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Per il bacino del fiume Po questi sono mesi duri: quello che sta vivendo è l'inverno con meno neve caduta degli ultimi vent'anni e, di conseguenza, il livello del fiume è in costante diminuzione. Ad esempio, solo tra gennaio e inizio febbraio 2022 è stato registrato un abbassamento di circa 30 cm del livello idrometrico del Po. Prendendo come riferimento i dati forniti dall'Autorità distrettuale del Fiume Po possiamo dire che il gap idrologico che si è venuto a creare in questi mesi potrebbe non essere colmato a breve, nonostante le piogge e le nevicate di questi giorni. Ma quali sono le caratteristiche di questa crisi idrica? E quali sono le sue conseguenze sull'ambiente?

A cosa è dovuta la crisi idrica del fiume Po

Dalla fine del 2021 a febbraio 2022 il Po è andato incontro ad una vera e propria crisi idrica. Se prendiamo come riferimento i dati di gennaio 2022, è ben evidente come ci sia stata una riduzione della portata mensile del 34% rispetto al valore medio per questo periodo dell'anno. Non a caso questa "siccità idrologica invernale" (sempre secondo l'Autorità distrettuale) è la più grave degli ultimi 30 anni. Tra le altre cose, questa crisi non coinvolge solo il fiume Po ma anche i suoi tributari, con portate ridotte fino al 50%.

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in foto: Po nei pressi di Cremona (credit: Copernicus).

Sono stati quindi raccolti dati da numerosi enti (come il Po-MiTE o i gestori dei grandi laghi alpini, giusto per citarne un paio) e dalle loro analisi è emerso come questo gennaio 2022 sia stato (a livello globale) uno tra i più caldi mai registrati e, ovviamente, anche il Po ha risentito di questo incremento delle temperature – mediamente di 2-3°C superiori alla media stagionale. Inoltre in queste settimane i forti venti che hanno colpito l'area hanno ulteriormente asciugato i terreni, andando a peggiorare una situazione di siccità già abbastanza importante.

Le conseguenze della siccità

Queste condizioni stanno creando degli squilibri soprattuto all'interno degli habitat fluviali: in Piemonte, ad esempio, sono state registrate morie di pesci autoctoni e anche alcune tipologie di pianta stanno iniziando a risentire pesantemente di questa situazione. Inoltre se in questo periodo non ci sarà abbastanza acqua, si prennunciano una primavera e un'estate secche, andando a colpire in maniera ancora più intensa gli agricoltori dell'area.

Si spera che le precipitazioni di questi e dei prossimi giorni siano sufficienti a risollevare questa situazione.

Articolo a cura di
Stefano Gandelli