0 risultati

Perché negli Stati Uniti si vota sempre di martedì? La ragione storica

Avatar autore
Storyteller
Immagine
Pensato nell’Ottocento per facilitare il viaggio alle urne dei contadini, il voto di martedì oggi risulta anacronistico per molti cittadini degli Stati Uniti, che per spostarsi non usano più il calesse e i cavalli.

Nella giornata di oggi, martedì 3 novembre, gli statunitensi si recheranno alle urne per le elezioni di midterm (le elezioni di "metà mandato"), chiamate così perché hanno luogo a metà del mandato quadriennale del Presidente degli Stati Uniti. Negli Stati Uniti cadono sempre il primo martedì dopo il primo lunedì di novembre, ma da dove arriva questa tradizione?

Per noi italiani, che votiamo sempre nei weekend, sembrerà strano, ma c'è una ragione ben precisa per questa scelta, che va avanti dal 1845 per effetto di una legge federale pensata su misura per le esigenze logistiche e religiose dell'America rurale dell'Ottocento.

Il caos prima della legge del 1845: la scomoda finestra dei 34 giorni

Prima della legge federale sopracitata, le votazioni significavano il caos.

Già allora si votava a novembre, e il mese non era stato scelto a caso: i raccolti autunnali erano terminati, e i contadini potevano tirare un sospiro di sollievo dopo mesi di fatiche. Ma non solo: sebbene iniziasse a far freddo, il clima era ancora mite e l'inverno rigido che rendeva le strade impraticabili a causa della nebbia e della neve non era ancora iniziato. Ecco perché novembre era il mese perfetto per votare.

Perché era il caos, allora? La Costituzione americana lasciava a ogni singolo Stato la facoltà di decidere i tempi e i modi di votare, ma andava fatto all'interno di una finestra temporale di circa 34 giorni, di modo che le votazioni per l'elezione del Presidente degli Stati Uniti fossero concluse entro il primo mercoledì di dicembre.

Il problema arrivò con la diffusione delle ferrovie e, soprattutto, del telegrafo, perché i risultati dei primi Stati arrivavano anche agli altri, e rischiavano di influenzare il voto di quelli che avrebbero votato nei giorni seguenti. Per evitare di condizionare gli elettori e prevenire brogli, il governo decise di approvare un'unica data federale, che all'inizio era stata fissata solo a partire dalle presidenziali del 1848 (anno in cui fu applicata per la prima volta), ma che venne estesa anche alla Camera (1872) e al Senato (1914).

Il significato del giorno martedì per le elezioni

Arrivare ai seggi elettorali non era proprio una passeggiata all'epoca, e per raggiungere il capoluogo della propria contea e votare serviva spesso un giorno o un giorno e mezzo di viaggio a cavallo o in calesse.

Bisognava quindi scegliere un giorno della settimana che fosse comodo per tutti. La domenica era esclusa in partenza, perché molti degli elettori – maschi, bianchi e proprietari terrieri – erano profondamente cristiani, e riservavano quel giorno per riposarsi, andare a messa e celebrare il giorno del Signore. Così si escludevano sia la domenica che il sabato, che sarebbe stato dedicato interamente al viaggio di arrivo nella Contea. Ma si escludeva anche il lunedì, visto che la domenica nessuno si sarebbe messo il viaggio.

Nemmeno il mercoledì si poteva scegliere, però, perché in diverse contee era giorno di mercato, e i contadini vendevano i raccolti nelle città. Il primo giorno utile, quindi, era il martedì, e da allora le elezioni vennero fissate per il primo martedì dopo il primo lunedì di novembre, per evitare che la giornata delle elezioni cadesse il giorno di Ognissanti, che non solo era un tempo di festa e raccoglimento, ma per i commercianti e le banche era giorno di chiusura dei bilanci e dei conti del mese di ottobre.

Votare di martedì: è una scelta anacronistica?

Sebbene il martedì fosse stato scelto per comodità, oggigiorno votare in quel giorno è visto da molti come un ostacolo: del resto, meno del 2% degli americani oggi lavora in agricoltura, e molte persone lavorano di martedì.

Come ha osservato l'Overseas Vote Foundation, questo sistema antidiluviano ha anche un impatto sull'affluenza alle urne: i lavoratori a ore o coloro che hanno redditi bassi, infatti, hanno grandi difficoltà a prendere permessi, e non possono permettersi di perdere ore di stipendio per fare file interminabili ai seggi.

Proprio per queste ragioni, alcuni hanno proposto di spostare le elezioni al fine settimana, mentre altri hanno suggerito di mantenere il giorno delle elezioni di martedì, ma di renderlo una festività federale retribuita, ma finora nessuna proposta di legge federale è riuscita a superare il voto del Congresso.

Per aggirare la rigidità di questa antica legge federale, alcuni Stati hanno potenziato degli strumenti alternativi (previsti dalle leggi locali):

  • Il voto anticipato di persona (In-person early voting): i seggi vengono aperti settimane prima, compresi i fine settimana. Ci sono solo tre Stati che non lo prevedono a tutta la cittadinanza, ossia Alabama, Mississippi e New Hampshire. In questi Stati, il voto anticipato è consentito solo come voto per corrispondenza, o richiede specifiche scusanti documentate.
  • Il voto per corrispondenza (Mail-in ballot e absentee ballot): nel mail-in ballot ogni elettore registrato riceve automaticamente la scheda a casa per posta, senza bisogno di richiederla (il voto viene poi perfezionato anche per i cittadini all'estero tramite UOCAVA e piattaforme come il già citato Overseas Vote Foundation), e l'elettore può restituire la scheda per posta ordinaria, imbucarla in appositi box blindati sul territorio (le ballot drop boxes) o comunque recarsi di persona a un seggio. Sono otto gli Stati che adottano questo sistema: California, Colorado, Hawaii, Nevada, Oregon, Utah, Vermont (per le elezioni generali) e Washington D.C. Nel caso del no-excuse absentee ballot (voto postale senza giustificazione, adottato in 28 Stati), invece, la scheda non arriva automaticamente: l'elettore deve richiederla online o via modulo, ma senza fornire una giustificazione per ottenerla, come accade invece per l'Excuse-Required Absentee, dove è necessario attestare un motivo valido e riconosciuto dalla legge del proprio Stato, come ad esempio una malattia cronica, una disabilità grave e certificata, o detenzione senza perdita dei diritti civili. Questo sistema viene adottato solo in 14 Stati (Texas, Indiana, Tennessee, Kentucky, South Carolina, Missouri, Louisiana, Arkansas, Connecticut, Delaware, Alabama, Mississippi, New Hampshire e West Virginia).
Avatar utente
Veronica Miglio
Storyteller
Laureata in Lingue Straniere, qui a Geopop lavoro come autrice editoriale, raccontando storie e curiosità. Alle spalle ho un background lavorativo diviso tra insegnamento, uffici stampa e giornalismo locale, anche se il mio percorso nel mondo della comunicazione è partito tra i microfoni della radio universitaria, dove mi occupavo di politiche europee. Fuori dall'ufficio mi divido tra fotografia e scrittura, ma quando posso ritaglio un angolo di tempo per dipingere con i pastelli a cera.
Sfondo autopromo
Cosa stai cercando?
api url views