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10 Marzo 2024
7:00

Cos’è il Ramadan, il mese sacro per l’Islam in cui i musulmani praticano il digiuno diurno

In tutto il mondo durante il Ramadan centinaia di milioni di musulmani digiunano nelle ore diurne per un mese all’anno. Il precetto del digiuno è uno dei cinque pilastri fondamentali dell'Islam e fu introdotto da Maometto nel 624 d.C.

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Cos’è il Ramadan, il mese sacro per l’Islam in cui i musulmani praticano il digiuno diurno
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Il Ramadan, che nel 2024 inizia l'11 marzo e termina il 9 aprile, è un mese del calendario islamico, nel corso del quale i musulmani sono tenuti a digiunare, astenendosi anche dal consumo di acqua. Il digiuno inizia all’alba e termina al tramonto (l’ora precisa cambia a seconda dei Paesi), quando le persone si riuniscono nelle case, nelle moschee o in strada per poter finalmente bere e mangiare. Il digiuno, introdotto da Maometto nell’anno 624, serve per dimostrare autocontrollo, amore per Allah e rispetto per i poveri. Il Ramadan non coincide con un periodo fisso del calendario gregoriano e la data cambia ogni anno.

Come funziona il Ramadan

Ramadan è il nome di un mese, il nono mese del calendario islamico. È il mese del digiuno e dell’astinenza, indicati in arabo con la parola sawm. Il digiuno del Ramadan costituisce uno dei cinque pilastri dell’Islam insieme alla professione di fede, all’elemosina da elargire ai poveri, al pellegrinaggio alla Mecca una volta nella vita e alla preghiera cinque volte al giorno.

La fine del digiuno in una moschea
La fine del digiuno in una moschea

Nel mese di Ramadan, i musulmani adulti sono tenuti a digiunare dall’alba al tramonto, evitando di ingerire cibo e bevande (inclusa l’acqua). Nelle ore diurne devono astenersi anche dal fumo, dai rapporti sessuali e, più in generale, devono condurre una vita pia e rispettosa della fede. L’orario preciso nel quale si può riprendere a mangiare cambia da Paese a Paese, perché coincide con il tramonto. Sono esentati dal digiuno i bambini, i malati, le donne incinte o con il ciclo mestruale, chi è in viaggio e chi è impegnato in guerra. Alcuni degli esentati devono recuperare in altro momento i giorni di digiuno.

La data e la durata del Ramadan

Il mese del Ramadan non cade sempre nello stesso periodo del calendario gregoriano e “retrocede” progressivamente. Nel 2024 inizia l’11 marzo e termina il 9 aprile; nel 2025 andrà dal primo al 29 marzo, nel 2026 dal 18 febbraio al 19 marzo. Lo “slittamento” è dovuto al fatto che il calendario islamico misura lo scorrere del tempo in base alle fasi della Luna, e non in base al moto apparente del Sole, come il calendario gregoriano. L’anno, di conseguenza, è composto da 354 o 355 giorni.

Il digiuno dura un intero mese lunare, cioè 29 o 30 giorni, e termina con l’Id al-Fitr, la festa dell’interruzione del sawm, nel corso della quale i fedeli si riuniscono per pregare e rendere omaggio ai defunti.

Da cosa deriva il digiuno del Ramadan

Il precetto del sawm fu introdotto da Maometto nel 624 d.C., poco più di un anno dopo l’egira, cioè la sua fuga dalla Mecca a Medina del 622, che rappresenta la nascita “ufficiale dell’Islam. Il profeta scelse il Ramadan come mese sacro perché fu quello nel quale, nell’anno 610, ricevette da Dio la rivelazione.

La caverna di Jabal-al Nura, dove secondo la tradizione Maometto ricevette la prima rivelazione
La caverna di Jabal–al Nura, dove secondo la tradizione Maometto ricevette la prima rivelazione

Probabilmente, il digiuno fu introdotto per insegnare ai fedeli l’autodisciplina e l’amore per Allah, nonché per ricordare alla popolazione le condizioni dei poveri. Maometto, inoltre, trasse ispirazione dalle tradizioni di alcune etnie arabe, che praticavano digiuni rituali già prima della nascita dell’Islam. Secondo alcuni studiosi, l’istituzione del sawm fu influenzata da precetti cristiani: anche il cristianesimo prevede un periodo di astinenza e digiuno, quello della Quaresima, del quale nel VII secolo la Chiesa siriaca (vicina alla Penisola araba) richiedeva l’osservanza con particolare vigore. Gli studiosi musulmani, però, rifiutano questa teoria.

L'osservanza e le tradizioni del Ramadan

Nel mondo esistono quasi due miliardi di musulmani e gran parte di loro rispetta l’obbligo del digiuno diurno. Il Ramadan ha dato vita a numerose tradizioni che, a causa della grande eterogeneità etnica e culturale del mondo islamico, cambiano da Paese a Paese. In genere, i musulmani consumano un pasto all’alba, il suḥūr, e uno al tramonto, l’iftar, che prevede il consumo di datteri perché erano l’alimento con il quale Maometto interrompeva il digiuno. Ai due pasti “rituali” spesso si aggiunge una cena nelle ore serali.

Iftar in Iran (credits sayyed shahab-o- din vajedi)
Iftar in Iran (credits sayyed shahab–o– din vajedi)

Dopo il tramonto, molti fedeli si riuniscono in moschee, case e caffè e, in alcuni Paesi, le strade si affollano di banchetti che vendono cibo. Spesso, durante il Ramadan il ritmo sonno-veglia si altera e si tende a stare svegli più a lungo nelle ore notturne.

L’osservazione del Ramadan non è imposta dalla legge, ma in alcuni Paesi è vietato mangiare e bere in pubblico.

Fonti
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