, rendendoli disponibili per chiunque e impossibili da modificare.

In questa imponente biblioteca neoclassica digitale, fatta di milioni di blocchi, ogni libro custodisce un’inchiesta, un reportage o un’opinione che qualcuno ha cercato di far sparire.

In molti Paesi, infatti, siti, blog e testate indipendenti vengono oscurati, mentre Minecraft resta accessibile. Ma come funziona, e come fa ad aggirare la censura?

Chi ha inventato The Uncensored Library e come è fatta

La biblioteca di Minecraft è nata da un’idea di Reporter Senza Frontiere (RSF), l’organizzazione non governativa che dal 1985 difende la libertà di stampa e monitora le condizioni in cui lavorano i giornalisti di tutto il mondo.

Per realizzarla, RSF si è affidata a BlockWorks, uno studio britannico specializzato proprio in progetti architettonici dentro Minecraft, con il supporto dell’agenzia creativa DDB Germany e della casa di produzione MediaMonks. Il progetto è stato presentato nel marzo del 2020, in occasione della Giornata mondiale contro la cybercensura, e da allora è accessibile a chiunque su un server pubblico del gioco.

A colpire, prima ancora dei contenuti, è l’edificio: la biblioteca, infatti, sorge su un’isola circondata da giardini, e ha l’aspetto di un grande palazzo neoclassico bianco, con colonnati, alte cupole e scalinate che conducono agli scaffali. Questo stile non è affatto casuale: è stato scelto perché richiama le grandi istituzioni culturali e pubbliche, quelle che per secoli hanno custodito il sapere, e trasmette l’idea di un luogo solenne e duraturo, in contrasto con la fragilità dell’informazione nei Paesi da cui provengono gli articoli.

Ma c'è anche un altro dettaglio che colpisce: per costruire questa biblioteca sono stati necessari oltre 12,5 milioni di blocchi, posizionati da 24 costruttori provenienti da 16 Paesi diversi in più di 250 ore di lavoro (31,25 giornate lavorative, per intenderci, se consideriamo una giornata tipo da 8 ore).

Al suo interno, ogni sala è dedicata a un Paese in cui la stampa è sotto pressione e ospita i testi di giornalisti che sono stati censurati, minacciati o, in alcuni casi, persino uccisi. Per capire quali paesi scegliere, RSF ha incrociato dei dati: da una parte la sua classifica annuale sulla libertà di stampa, che misura le condizioni in cui lavorano i giornalisti nel mondo; dall'altro la diffusione di Minecraft, ricavata dai dati di traffico, per capire dove il gioco avesse più possibilità di essere raggiunta.

Una volta terminato l'elenco, sono stati i giornalisti di 180 Paesi (in primis Messico, Russia, Arabia Saudita, Vietnam, ma anche Egitto, Brasile, Bielorussia, Eritrea e Iran) a mettere a disposizione i loro elaborati e inserirli nel gioco, o i giornali indipendenti (come l'egiziano Mada Masr).

Ma non solo: tra gli articoli ci sono anche quelli di giornalisti noti che sono stati uccisi prima del 2020. Un esempio è quello del celebre giornalista messicano Javier Valdez Cárdenas, assassinato nel 2017 a Culiacán, a pochi passi da Ríodoce, la redazione del giornale che lui stesso aveva co-fondato. Il giornalista era noto per le sue indagini sul narcotraffico e la violenza dei cartelli della droga.

Sempre parlando di giornalisti uccisi, nella libreria sono presenti gli articoli di un altra firma famosa, quella del giornalista saudita Jamal Khashoggi, considerato una minaccia dal governo dell'Arabia Saudita per i suoi articoli di critica al suo operato e i progetti di opposizione organizzata all'estero.

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Il reparto della libreria dedicato agli articoli di Jamal Khashoggi

Ad ogni modo, la biblioteca non è un archivio fermo, perché viene aggiornata nel tempo. L’ultima novità risale al 12 marzo 2026, infatti: in occasione della Giornata mondiale contro la cybercensura, RSF ha inaugurato una sala dedicata agli Stati Uniti, dove secondo l’organizzazione la pressione sulla stampa è cresciuta dal ritorno di Donald Trump alla presidenza, nel gennaio 2025.

Come si pubblica un articolo e come visitarla

In questa libreria i giocatori possono creare il loro libro, scriverci dentro e poi firmarlo. Chiaramente non bisogna trascrivere tutto a mano: il team del progetto ha installato un plugin che converte automaticamente i documenti di testo in libri del gioco, che vengono poi firmati e sistemati sugli scaffali.

Dopo la firma, il libro è definitivo e pubblico (e chiunque può leggerlo, sia in inglese che nella lingua dell'utente che vuole consultarlo), e non si può più modificare il contenuto all'interno.

Per visitarla, ci sono due modi: il primo è collegarsi al server pubblico del progetto, che è aperto a chi possiede il gioco. Così, si può consultare la biblioteca come qualsiasi altro mondo online. Il secondo, è quello di scaricare la mappa dal sito ufficiale e aprirla sul proprio computer, senza doversi connettere al server.

Di seguito, un video di The Uncensored Library che mostra com'è la biblioteca al suo interno.

Come questa biblioteca segreta riesce a bypassare la censura nei vari Paesi

Nei Paesi in cui l’informazione è sotto controllo, i governi tendono a concentrare la censura sui canali percepiti come pericolosi: siti di notizie, blog, social network, app di messaggistica.

Ma per quale ragione finora non sono riusciti a fare nulla per tirare giù la libreria di Minecraft o parte di essa? Per capire perché la biblioteca riesce dove un normale sito di notizie fallirebbe, bisogna sapere come funziona la censura online.

I governi che controllano l’informazione usano soprattutto alcuni strumenti: liste nere di indirizzi web, che impediscono ai cittadini di raggiungere un certo dominio; il blocco degli indirizzi IP dei server che ospitano contenuti sgraditi; e sistemi di filtraggio che analizzano il traffico in cerca di parole chiave o di siti riconoscibili. Un giornale online, per quanto protetto, ha un nome, un indirizzo e un aspetto inconfondibili: una volta individuato, basta inserirlo nella lista nera.

Qui le cose sono un po' più complesse. In primis perché la biblioteca di Minecraft non è un sito web: gli articoli non sono in pagine consultabili da browser, ma dentro i dati del videogioco, che viaggiano attraverso il protocollo di comunicazione del gioco. Inoltre, nella versione Java del gioco (quella usata dal server della biblioteca), la connessione è cifrata, e chi monitora la rete non può leggere cosa c'è scritto nei libri: vede solo qualcuno che sta giocando. Va poi ricordato che la biblioteca è, a differenza di un sito web che si può oscurare, è un file che si può copiare, spostare e riaprire altrove.

La sicurezza, poi, è piuttosto alta: oltre al fatto che una volta apposta la firma su un articolo non si possono più apportare modifiche, la mappa scaricabile dal sito ufficiale è distribuita tramite un sistema di archiviazione decentralizzato basato sulla tecnologia blockchain. Il file quindi non dipende da un unico server che si può spegnere o sequestrare, e chiunque lo scarichi può a sua volta ospitarlo sul proprio server Minecraft: in questo modo la biblioteca si moltiplica, e per un governo diventa molto più difficile farla sparire del tutto.

Infine, anche se un governo volesse bloccare Minecraft, non gli converrebbe farlo per via del costo e del rimbalzo della censura: Minecraft, infatti, è uno dei giochi più diffusi al mondo, e oscurarlo significherebbe colpire milioni di giocatori che non hanno nulla a che fare con la politica, con il rischio di attirare proprio quell’attenzione che la censura cerca di evitare. RSF ha sfruttato esattamente questo punto cieco, trasformando uno spazio considerato innocuo in un canale per far circolare informazione indipendente.

Ci sono dei limiti?

Nonostante ciò, esistono Paesi colpiti dalla censura della stampa in cui raggiungere la biblioteca è molto difficile, come la Cina e l'Iran.

In Cina, infatti, non si usa la versione globale del gioco, ma una locale modificata e strettamente controllata dal governo, su cui il server della biblioteca non è presente.

In Iran la situazione è ancora diversa: a causa delle sanzioni internazionali e delle restrizioni locali sui server di gioco, infatti, l'accesso multiplayer diretto alle piattaforme esterne è spesso disabilitato, quindi è strutturalmente instabile.

Al di là dei suoi limiti, la Uncensored Library di Minecraft ha dimostrato che i videogiochi non sono soltanto intrattenimento, ma anche spazi in cui si condividono idee e si custodisce la memoria di chi è stato messo a tacere.

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Veronica Miglio
Storyteller
Laureata in Lingue Straniere, qui a Geopop lavoro come autrice editoriale, raccontando storie e curiosità. Alle spalle ho un background lavorativo diviso tra insegnamento, uffici stampa e giornalismo locale, anche se il mio percorso nel mondo della comunicazione è partito tra i microfoni della radio universitaria, dove mi occupavo di politiche europee. Fuori dall'ufficio mi divido tra fotografia e scrittura, ma quando posso ritaglio un angolo di tempo per dipingere con i pastelli a cera.
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