Jannik Sinner non è più n° 1 del mondo: da lunedì 2 novembre ha ceduto lo scettro al 30enne tedesco Sascha Zverev. L'azzurro, fermo dalla finale di Wimbledon a causa di un'infiammazione al ginocchio, per ora è il decimo tennista rimasto più tempo in vetta (95 settimane) e nel suo terzo regno ha staccato Carlos Alcaraz (66) e superato Stefan Edberg (72) e Lleyton Hewitt (80) e si è portato a sole sei settimane da Agassi, 9° nella classifica all-time a quota 101. Zverev, invece, è diventato il 30° numero uno del mondo nella storia del ranking ATP (Association of Tennis Professionals), ovvero dal 1973 con l'avvento del calcolo computerizzato e mobile di 52 settimane. Ma a cosa serve la classifica nel tennis e come veniva calcolata in passato? Scopriamolo insieme.
Ranking ATP nel tennis, a cosa serve e come viene calcolato
La posizione in classifica, o ranking, nel tennis serve a stilare la lista dei partecipanti e assegnare le teste di serie (favorite nei sorteggi) per i tabelloni principali e di qualificazione di tutti i tornei professionistici. I punti vengono assegnati a seconda del risultato ottenuto in ogni singolo torneo e in base alla sua importanza, con i quattro Slam (Australian Open, Roland Garros, Wimbledon e US Open) che garantiscono il maggior numero di punti, ovvero 2.000 al vincitore, seguiti dalle ATP Finals che possono assicurarne fino a 1.500 al campione imbattuto. I punti accumulati nella medesima settimana dell'anno precedente vengono automaticamente tolti e il giocatore è chiamato a "difenderli" eguagliando o migliorando la performance, "pena" la decurtazione pari alla differenza tra i due risultati. La classifica viene aggiornata ufficialmente ogni lunedì. Nel circuito ATP vengono conteggiati i migliori risultati ottenuti in 18 tornei stagionali (più l'eventuale bonus delle ATP Finals se il giocatore vi si qualifica). Non assegnano punti ai fini del ranking la Coppa Davis per nazionali maschili né i Giochi Olimpici.
Prima dei computer veniva stilato dai giornalisti
Prima del 1973 non esisteva un metodo di classifica oggettivo e computerizzato. I giocatori venivano iscritti nei tabelloni arbitrariamente su suggerimento delle federazioni nazionali o su invito. Le uniche classifiche circolanti fino al 1968, e anche per i cinque anni successivi, erano liste compilate da personalità eminenti del tennis, spesso giornalisti. Tra questi, stante il peso del tennis britannico nella prima metà del Novecento, diversi reporter del Daily Telegraph, tra cui Lance Tingay, il cui ranking "personale" dei giocatori fu preso come riferimento per la top ten (dal 1952 al 1972) e l’assegnazione del titolo di miglior giocatore della stagione. In quegli anni di passaggio, fu affidatol'incarico anche alla Sid (la Sports Information Dienst, un’agenzia di news tedesca fondata nel 1945) di scandagliare i ranking personali di una ventina di giornalisti specializzati nel tennis, per fornire una classifica europea. Le categorie entro le quali erano suddivisi i tornei ATP erano sei contro le tre attuali (1000-500-250) e i criteri di attribuzione dei punti ai tornei erano legati al numero di giocatori partecipanti e al montepremi in palio.

La classifica computerizzata: dalla media alla somma dei punti
Il primo ranking della neonata ATP, datato 23 agosto 1973, venne stilato da un enorme computer messo a disposizione da TRW, grande azienda aerospaziale dell’epoca, e includeva un elenco di 185 giocatori con n° 1 il rumeno Ilie Nastase seguito da Manuel Orantes, Stan Smith, Arthur Ashe, Rod Laver, Ken Rosewall, John Newcombe, l'italiano Adriano Panatta, Tom Okker e Jimmy Connors. Nel 1973 le classifiche furono pubblicate undici volte, come nel 1974. Poi la frequenza aumentò gradualmente negli anni: tredici nel 1975, ventitré nel 1976, trentaquattro nel 1977, quaranta nel 1978, quarantatré nel 1979, infine si è arrivati all'attuale cadenza settimanale. Prima dell'avvento dell'International Tennis Weekly, i giocatori telefonavano a un ufficio ATP oppure ricevevano un foglietto per posta che li informava della classifica. Il 1° marzo 1976 fu stilato per la prima volta anche il ranking del doppio.
Dal 1973 al 1989 il sistema di classifica si è basato sulla media dei punti ottenuti nell'arco delle 52 settimane precedenti. Il totale veniva, dunque, diviso per i tornei giocati, minimo 12, e prevedeva correttivi minori modificati più volte nel corso del tempo. L'ATP riconobbe che il "sistema della media" presentava dei difetti e, in generale, non incoraggiava a giocare su superfici diverse da quella preferita. Dal 1990 ha abbandonato la media passando alla somma dei migliori 14 risultati, e attualmente, come detto, considera i risultati di 18 tornei (i quattro Slam, i 9 Masters 1000 e le cinque migliori prestazioni tra ATP 250 e 500) più le Atp Finals.
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