
Westarctica (o granducato di Westarctica) è forse una tra le micronazioni non riconosciute più strane al mondo. Fondato nel 2004 dall'analista militare Travis McHenry, questo territorio totalmente disabitato in Antartide si è trasformato nel tempo da semplice passatempo virale del web a vera e propria organizzazione no profit ambientale statunitense, impegnata nella preservazione di un habitat estremamente delicato, promuovendo l'azione per il clima.
La nascita di Westarctica, un deserto di ghiaccio grande 5 volte l’Italia
Siamo nell'agosto del 2001. Travis McHenry presta servizio nella Marina degli Stati Uniti, occupandosi di intelligence antiterrorismo, e nel tempo libero si legge il CIA World Factbook, il volume annuale della CIA con tutti i dati dei Paesi del mondo. Non esattamente una lettura da ombrellone, ma è proprio lì che nota un dettaglio pazzesco: nell'Antartide Occidentale c'è un'enorme fetta di terra, la Terra di Marie Byrd, che non appartiene a nessuno Stato. Stiamo parlando di 1,6 milioni di km², un deserto di ghiaccio grande più di cinque volte l'Italia, semplicemente… senza proprietario.
Travis allora va a studiarsi il Trattato Antartico del 1959, l'accordo internazionale che regola i rapporti tra gli Stati sul continente bianco, e trova quello che lui interpreta come un vuoto normativo: il Trattato vieta alle nazioni di avanzare nuove rivendicazioni territoriali, ma non dice nulla sui privati cittadini.
Il 2 novembre 2001 Travis scrive formalmente a nove governi del mondo dichiarando di rivendicare quel territorio per sé, chiamandolo Territorio Acheo dell'Antartide. Ovviamente nessuno gli risponde, ma lui non demorde e il 30 giugno 2004 fa il salto di qualità: ribattezza il territorio Granducato di Westarctica e lui si auto-incorona Granduca, con tanto di nome regale "Travis I".
Il successo con internet e il cambio di rotta
A questo punto la cosa, invece di spegnersi, decolla. In che modo? Semplice, per merito di internet: le persone iniziano a scoprire il sito di Westarctica, chiedono la cittadinanza, ricevono titoli nobiliari (Duchi, Baroni, Conti, tutti inventati di sana pianta) e la micronazione arriva persino a stampare una propria moneta, gli ice marks, e i propri francobolli.

Il problema è che tutto questo interesse mediatico finisce per attirare l'attenzione sbagliata: la Marina scopre che il suo analista di intelligence intrattiene corrispondenza diplomatica con governi stranieri – inclusi alcuni considerati "sensibili" – per conto di una nazione che, tecnicamente, non esiste. Detto ciò, capite bene che per Travis si mette male. Gli viene posto un ultimatum: o la Marina, o Westarctica. Nel 2006 è costretto ad abdicare. Seguono anni turbolenti: il trono passa di mano, il sito scade, la micronazione si sfalda tra litigi interni. Ma nel 2010 Travis, ormai uscito dalla Marina, orchestra quello che possiamo tranquillamente chiamare un colpo di Stato virtuale per riprendersi la corona.
Da capriccio a organizzazione ambientale vera
Nel 2014 Travis capisce che continuare a giocare al piccolo re non porta da nessuna parte, quindi trasforma Westarctica in una vera organizzazione no-profit registrata negli Stati Uniti. A questo punto il sogno imperiale crolla per lasciare spazio a un obiettivo concreto: sensibilizzare l'opinione pubblica sul cambiamento climatico e sulla tutela dell'Antartide.

Oggi Westarctica conta circa 2.300 cittadini, di cui 500 attivamente coinvolti in campagne ambientali, supportati da 26 rappresentanti diplomatici sparsi per il mondo. E nel 2015 è arrivato un riconoscimento clamoroso l'ONG: lo status non-consultivo presso il Dipartimento degli Affari Economici e Sociali delle Nazioni Unite.
Il lavoro che fanno, tra l'altro, non è simbolico. La porzione di Antartide rivendicata da Westarctica si sta riscaldando a una velocità impressionante – fino a cinque volte superiore alla media globale – mettendo a rischio la fauna locale, dai pinguini alle foche. Con le donazioni dei cittadini, l'organizzazione finanzia borse di studio per giovani ricercatori e biologi marini, raccogliendo decine di migliaia di dollari a sostegno della ricerca climatica. E la parte più assurda? Travis McHenry non ha mai messo piede sul territorio che governa. Guida la sua micronazione comodamente da casa, eppure è riuscito a costruire attorno a un'idea nata quasi per gioco una comunità reale che oggi dà un contributo concreto alla scienza e alla tutela ambientale.