5 Febbraio 2024
7:00

Cosa succede se ascoltiamo musica a volume troppo alto? Gli effetti negativi e come evitarli

L'ascolto di musica a volume eccessivo può causare gravi danni all'orecchio, dagli acufeni alla riduzione e perdita dell’udito: ecco i consigli per evitarlo.

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Cosa succede se ascoltiamo musica a volume troppo alto? Gli effetti negativi e come evitarli
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Ascoltare musica è uno dei passatempi preferiti da miliardi di persone: ci fa ballare, piangere, rilassare e in fin dei conti, ci fa stare decisamente meglio dopo una giornata no. Ma ci sono anche lati negativi. Se pensate che la cosa peggiore degli auricolari sia cercare di srotolare i cavi annodati, forse non sapete che ascoltare musica ad alto volume, oltre a disturbare i nostri vicini di posto in treno o in bus, può causare danni anche irreversibili all’udito. Infatti, limita la funzionalità delle cellule ciliate presenti nell’apparato cocleare, fondamentali per trasmettere il suono al cervello.

Cosa si rischia ascoltando musica a volume troppo alto

Qualsiasi tipo di suono arriva al nostro orecchio e, attraverso il canale uditivo, raggiunge il timpano, per poi passare alla coclea, dove viene tradotto e trasmesso al cervello. La coclea è una struttura ossea tubolare a spirale, che ricorda il guscio di una chiocciola, rivestita da particolari cellule dotate di microciglia, dette cellule ciliate. Sono proprio queste ciglia a intercettare le vibrazioni del suono e a tradurle in segnali elettrici per il cervello. Un’esposizione a rumori e musica troppo alti e per troppo tempo danneggia le cellule ciliate, che non vengono però sostituite da nuove cellule. Meno cellule ciliate significa minore capacità di trasmettere i segnali al cervello e quindi la riduzione o la perdita dell’udito.

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I primi segnali di danni auricolari arrivano dalla percezione di fruscii, fischi, ronzii che non hanno un’origine esterna. Se credi al detto "quando ti fischia l’orecchio, qualcuno ti sta pensando", forse quel qualcuno è l’otorino, perché hai i sintomi di un acufene.

Gli acufeni sono appunto dei fastidiosi rumori all’interno dell’orecchio la cui causa è legata ad un danneggiamento della trasmissione del segnale acustico dall'orecchio al cervello. Il tipo di rumore avvertito e l’intensità possono variare da persona a persona, così come il tono e la durata del disturbo, che talvolta può risolversi spontaneamente. In alcuni casi possono comparire a seguito di un evento acuto, come uno scoppio, ma più spesso sono legati a infezioni all’orecchio trascurate, alla perforazione di un timpano, alla formazione di tappi di cerume o all’esposizione prolungata a rumori oltre i 100 decibel (dB).

Anche la loro gravità è variabile: può trattarsi di un fastidio momentaneo, fino ad arrivare a un disturbo invalidante per la vita di tutti i giorni. Non esistono terapie specifiche e definitive per la cura degli acufeni, ma deve essere valutato caso per caso.

Ma quanto è alto il volume “troppo alto”?

In alcuni dispositivi, in particolare i cellulari di nuova generazione, il volume massimo impostato arriva fino a 120 dB, la nostra soglia del dolore, e in alcuni casi lo supera. Il rischio di sviluppare acufeni o problemi all'udito si verificano però molto prima, intorno ai 90 dB, al di sotto dei quali raramente si corrono rischi.

In ogni caso, però, il limite massimo di impatto acustico musicale considerato sicuro è equiparato a quello da esposizione lavorativa, per esempio per chi lavora con i martelli pneumatici: 80 dB per massimo 8 ore al giorno. I danni all’udito sono direttamente proporzionali sia al volume che al tempo di esposizione, dobbiamo quindi considerare che più aumentiamo il volume, più dovremmo ridurre il tempo di ascolto consecutivo.

Come proteggersi dal volume troppo alto e quali cuffie usare

Per continuare a goderci le nostre canzoni preferite senza rischiare di non poterle più ascoltare un giorno, possiamo usare alcuni accorgimenti. Sarebbe ottimale usare la regola del “60/60”, ovvero ascoltare musica per massimo 60 minuti consecutivi impostando il volume al 60% del volume massimo consentito dal dispositivo (circa 60 dB).

In alternativa si possono utilizzare cuffie aperte (che non convogliano il suono direttamente nel canale uditivo), cuffie a cancellazione del rumore (in modo da non essere saremmo tentati di alzare il volume per estraniarci dai rumori che ci circondano) o cuffie a conduzione ossea (che riducono l’impatto del suono sul timpano). Infine, sulla maggior parte dei cellulari è possibile impostare il volume soglia da rispettare o un avviso quando superiamo tempo e volume massimo di ascolto.

Il problema è in aumento tra gli under 35

Siamo abituati a pensare che la riduzione dell’udito sia un problema esclusivamente legato all’invecchiamento. In realtà, stando alle stime dell'Organizzazione Mondiale della Sanità sono oltre un miliardo i ragazzi tra i 14 e i 35 anni che rischiano disturbi legati ad abbassamento o perdita dell'udito, e i numeri sono in aumento. Secondo una metanalisi che ha analizzato dati raccolti dal 2000 ad oggi, questo fenomeno è correlato ad un uso poco sicuro delle cuffie e all’esposizione frequente agli alti livelli di rumore in pub e discoteche, che superano di gran lunga gli 80 decibel (dB) a cui siamo sottoposti nella vita quotidiana. Infatti, il volume medio impostato da chi usa gli auricolari e quello dei concerti si attestano rispettivamente intorno ai 104 dB e i 120 dB. Ad oggi, a livello mondiale sono già 43 milioni di under 35 ad avere riportato danni irreversibili all’udito.

Photo by Matthew Henry from Burst
Credits: Matthew Henry via Burst
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