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12 Luglio 2026
7:00

Forse Shakespeare non era il suo cognome: 7 curiosità che non conosci sul drammaturgo e poeta inglese

Gli studi su William Shakespeare riportano numerosi fatti e dettagli significativi, sia curiosi e divertenti, che drammatici: tra questi, ad esempio, la questione intorno alla corretta scrittura del suo cognome, che forse non si scrive esattamente così, e altre vicende lavorative e famigliari.

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Forse Shakespeare non era il suo cognome: 7 curiosità che non conosci sul drammaturgo e poeta inglese
shakespeare
Un ritratto del poeta William Shakespeare

La vita di William Shakespeare, il più grande poeta e drammaturgo della lingua inglese, in grado di rivoluzionare la struttura del dramma moderno con le sue opere teatrali, è tutt’oggi al centro di studi e ipotesi. Nato nel 1564 e morto nel 1616 e chiamato anche “il Bardo”, nelle fonti che raccontano la sua vita e le sue opere si trovano numerosi aneddoti, alcuni curiosi (come ad esempio le ipotesi sulla reale scrittura del suo cognome), altri che permettono di vedere la sua carriera sotto un’altra luce (come il fatto che abbia cercato di sfondare come attore senza riuscirci e che sia stato anche un proprietario terriero), altri ancora drammatici (come l’essere sopravvissuto all’epidemia di peste, durante la quale però è morto suo figlio a soli 11 anni). Inoltre, il Bardo ha coniato alcune espressioni che utilizziamo ancora oggi, e si dice che sia nato e morto lo stesso giorno – il 23 aprile – e che sulla sua tomba sia incisa una maledizione.

1. La corretta scrittura del cognome del Bardo è incerta

Il cognome di William Shakespeare, nelle fonti dell’epoca, è riportato in più di 80 diverse diciture: in alcuni documenti si trova scritto, per esempio,"Shappere" e "Shaxberd". Oltre a ciò, il drammaturgo, non ha firmato tutte le sue opere (fatto che ha dato origine a diverse ipotesi sulla sua reale identità, tra cui che in realtà, fosse una donna, Emilia Bassano) e quelle firmate riportano diciture come "Willm Shakp", "Willm Shakspere", "William Shakspeare". Queste firme potrebbero essere abbreviazioni, oppure il cognome esatto dei Bardo poteva, in origine, non essere scritto esattamente come lo scriviamo oggi.

Nel tempo, infatti, i documenti che parlavano di lui hanno codificato in “Shakespeare” il cognome, che è ufficialmente giunto fino a noi.

2. Il drammaturgo non era il suo unico lavoro

Alla fine del 1500, le opere teatrali di Shakespeare erano già famosissime, ma questa non era la sua unica attività: proprio come suo padre, William era proprietario di molte terre che amministrava nella zona di Stratford Upon Avon, sua città natale, dove vivevano anche sua moglie e i suoi figli.

Negli ultimi anni della sua vita riuscì a fare investimenti particolarmente favorevoli, tra cui per esempio, nel 1597, la casa più grande di Stratford, New Place. Nel 1601, alla morte di suo padre, William ereditò poi la casa di famiglia in in Henley Street, che poi venne in parte affittata e, l’anno successivo, acquistò 107 acri di terreno.

3. Ha provato a intraprendere la carriera di attore

Il giovane William, prima di diventare famoso come drammaturgo, avrebbe provato a diventare attore. Ci sono pochissimi documenti che attestano cosa abbia fatto Shakespeare negli anni della sua giovinezza, in particolare in quelli tra il 1585 e il 1592, che vengono infatti chiamati “gli anni perduti”: è molto probabile che si fosse trasferito a Londra e avesse provato a intraprendere la carriera di attore a Londra, ma non aveva avuto molta fortuna.

È possibile che infatti, tra il 1587 e il 1588 abbia lavorato per una compagnia teatrale, svolgendo anche mansioni dietro le quinte, il che probabilmente attesta che avesse più fortuna dietro il palco che in scena. Shakespeare riuscirà poi a realizzare il suo intento di recitare prendendo parte alle sue stesse commedie, spesso con ruoli secondari come, ad esempio, il fantasma del padre di Amleto.

4. È sopravvissuto all’epidemia di peste, durante la quale è morto suo figlio

Tra il 1593 e il 1594 ci fu una terribile epidemia di peste: i teatri di Londra veniva chiusi non appena i decessi superavano i trenta a settimana, e il Bardo si trovò senza lavoro. In questo periodo scrisse sonetti, come ad esempio Venere e Adone (1593) e Il ratto di Lucrezia (1594): sopravvissuto all’epidemia, William fondò poi la sua compagnia teatrale, i Lord Chamberlain's Men, e scrisse alcune delle sue opere più celebri, come Romeo e Giulietta e Re Lear, dove ci sono anche accenni alla peste.

Uno dei figli di gemelli di Shakespeare, Hamnet, morì di peste a 11 anni: questo evento segnò profondamente la vita del Bardo, e si dice che abbia ispirato il suo capolavoro Amleto (il nome Hamnet è una variante di Hamlet) così come raccontato nel romanzo di Maggie O’Farrel “Hamnet – nel nome del figlio” da cui è stato tratto il film di Chloé Zhao, uscito nel 2026 e candidato all’Oscar come miglior film.

5. Espressioni come “non ho chiuso occhio” e “rompere il ghiaccio” sono state create da Shakespeare

L'espressione "non ho chiuso occhio" ("I have not slept one wink", letteralmente “Non ho dormito un battito d’occhio) compare per la prima volta nel 1611 nell’opera Cimbelino, Atto III, Scena 3. Oggi è un’espressione universale ma, a quanto risulta, prima di allora non veniva utilizzata: è quindi molto probabile che sia stato Shakespeare stesso a crearla.

Anche “rompere il ghiaccio” (“break the ice”) appare per la prima volta con il significato di “fare il primo passo, superare l’imbarazzo” nella Bisbetica Domata, opera del 1590, nell’ Atto I, Scena 2.

6. Probabilmente è nato e morto lo stesso giorno, il 23 aprile

Anche se il giorno di nascita di William non è certo, i registri parrocchiali attestano che è stato battezzato il 26 aprile 1564: era usanza dell’epoca battezzare i bambini tre giorni dopo la nascita, quindi è possibile che Shakespeare sia nato il 23 aprile, giorno poi universalmente adottato come sua data di nascita, e giorno che corrisponde anche al giorno della sua morte, il 23 aprile 1616.

Anche per questo motivo, il 23 aprile si celebra la ricorrenza della Giornata Mondiale del Libro.

7. Sulla sua tomba è incisa una maledizione

La tomba di Shakespeare, nella Holy Trinity Church di Stratford Upon Avon, non presenta il nome del poeta, ma sopra c’è una curiosa incisione che suona come una vera e propria maledizione: “Amico mio, per amor di Gesù, astieniti dal dissotterrare la polvere qui racchiusa: e maledetto sia chi muove le mie ossa”. Al tempo, infatti, la riesumazione dei cadaveri e il prelevamento di reliquie era molto comune: è possibile che, proprio per questo motivo, il Bardo o la sua famiglia abbiano cercato di distogliere da queste azioni.

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